| Carmen: | È giovedì, 15 gennaio 2026. Benvenuti a una nuova puntata del nostro programma di livello intermedio News in Slow Italian. Io sono Carmen, la vostra conduttrice. |
| Fabrizio: | E io sono Fabrizio, co-conduttore. Un caloroso benvenuto a tutti. |
| Carmen: | Come sempre, apriamo la puntata con l’attualità. Dalla fine di dicembre, l’Iran è attraversato da grandi proteste in tutto il Paese. Ora il futuro dell’Iran dipende da chi riuscirà a resistere più a lungo: il governo o la popolazione. Con l’aumentare delle proteste, le opzioni a disposizione delle autorità iraniane si fanno sempre più limitate. Nella notizia successiva parleremo dell’apertura delle udienze presso il principale tribunale delle Nazioni Unite per stabilire se il Myanmar abbia commesso un genocidio contro i Rohingya. Il caso sostiene che le “operazioni di sgombero” condotte dall’esercito nel 2017 nello Stato di Rakhine abbiano violato la Convenzione sul genocidio del 1948. Il governo militare del Myanmar respinge le accuse. Questo procedimento rappresenta una fase cruciale di una lunga battaglia legale sul trattamento riservato alla popolazione Rohingya. Nella sezione scientifica discuteremo il significato di una recente estrazione di campioni di roccia dal sottosuolo della calotta glaciale della Groenlandia. L’analisi chimica indica che l’area era priva di ghiaccio circa 7.100 anni fa. E infine, parleremo della valanga di meme sui social media scatenata dalla tuta indossata da Nicolás Maduro. |
| Fabrizio: | Non si sa mai cosa possa generare un meme culturale, Carmen! |
| Carmen: | Beh, se lo sapessi saresti un creatore di meme di grande successo. |
| Fabrizio: | Esiste perfino un'espressione per definirlo: mastro dei meme. Io non sono esattamente un mastro dei meme, ma ci sono vicino… |
| Carmen: | In che senso? |
| Fabrizio: | Sono un critico di meme. |
| Carmen: | Questo sì! Va bene, critico di meme, raccontaci di cosa parleremo nella seconda parte della puntata. |
| Fabrizio: | La seconda parte della puntata è dedicata alla lingua e alla cultura italiana. L’argomento grammaticale di oggi è Adverbs of Place. Ne troverete diversi esempi nel dialogo dedicato alle Olimpiadi invernali, che si terranno il mese prossimo tra Milano, Cortina d’Ampezzo e altri luoghi di montagna del Nord Italia. Un evento molto atteso, capace di attirare l’attenzione internazionale, ma che in alcuni casi — come a Bormio — è vissuto con più dubbi che entusiasmo. Nel finale ci soffermeremo sull’espressione idiomatica di oggi: Bando alle ciance. La troverete all’interno del dialogo dedicato a un’opera d’arte allestita in piazza Maggiore, a Bologna, durante il periodo delle feste. Un’installazione lontana dall’immaginario tradizionale del Natale e che, proprio per questo, ha suscitato discussioni e opinioni contrastanti. |
| Carmen: | E con questo... che si apra il sipario! |
L’Iran sta vivendo la più vasta ondata di proteste dal 2009, con manifestazioni esplose in tutte le 31 province del Paese. Iniziate a fine dicembre, le proteste si sono rapidamente intensificate. A Teheran e in altre grandi città, le folle sfidano apertamente l’autorità della Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei.
I manifestanti hanno preso di mira istituzioni governative e le autorità hanno risposto ancora una volta con la forza, provocando quasi 2.000 morti e oltre 15.000 arresti. Le difficoltà economiche alimentano la rabbia popolare: inflazione, carenza di beni di prima necessità e una valuta in rapido deprezzamento hanno spinto circa il 30% degli iraniani sotto la soglia di povertà.
