Questa settimana, cominceremo la nostra chiacchierata parlando di letteratura e intelligenza artificiale. In Francia, uno dei romanzi di maggiore successo degli ultimi mesi è stato escluso dalla corsa al Premio Goncourt, dopo una serie di accuse rivolte all’autore Thélyson Orélien. Cercheremo di capire cosa è successo e perché questo caso solleva domande sempre più complesse su temi come la trasparenza e la creatività.
Passeremo poi al Canada, che sta cercando di costruire un rapporto sempre più stretto con l’Unione europea. Lo scorso settembre, il premier Mark Carney ha accolto la proposta di una nuova forma di associazione tra Ottawa e Bruxelles. Un progetto ancora da definire, che racconta però molto bene come stanno cambiando gli equilibri internazionali all’ombra delle superpotenze.
Continueremo poi a parlare di leader, per occuparci dell’italiana Giorgia Meloni. Il mese scorso, la presidente del Consiglio ha deciso di non partecipare all’81ª assemblea generale delle Nazioni Unite. La scelta ha provocato le critiche delle opposizioni, anche perché, negli stessi giorni, la premier era presente alla Fashion Week di Milano. Cercheremo quindi di capire le ragioni alla base di questa insolita decisione.
Resteremo infine a Milano, per commentare una mostra dedicata alle conquiste delle donne italiane. LIBERE! 1946-2026 attraversa ottant’anni di storia attraverso fotografie, testimonianze e nuovi linguaggi visivi. Un percorso che racconta, in modo coinvolgente, quanto sia cambiata l’Italia dal dopoguerra a oggi.
Il romanzo C’était ça ou mourir, dello scrittore canado-haitiano Thélyson Orélien, è uno dei casi letterari dell’anno in Francia. Il libro racconta il viaggio di un professore haitiano che fugge dalla violenza delle gang e attraversa l’America Latina per raggiungere il Canada. Uscito in Francia ad agosto dopo un grande successo in Canada, il romanzo è balzato in testa alle classifiche di vendita, lasciando intravedere una strada costellata di premi. Poi, c’è stato un drammatico colpo di scena: il libro è stato escluso dalla corsa al Goncourt, il premio letterario più prestigioso del paese. Il motivo è il sospetto che Orélien abbia utilizzato l’intelligenza artificiale per scriverlo. Orélien ha respinto l’accusa, ma ormai il danno è stato fatto.
La vicenda è cominciata su X, dove un account allora quasi sconosciuto, Balance ton Claude, ha analizzato il romanzo con Pangram, un software che prova a riconoscere i testi prodotti dall’intelligenza artificiale. Il risultato dell’analisi indicava un uso molto esteso di modelli linguistici generativi. L’accusa ha rapidamente superato le conversazioni online, finché l’Académie Goncourt ha eliminato il libro dalla selezione, citando tra i moti
Il Canada entrerà un giorno nell’Unione europea? La domanda sembra assurda, giudicandola secondo semplici coordinate geografiche. Ma seguendo i giochi strategici delle alleanze politiche, acquista invece maggior senso. A Bruxelles, infatti, si sta discutendo di uno scenario del tutto inedito: creare per Ottawa una nuova forma di associazione all’Unione europea. L’idea è stata lanciata a metà settembre dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e accolta con favore dal premier canadese Mark Carney.
Proprio Carney, il 17 settembre, è intervenuto al Parlamento europeo di Strasburgo, rilanciando la proposta di von der Leyen per una vera e propria “alleanza per il futuro”. L’obiettivo è approfondire la cooperazione tra Canada ed Europa in settori strategici: spazio, difesa, energia, materie prime di importanza critica, ricerca scientifica e servizi finanziari. Il significato politico del progetto è chiaro. Ottawa e Bruxelles cercano nuovi strumenti per proteggere la propria autonomia in un sistema internazionale sempre più segnato dalla competizione tra grandi potenze.
Una direzione che Carney aveva già annunciato lo scorso gennaio, al Forum economico mondiale di Davos. In
Come ogni settembre, New York ha accolto capi di Stato e di governo provenienti da tutto il mondo nell’ambito dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il principale appuntamento annuale della diplomazia internazionale. Oltre cinquanta i leader assenti, tra cui la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, che ha lasciato il compito di rappresentare il Paese ad Antonio Tajani, ministro degli Esteri.
L’assenza di Meloni ha fatto discutere perché, nelle stesse giornate, la premier ha partecipato a Milano alla cena inaugurale della Fashion Week. Meloni aveva giustificato la sua assenza con la necessità di occuparsi di questioni interne, dopo settimane dense di vertici internazionali.
Dai banchi dell’opposizione parlamentare non sono mancate le critiche. Anche perché, negli ultimi quindici anni, nessun presidente del Consiglio era mancato all’Assemblea generale dell’ONU. Il Partito Democratico ha contestato la scelta di partecipare alla cena di gala della Fashion Week, proprio mentre alle Nazioni Unite si affrontavano guerre e crisi internazionali. Alcuni deputati presenti a New York con la delegazione parlamentare italiana, hanno definito irresponsabile la scelta di Meloni, c
Ottant’anni di storia italiana raccontati dal punto di vista delle donne. È l’idea alla base di LIBERE! 1946-2026. Le conquiste delle donne, la mostra fotografica inaugurata alle Gallerie d’Italia di Milano lo scorso 26 settembre. L’esposizione, ideata e curata da Renata Ferri e promossa dal settimanale Io Donna, sarà aperta fino al 7 febbraio 2027.
L’anno di partenza della mostra è una data fondamentale nella storia della repubblica italiana. Il 2 giugno 1946, infatti, gli italiani furono chiamati ad esprimere una doppia decisione: il referendum per scegliere tra monarchia e repubblica e l’elezione dell’Assemblea Costituente. Era la prima volta che le donne votavano in una consultazione politica nazionale. Negli anni, e decenni, seguenti, il loro contributo fu decisivo per lo sviluppo di uno Stato che usciva dalla seconda guerra mondiale e dal fascismo. La mostra ricostruisce un percorso storico attraverso circa cinquanta fotografie. A tenere insieme le diverse tappe, una cronologia realizzata dalla giornalista e storica Valeria Palumbo.
Le immagini provengono soprattutto dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, insieme agli archivi delle fotografe Paola Agosti e Marcella Campag