Passeremo poi all’Unione europea, che vuole dare alle città nuovi strumenti per affrontare la crisi abitativa. Al centro della proposta ci sono in particolare gli affitti brevi, diventati negli ultimi anni un tema molto discusso nelle principali città turistiche.
Parleremo quindi di cinema, con la Mostra di Venezia. Il Leone d’oro, ribaltando ogni pronostico della vigilia, è andato a sorpresa a Woman Unknown, un film della regista danese Mayy al-Tukhi, ambientato nella Danimarca del secondo dopoguerra. Ma i film che hanno fatto più discutere sono stati due documentari, Musk e Naza, diventati subito controversi per motivi molto diversi tra loro.
Ricorderemo infine Emma Bonino, scomparsa l’11 settembre. Storica esponente del Partito Radicale, femminista ed europeista, per cinquant’anni Bonino è stata una delle protagoniste più riconoscibili delle battaglie italiane per i diritti civili.
La mattina dell’11 settembre 2001, quattro aerei di linea furono dirottati da membri di al-Qaeda. Due vennero fatti schiantare contro le Torri Gemelle di New York, un terzo contro il Pentagono. Il quarto, il volo United 93, precipitò in Pennsylvania dopo che alcuni passeggeri tentarono di riprendere il controllo dell’aereo.
25 anni dopo, l’11 settembre continua a essere una delle ferite più dolorose dell’America contemporanea. Quel giorno, gli Stati Uniti subirono il più grave attacco terroristico della loro storia e si scoprirono, improvvisamente, vulnerabili. Cambiò il modo in cui il Paese pensava alla sicurezza, alla guerra, all’Islam e all’informazione. Le immagini degli aerei e del crollo delle torri furono trasmesse e ripetute in tutto il mondo, mentre New York si riempiva dei volti delle persone scomparse. Nei giorni successivi emerse un senso di unità nazionale, destinato però a convivere con paura, sospetto e volontà di punire.
La risposta agli attentati aprì infatti la stagione della “guerra al terrorismo”, segnata dalle guerre in Afghanistan e Iraq. Sul piano interno, aumentò anche la diffidenza verso musulmani, arabi e persone percepite come tali. Molti organi d’informa
In un mercato immobiliare sempre più sotto pressione, anche per la crescita degli affitti brevi, l’Unione Europea vuole dare alle città più strumenti per intervenire contro la crisi degli alloggi. Il 9 settembre, la Commissione ha infatti presentato l’Affordable Housing Act, una proposta che riguarda anche piattaforme come Airbnb. Bruxelles punta a creare regole comuni per le autorità che decidono di limitare gli affitti brevi. Prima di intervenire, una città dovrà dimostrare che una certa zona sperimenta una forte pressione abitativa e che gli affitti brevi contribuiscono al problema. Saranno poi i singoli Paesi, le regioni o i comuni a decidere su eventuali restrizioni.
Alla base della proposta, c’è un problema ormai molto visibile in diverse città europee. In alcune zone turistiche una parte consistente delle case viene usata per soggiorni brevi invece che per affitti residenziali. Secondo la Commissione, tra il 2018 e il 2024, l’attività sulle quattro principali piattaforme digitali di affitti brevi è cresciuta del 93%. Interessi economici e politici si intrecciano, alimentando preoccupazione tra i cittadini. Nei quartieri più esposti, il fenomeno può ridurre il numero di abitaz
L’83ª Mostra del Cinema di Venezia si è chiusa con un Leone d’oro a sorpresa. La giuria presieduta dall’attrice e regista statunitense Maggie Gyllenhaal ha assegnato il premio più ambito a Woman Unknown, della regista danese Mayy al-Tukhi. Un dramma ambientato nel secondo dopoguerra e costruito intorno alla figura di una donna che ha avuto una relazione con un soldato tedesco durante l’occupazione. Alla vigilia della premiazione, i favoriti erano altri titoli. Su tutti: Possible Love, del sudcoreano Lee Chang-dong, e il documentario Naza, dei giornalisti Rachel Szor e Yuval Abraham, già noti per No Other Land.
Woman Unknown ha ottenuto anche la Coppa Volpi per la migliore attrice, assegnata a Mathilde Arcel. Una doppietta alquanto rara: il regolamento, infatti, permette al vincitore del Leone d’oro di ricevere un premio per l’interpretazione soltanto con una decisione unanime della giuria, con il consenso del direttore del festival. Possible Love, comunque, non è rimasto a mani vuote e ha ricevuto il Gran Premio della giuria, mentre Naza ha conquistato il Premio speciale.
Tra i film che hanno fatto discutere c’è stato anche Musk, il documentario di Alex Gibney dedicato all’uomo più r
Emma Bonino è morta lo scorso 11 settembre, a 78 anni. Con lei scompare una delle figure più riconoscibili e al tempo stesso atipiche della politica italiana degli ultimi cinquant’anni.
Il Sole 24 Ore, ricordandola, l’ha definita una “guerriera democratica”. La sua carriera è stata infatti caratterizzata da battaglie durissime per i diritti, ma sempre all’interno della cornice democratica.
Una storia politica, quella di Emma Bonino, che inizia negli anni Settanta, in un’Italia fortemente conservatrice su temi come famiglia e diritti riproduttivi. Prima ancora di iscriversi al Partito Radicale, Bonino aveva partecipato alle mobilitazioni per il divorzio che all’epoca percorrevano l’Italia. Nel 1973, invece, fu tra i fondatori del CISA, il Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto. Due anni dopo entrò in prima linea nella battaglia per i diritti riproduttivi, quando l’interruzione volontaria di gravidanza era ancora un reato, e si autodenunciò per procurato aborto.
Era il metodo della disobbedienza civile: violare apertamente una legge che si riteneva ingiusta, per costringere la società a discuterne. Insieme a Marco Pannella, storico leader del Partito Radicale, Bon