Per la prima volta da anni, una parte della popolazione si sta raccogliendo attorno a un’unica figura dell’opposizione, Reza Pahlavi, figlio esule dell’ultimo scià. Il regime appare ancora compatto all’esterno, ma iniziano a emergere segnali di dissenso interno. Lo scontro ora ruota attorno a una domanda cruciale ovvero se prevarrà un governo indebolito dalle sanzioni e dalla perdita dei suoi alleati regionali, oppure il popolo iraniano.
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La Corte internazionale di giustizia dell’Aia ha avviato le udienze sulle accuse di genocidio mosse contro il Myanmar per le violenze subite dalla minoranza Rohingya. Il caso, di portata storica, è stato presentato dal Gambia nel 2019. È incentrato su un’operazione militare condotta nel 2017 nello Stato di Rakhine, che secondo il Gambia avrebbe violato la Convenzione sul genocidio del 1948.
L’operazione fece seguito ad attacchi di gruppi ribelli rohingya. Le forze di sicurezza del Myanmar sono accusate di stupri di massa, uccisioni e dell’incendio di migliaia di abitazioni, che avrebbero costretto oltre 700.000 Rohingya a fuggire in Bangladesh. Oggi circa 1,2 milioni di Rohingya vivono in campi sovraffollati, in condizioni drammatiche e soggetti a sfruttamento.
Il Myanmar, oggi sotto il controllo di una giunta militare dopo il colpo di Stato del 2021, respinge tutte le accuse di genocidio. La decisione della Corte di esaminare il caso ha creato un precedente, rendendo possibili procedimenti simili, come quello avviato dal Sudafrica contro Israele. L’esito del processo potrebbe, inoltre, influenzare le indagini penali internazionali in corso contro i vertici militari del Myanmar.
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Il 5 gennaio è stato pubblicato uno studio rivoluzionario sulla rivista Nature Geoscience. I ricercatori hanno estratto campioni di roccia dal substrato situato sotto circa 480 metri di ghiaccio del Prudhoe Dome, una vasta sezione della calotta glaciale della Groenlandia. L’analisi chimica dei campioni ha indicato che circa 7.100 anni fa, questa regione era priva di ghiaccio.
I risultati lanciano un avvertimento inquietante. In quel periodo, l’Artico era solo di 3–5 gradi più caldo rispetto al XIX secolo. Con l’attuale cambiamento climatico alimentato dalle emissioni di combustibili fossili, la calotta glaciale della Groenlandia potrebbe andare incontro a un destino simile. Se si verificasse uno scioglimento altrettanto esteso, il livello globale dei mari potrebbe aumentare da circa 19 centimetri fino a oltre 70 centimetri.
L’Artico si sta già riscaldando più rapidamente di qualsiasi altra regione del pianeta. Negli ultimi cinquant’anni, le temperature sono aumentate di circa 3 °C e la Groenlandia contribuisce oggi all’innalzamento del livello dei mari più di qualsiasi altra massa glaciale.
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Le immagini dell’ex leader venezuelano Nicolás Maduro hanno scatenato un’ondata di post sui social media dedicati alla moda maschile e allo streetwear. In particolare, alcune foto lo ritraggono con una tuta grigia Nike Tech Fleece dal valore di circa 260 dollari, che ha fatto impennare le ricerche online e l’interesse per il prodotto.
Questo inatteso momento fashion ha ispirato meme e richiami alle copertine di album hip-hop. Alcuni utenti particolarmente creativi hanno persino ribattezzato il colore della tuta “grigio Maduro”. In seguito, Maduro è stato visto indossare anche una felpa blu di un’azienda statunitense di abbigliamento sportivo, Origin. Il marchio ha colto immediatamente l’occasione, trasformando le immagini in una pubblicità commerciale piuttosto esplicita.
Il fenomeno richiama altri casi del passato in cui un capo d’abbigliamento è stato associato a eventi sensazionali. L’attenzione per l’abbigliamento di Maduro sembra nascere dallo straniamento provocato dalla visione di un leader mondiale in abiti casual da strada e dalla crescente confusione dei confini tra spettacolo politico, moda e cultura di internet.
