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Un gioco da ragazziChild’s play

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Fabrizio: Ricordiamo un volto che non appartiene soltanto alla televisione, ma a un’intera stagione della nostra storia culturale: Pippo Baudo. Per il pubblico era semplicemente “Pippo”, un nome che bastava da solo a evocare decenni di varietà, musica e intrattenimento. Si è spento sabato 16 agosto a Roma, a 89 anni, lasciando dietro di sé un’eredità che pochi altri possono vantare. Per oltre sessant’anni è stato il protagonista indiscusso del piccolo schermo: ha condotto programmi iconici come Fantastico e Domenica In, ed è salito sul palco del Festival di Sanremo in veste di conduttore ben tredici volte, un record ancora imbattuto. Ma la sua influenza andava ben oltre la conduzione: per lui era un gioco da ragazzi individuare nuovi talenti e trasformarli in stelle della musica o dello spettacolo italiano. Per molti era “il maestro”, per altri l’incarnazione stessa del varietà.
Carmen: Concordo! Baudo era un grandissimo professionista.
Fabrizio: Dai Carmen, era molto più di questo. Era straordinariamente capace di trasformare la diretta televisiva in uno spazio familiare, quasi domestico. Affrontare gli imprevisti poi, per lui era un gioco da ragazzi.
Carmen: Che tipo di imprevisti?

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