Questa settimana inizieremo il nostro viaggio in Germania, dove il trionfo dell’estrema destra alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt apre uno scenario politico inedito. AfD sfiora la maggioranza assoluta e, per la prima volta, potrebbe trovarsi nella posizione di poter governare. Ma c’è un piccolo partito, che, con appena il 5% dei voti, potrebbe diventare l’ago della bilancia.
Dalla Germania andremo poi in Italia, a Bari, dove Giorgia Meloni ha festeggiato la longevità del suo governo. Ma che cosa è cambiato nella vita degli italiani da quando Meloni è al governo?
Faremo poi un salto indietro nel tempo, per parlare di censura cinematografica. Per decenni, anche nell’Italia repubblicana, la censura ha deciso quali immagini potessero arrivare sul grande schermo e quali, invece, dovessero essere tagliate, modificate, o proibite.
Conosceremo infine una misteriosa creatura marina che potrebbe aver costruito enigmatiche architetture bentoniche. Geometrie perfette, osservate persino da
Vi invito ad accompagnarmi.
La vittoria elettorale ottenuta lo scorso 6 settembre dal partito di estrema destra Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt è un terremoto politico i cui riflessi minacciano di andare ben oltre i confini della Germania.
AfD ha ottenuto il 43,8% dei voti, il doppio rispetto al 2021. E più del doppio dei voti della CDU, il partito conservatore di Friedrich Merz, crollato dal 37% di cinque anni fa al 17%.
A sinistra, invece, i rapporti di forza sono cambiati poco. Il Partito Socialdemocratico di Germania è cresciuto leggermente, i Verdi hanno guadagnato tre punti, mentre Die Linke ha perso consensi.
Ma la vera novità, oggi, è un’altra: il BSW, il partito populista di sinistra, nazionalista e filorusso fondato da Sahra Wagenknecht dopo la sua rottura con Die Linke, è entrato nel Parlamento regionale con il 5,3% dei voti, conquistando cinque seggi. E potrebbero essere proprio questi cinque seggi a decidere, ora, chi governerà la Sassonia-Anhalt.
AfD ha vinto anche nelle principali città della regione. A Magdeburgo ha ottenuto il 33% dei voti, a Halle il 30%. Ma è nei comuni più piccoli che il suo successo è stato davvero impressionante. Nei centri con meno di 5.000 abitanti, ha conq
Cinta in un completo di lino avorio, Giorgia Meloni manda baci con le mani a una folla venuta per sentirla parlare, vederla da vicino. Una selva di braccia alzate e telefoni intenti a filmare ogni istante. È il 4 settembre e Meloni è al porto di Bari per festeggiare i 1413 giorni di vita del suo governo, un record politico che supera un traguardo che finora apparteneva a Silvio Berlusconi.
Con lei a Bari ci sono ministri, sottosegretari e parlamentari del suo partito, Fratelli d’Italia, e altri rappresentanti del centrodestra giunti da ogni dove. Curiosamente, i leader degli altri due partiti della coalizione governativa, il segretario della Lega Matteo Salvini e quello di Forza Italia Antonio Tajani, hanno deciso di partecipare solo in videocollegamento. Colmo dei colmi, i loro interventi sono stati tormentati da problemi tecnici, specialmente quello di Matteo Salvini.
Insomma, più che una festa del governo, quella dello scorso 4 settembre è stata una festa autocelebrativa di Fratelli d’Italia.
“Il Governo più stabile, l’Italia più forte”. Lo slogan dell’evento era ovunque. Sulla parete dietro alla premier, sul podio, sui teleprompter, sulle spillette regalate ai partecipanti. Come
L’altra sera, l’algoritmo di YouTube mi ha proposto un vecchio film del 1960. Un film di cui, lo confesso, conoscevo solo il nome. Non avevo molto tempo in quel momento, per cui sono rimasta a guardare solo qualche minuto dell’opera. Un tempo sufficiente, però, ad incuriosirmi. Qualche ora dopo, infatti, già più libera, ho cominciato a fare delle ricerche, scoprendo, tra le altre cose, che il film, ai suoi tempi, era stato sottoposto a censura.
“Censura sulle opere cinematografiche? Nell’Italia repubblicana del dopoguerra?”, si chiederà qualcuno. Sì, proprio così.
In Italia, la censura cinematografica nasce nei primi anni Dieci del Novecento. È il momento in cui il cinema cessa di essere una semplice curiosità, per diventare un fenomeno di massa. Nel 1913 escono alcuni capolavori del muto, come Quo Vadis?, e nelle sale accorrono persone di ogni ceto sociale.
Fino al 1913, la censura veniva gestita in modo caotico e discrezionale, a livello locale, da sindaci e prefetti. Anche su richiesta dei produttori cinematografici, che desideravano la certezza di un panorama uniforme, il governo dell’epoca, guidato dal liberale Giovanni Giolitti, decise di accentrare il controllo sulle pellicole.
Il primo a proporre una chiave per svelare l’enigma è stato Leonardo da Vinci. Il genio rinascimentale intuì l’origine biologica delle misteriose geometrie che aveva osservato sulle rocce dell’Appennino piacentino e ne scrisse nel Codice Leicester. Per lui, quegli ordinati rilievi che apparivano sulla pietra erano le tracce del lavoro di antiche creature marine, vissute in un’epoca in cui le montagne appenniniche si trovavano ancora in fondo al mare.
Da oltre 530 milioni di anni, negli abissi marini si trovano complesse strutture a maglia esagonale. È un fenomeno noto oggi come Paleodictyon, uno dei più affascinanti cold case della paleontologia e della biologia marina.
Una nuova ricerca, coordinata dal paleontologo dell’Università degli Studi di Cagliari, Andrea Baucon, indica come possibile autore del Paleodictyon un artropode, forse un piccolo crostaceo, lontano parente degli attuali porcellini di terra.
Oltre all’Università di Cagliari, allo studio — intitolato “Can arthropods produce Paleodictyon?” e pubblicato sulla rivista Earth-Science Reviews — hanno partecipato l’Università di Lisbona, la Sichuan Resources Group Geotourism Technology, l’Università di Évora, l’Università Jag