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Bormio e le Olimpiadi invernali, più dubbi che festa
| Carmen: | Mancano, ormai, poche settimane all’inizio delle Olimpiadi invernali, che si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio 2026. L’attesa si percepisce ovunque, dentro e fuori. Se ne parla nei bar, nei telegiornali, al lavoro e, perfino, nelle scuole. Saranno le Olimpiadi di Milano-Cortina, anche se in realtà le gare si svolgeranno in diversi luoghi di montagna del Nord Italia. È il modello dei Giochi Olimpici diffusi, pensato per non concentrare tutto in una sola città, ma distribuire eventi e visitatori sul territorio. |
| Fabrizio: | Che bello! Non vedo l’ora. di seguire le gare in televisione. E un po’ invidio chi, lassù in montagna, potrà vedere tanti campioni da vicino. |
| Carmen: | In questo momento c’è grande frenesia. Tuttavia, non tutti vivono l’attesa con entusiasmo. |
| Fabrizio: | Davvero? Mi sorprende. |
| Carmen: | Prendi Bormio per esempio, un piccolo comune con meno di quattromila abitanti. Proprio là, sulle vette innevate che lo circondano, si svolgeranno le gare dello sci alpino. Per molti residenti le Olimpiadi non sono affatto una buona notizia. |
| Fabrizio: | Ma come? È un evento sportivo che porta attenzione mediatica planetaria, investimenti, turismo, soldi. Dove sta il problema? |
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The following is not an exhaustive list of all the adverbs of place, but it contains those that you’re most likely to encounter in common speech.
qui / quaMarcello, vieni qui!Marcello come here! Ha lasciato qua i suoi libri. She left her books here. |
lì / làLì vendono dei gelati buonissimi.They sell delicious ice creams there. Accomodati là e aspetta il tuo turno. Take a seat over there and wait to be called in. NB: Qui and qua, and lì and là are not entirely interchangeable. Qui and lì indicate a more precise position in relation to the speaker, whereas qua and là are more generic. |
quaggiùCi siamo trasferiti quaggiù due anni fa.We moved down here two years ago. |
laggiùCosa vedi laggiù?What do you see down there? |
quassùMario, quando vieni quassù, portami il telefono.Mario, when you come up here bring me the phone. |
lassùIl nido delle vespe è lassù, sotto la finestra.The wasp’s nest is up there, under the window. |
dentroAndiamo dentro. Voglio parlarti.Let’s go inside. I want to talk to you. |
fuoriAndiamo a fare una passeggiata - fuori c'è un bel sole!Let’s go for a walk - the sun is shining outside! |
davantiIl ragazzo si avvicinò alla macchina e disse che voleva sedersi davanti.The boy approached the car and said he wanted to sit in front. |
dietroLa mia firma è dietro.My signature is on the back. |
vicinoC’è un buon ristorante di pesce qui vicino?Is there a good fish restaurant close to here? |
lontanoNon è lontano - ci vogliono soltanto cinque minuti a piedi. It’s not far - it only takes five minutes on foot. |
(di) sopraNell’appartamento di sopra abita una ragazza tedesca.In the apartment upstairs lives a German girl. |
sottoHo aggiunto sotto alcuni commenti.I added a few notes below. |
dovunqueOrmai l’abitudine di usare il cellulare durante i pasti si è diffusa dovunque.Now the habit of using cellphones during meals has spread everywhere. |
ovunqueOvunque vada, lo segue il cucciolo.Wherever he goes, the puppy follows him. |
doveEcco la casa dove sono cresciuto.Here’s the house where I grew up. NB: Dovunque, ovunque, and dove can function as relative adverbs when they connect two clauses. Dove can also be an interrogative adverb when it is used in a question. |
ci (and less commonly vi)Ci vado subito.I’m going there right away. Ci veniamo ogni estate. We come here each summer. |
