| Milena: | È giovedì, 2 aprile 2020. Benvenuti al nostro programma settimanale News in Slow Italian! Un saluto a tutti i nostri ascoltatori! Ciao, Stefano! |
| Stefano: | Ciao, Milena! Un saluto a tutti! Spero che stiate tutti bene. Come vi avevamo annunciato la settimana scorsa, stiamo registrando tutti i nostri programmi da casa e continueremo a farlo, fino a quando potremo riprendere le normali attività. |
| Milena: | Grazie, Stefano. Come d’abitudine, nella prima parte del programma ci occuperemo di notizie internazionali. Inizieremo, discutendo di come alcune nazioni stiano giustificando l’uso autoritario della tecnologia, come mezzo, per combattere il coronavirus nei propri paesi. Subito dopo, parleremo dell’ordine di rimanere a casa, dato da alcuni governatori giapponesi, il giorno dopo l’annuncio del rinvio dei Giochi Olimpici, per contrastare il numero crescente di casi di COVID-19. Poi, vi riporteremo i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, sulla differenza nell’aspettativa di vita tra maschi e femmine. Infine, vi racconteremo una storia dalle note più positive, che parla di una signora italiana di 102 anni, che è riuscita a sconfiggere il Coronavirus. |
| Stefano: | È davvero una storia piena di ottimismo! Di che cosa ci occuperemo, invece, nella seconda parte del programma? |
| Milena: | Nel segmento Trending in Italy, parleremo della Regione Lombardia, che, in piena emergenza coronavirus, ha deciso di utilizzare i dati forniti dai gestori di telefonia mobile, per controllare se i cittadini rispettano le limitazioni sulla circolazione, imposte dal Governo. Poi, discuteremo delle stringenti misure varate dal governo, per limitare il contagio del coronavirus e della contestata decisione dei supermercati italiani di vietare la vendita al dettaglio di articoli di cancelleria, biancheria e prodotti per il giardinaggio. |
| Stefano: | Ottima scelta di argomenti! |
| Milena: | Grazie, Stefano! Iniziamo subito con le notizie internazionali! |
La pandemia scatenata dal coronavirus favorisce un uso autoritario della tecnologia a livello globale
La pandemia di coronavirus continua a portare paura e isolamento a miliardi di persone in tutto il mondo. Diversi leader autoritari stanno usando la crisi attuale, per introdurre nei propri paesi un uso dittatoriale della tecnologia e misure antidemocratiche, per rafforzare ulteriormente il proprio potere. Questo modo di usare la tecnologia è particolarmente evidente in Cina e Russia, ma si sta diffondendo anche in paesi democratici come la Corea del Sud, Israele e la Germania, solo per citarne alcuni.
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Alcuni governatori giapponesi emanano “richieste di isolamento domiciliare” subito dopo il rinvio dei Giochi olimpici di Tokyo
I governatori di Tokyo e della vicina Kanagawa hanno emanato una richiesta “di stare a casa”, per scoraggiare i propri cittadini dal partecipare alle tradizionali feste, per ammirare l’annuale fioritura dei ciliegi, che si tengono nei parchi e in altri luoghi in questo momento dell’anno. Queste indicazioni sono seguite alla decisione di posporre i Giochi olimpici di Tokyo 2020 all’estate del 2021.
Questo ha indotto gli osservatori a ipotizzare che il Giappone abbia ritardato pericolosamente l’introduzione di misure importanti per la tutela della propria popolazione, nella fuorviante speranza di poter rispettare il calendario originale delle Olimpiadi. L’ex Primo ministro, Yukio Hatoyama, ha criticato il governo, sostenendo che il numero dei casi dichiarati di coronavirus è stato deliberatamente sminuito. Ha accusato il governatore di Tokyo, Koike, di aver posto “le Olimpiadi al primo posto, invece della salute delle persone”.
Sino al 31 marzo con 1953 casi di contagio confermati e 54 decessi, il Giappone, a differenza di altri paesi, è riuscito a evitare focolai di una certa importanza e, per questo, si è dimostrato riluttante a mettere il Paese in isolamento, nonostante le scuole si
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Lo scorso 23 marzo, un gruppo internazionale di ricercatori ha pubblicato uno studio su Proceedings of the National Academy of Sciences, in cui sono state analizzate 101 specie di mammiferi, confrontando le aspettative di vita dei due sessi. Si è scoperto che nel 60 per cento delle specie analizzate, le femmine vivono significativamente più a lungo dei maschi, con un’aspettativa media di vita maggiore del 18,6 per cento, rispetto a quella maschile.