L'installazione che fa discutere Bologna
| Fabrizio: | Hai sentito delle polemiche sulle opere d’arte installate in questi giorni a Bologna? Se ne parla un po’ ovunque, dai giornali ai social media. |
| Carmen: | Certo che ne ho sentito parlare. E, ti dirò, molte delle critiche mi sembrano legittime. |
| Fabrizio: | Prima di entrare nel merito, facciamo un attimo mente locale. Le opere di cui parliamo sono grandi “pietre”: per la precisione diciannove installazioni artistiche, alte fino a quattordici metri. Non sono vere rocce, ma strutture gonfiabili che si illuminano di notte e sono accompagnate da musica. L’opera si chiama Iwagumi – Dismisura ed è stata realizzata dallo studio artistico australiano Eness. Si ispira a una pratica giapponese che consiste nel disporre le rocce in modo armonico per evocare la natura. Il Comune ha deciso di collocarla durante il periodo di Natale e Capodanno in uno dei luoghi più simbolici della città: piazza Maggiore. |
| Carmen: | Bando alle ciance. L’opera può anche essere interessante ma durante le feste, molti cittadini si aspettavano qualcosa di diverso. |
| Fabrizio: | Lo so. Le classiche decorazioni natalizie. |
| Carmen: | Esatto. Alberi addobbati, presepi, luminarie, atmosfere calde. In più, in tanti hanno avuto la sensazione che questi enormi massi non dialoghino affatto con l’architettura storica dei palazzi che li circondano. |
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La frase bando alle ciance deriva dalla lingua toscana dove, appunto, le ciance sono le chiacchiere, quelle futili e superficiali, ma anche le stupidaggini o le fandonie.
Bando alle ciance si potrebbe tradurre letteralmente come to ban the empty words. Questa traduzione non ha nessun senso, e la frase in inglese che più si avvicina a questa espressione, sarebbe: to cut to the chase.
Esempio 1:
È da mezzora che parli; bando alle ciance e dimmi perché mi hai chiamato.You have been talking for half an hour; cut to the chase and tell me why you called me.
Esempio 2:
Questa settimana è uscito l’ultimo disco di Vasco Rossi. È una collezione dei pezzi migliori, ma bando alle ciance e ascoltiamo subito la prima canzone.This week the Vasco Rossi’s latest disc came out. It’s a collection of best works, but let’s cut to the chase and listen immediately to the first song.
Esempio 3:
Bando alle ciance e parliamo di cose serie.Let’s cut to the chase and talk about serious things.
- Questa sera ceniamo . (fuori, vicino)
- , nella cantina, abbiamo una collezione di bottiglie di vino pregiato. (sotto, dietro)
- Ti faccio vedere conservola frutta secca. (ovunque, dove)
- Non andare : la cena è quasi pronta. (vicino, lontano)
- Da possiamo vedere tutta la città, fino al mare. (laggiù, quassù)
- Avevo messo gli orecchini , sul comodino, ma adesso non ci sono più. (qui, sopra)
- Ero seduto . Non mi hai visto? (davanti, sotto)
- L’estate scorsa ho lasciato la bicicletta , nel sotterraneo, ma non la trovo più. (quaggiù, là)
- Possiamo andare -per me è lo stesso. (dovunque, dove)
- verrò volentieri! (là, ci)
A - Beh, non è andata lontano—ma, in questo momento, non ricordo il nome del quartiere.
B - Sì, le ho messe lì sotto.
C - Non lo so. Non sono stata ancora fuori.
D - Sì, va bene. Possiamo andare dovunque, tanto sono in macchina.
E - Probabilmente laggiù, nel sottoscala.
F - Sì, non molto lontano da qui ce n’è una, ma penso che sia chiusa oggi.
- Hai spostato tu le mie riviste di moda?
- Secondo te, qual è la parte più fresca della casa?
- Cerchiamo una banca qui vicino. Ci sa dire se ce n’è una?
- Ho sentito che Tania non vive più qui—sai dove si è trasferita?
- Hai voglia di uscire stasera?
- Che tempo fa oggi?