Nonostante ci fosse sempre stato il sospetto dell’esistenza di questa discrepanza tra i due sessi nel mondo animale, fino alla pubblicazione di questo studio non ce n’era la certezza. Per quanto riguarda gli umani, invece, la diversa aspettativa di vita tra uomini e donne è ben documentata in tutte le popolazioni. A parità di condizioni, una donna ha una durata della vita dell’8 per cento superiore a quella degli uomini e su 10 persone, che raggiungono i 110 anni di età, 9 sono donne. Questo andamento è stato costante, sin da quando sono diventati disponibili dati anagrafici attendibili nel 18esimo secolo.
I ricercatori citano l’esempio delle pecore selvatiche Bighorn, sulle quali si hanno dati particolarmente abbondanti. Lo studio ha rile
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Lo scorso 26 marzo, Italica Grondona, una 102enne di Genova, è stata dimessa dall’ospedale, dopo essere rimasta ricoverata per 20 giorni per un leggero scompenso cardiaco e aver contratto il coronavirus, seppure in forma abbastanza lieve.
I medici dell’ospedale non hanno dovuto fare molto, perché la donna è guarita da sola. La guarigione della signora Grondona ha dato speranza a tutti gli anziani del mondo. Il suo caso ha anche acceso la curiosità dei dottori italiani, che hanno deciso di studiare il suo caso. La signora, infatti, è nata nel 1917 e potrebbe forse essere sopravvissuta anche alla spagnola, l’epidemia che cento anni fa si stima che uccise circa 50 milioni di persone in tutto il mondo. La signora Grondona, che ha perso il suo unico figlio anni fa, ama ballare ed è una grande fan di Freddy Mercury, lo scomparso cantante dei Queen.
L’età media delle persone risultate positive e morte per il coronavirus è di circa 78 anni. In questo momento gli ospedali italiani sono talmente sovraccarichi di pazienti che spesso le persone sopra i 60 anni non vengono messe sotto ventilatore. Grondona, tuttavia, non è l’unico caso di una persona anziana che sopravvive dopo aver contratto
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| Stefano: | L’emergenza coronavirus in Lombardia ha ormai raggiunto livelli drammatici. Per frenare i contagi su tutto il territorio e alleggerire il peso sul sistema sanitario, lo scorso 17 marzo, il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, ha ricordato l’importanza di restare a casa, lamentando, infine, che soltanto il 60% dei lombardi fino a quel momento ha rispettato con rigore le limitazioni sulla circolazione imposte dal Governo. Il resto dei cittadini avrebbe, infatti, continuato a spostarsi con troppa disinvoltura, allontanandosi eccessivamente dalla propria abitazione. Sala, nel corso della sua conferenza stampa, ha spiegato di essere venuto al corrente delle distanze percorse quotidianamente dai cittadini, in seguito ad alcune analisi, ottenute dalla elaborazione dei dati forniti dai gestori di telefonia mobile. |
| Milena: | Sai Stefano… L’iniziativa della Regione Lombardia mi ricorda tanto le soluzioni di controllo adottate da Cina e Corea del Sud, per combattere il coronavirus. |
| Stefano: | È vero! Se in questi due paesi l’uso di metodi di sorveglianza basati sul monitoraggio telefonico non ha suscitato particolare clamore, in Italia è accaduto l’esatto contrario. Dopo le rivelazioni del vicepresidente Sala, in molti hanno manifestato perplessità e preoccupazioni in riferimento al rispetto della tutela dei dati personali. Lo scorso 19 marzo, ho letto sul quotidiano La Stampa che il ministero dell’Interno era all’oscuro dell’iniziativa della Lombardia e che il Governo, indispettito per quanto accaduto, avrebbe avviato un’indagine per valutare eventuali ricadute giuridiche. |
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| Stefano: | Lo scorso 11 marzo, sono entrate in vigore in tutte le Regioni italiane, le stringenti misure varate dal Governo, per limitare il contagio del coronavirus SARS-CoV-2, ormai giunto a livelli molto preoccupanti. Oltre alla quarantena obbligatoria per tutti i cittadini, è stata disposta anche la chiusura di gran parte delle attività commerciali e di vendita al dettaglio, a eccezione di farmacie, negozi di prima necessità e alimentari. Nei giorni successivi all’entrata in vigore del decreto governativo, all’interno dei punti vendita si è assistito a qualcosa di molto particolare, che ha fatto letteralmente infuriare molte famiglie. Per qualche strano motivo, le grandi catene di supermercati hanno vietato la vendita di tutti gli articoli di cancelleria. Improvvisamente sono diventati introvabili i quaderni, le matite, i pennarelli, i giochi per bambini, la biancheria e il materiale per il giardinaggio. |
| Milena: | C’è una ragione ben precisa, se mancano tutti questi prodotti, Stefano. Come riportato da Repubblica, lo scorso 16 marzo, i marchi della grande distribuzione hanno agito in questo modo per rispettare le restrizioni contenute nel decreto governativo, che impone la vendita al pubblico solo di prodotti di prima necessità. Il materiale per il giardinaggio, o i giochi per bambini, ovviamente, non sono fra questi… |
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