Dalla geopolitica, passeremo poi all’arte e alla storia. Ci trasferiremo a San Francisco, dove, grazie a una grande mostra dedicata agli etruschi, conosceremo questa affascinante civiltà mediterranea. Un popolo sofisticato che, con le sue sculture enigmatiche e concettuali, ha ispirato la ricerca di un maestro dell’Esistenzialismo come Alberto Giacometti.
Proseguiremo poi il nostro percorso sulle Dolomiti. Tra lunghe code per fotografare un krapfen e l’attenzione mediatica scatenata dalle star di Hollywood, rifletteremo sul turismo di massa e su come i social network stiano trasformando i nostri paesaggi montani in semplici scenografie.
Concluderemo infine il nostro viaggio nel golfo di Napoli, sulla piccola isola di Procida, da poco incoronata come la destinazione più autentica d’Italia. Scopriremo come questa gemma mediterranea sia riuscita a resistere alla voracità del turismo.
Vi invito ad accompagnarmi.
Il documento è breve — appena 3 pagine —, ma inquietante. Con un rapporto reso pubblico lo scorso 24 settembre, e citato nei giorni scorsi dal Corriere della Sera, l’intelligence militare danese smonta un luogo comune: quello secondo il quale una Russia indebolita dal conflitto con l’Ucraina, e con l’economia in difficoltà, sarebbe meno pericolosa. Tutt’altro. Secondo gli scenari ipotizzati dall’intelligence danese, Mosca, proprio perché sotto pressione, potrebbe tentare mosse ardite. Come un limitato attacco militare contro uno o più paesi NATO.
Gli analisti di Copenhagen si soffermano sull’espansione della guerra ibrida, citando, tra le altre cose, l’esempio del fallito attacco con droni contro l’aeroporto di Lipsia, pianificato da Mosca per mesi, secondo le autorità tedesche. Il servizio di sicurezza interna danese, dal canto suo, teme sabotaggi contro aziende attive nel settore della difesa.
Droni o missili russi nei mesi scorsi sono caduti sul territorio di alcuni paesi NATO confinanti con l’Ucraina. Un primo campanello d’allarme, come ricorda il Corriere della Sera, risale a circa un anno fa, con l’ingresso di 19 droni privi di munizioni nello spazio aereo polacco.
Rispetto a
Si è conclusa lo scorso 20 settembre The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy, la splendida mostra che il Legion of Honor di San Francisco, spettacolare museo affacciato sull’oceano e sul Golden Gate, ha dedicato a un antico popolo mediterraneo: gli etruschi.
Un popolo ancora oggi avvolto nel mistero, quello etrusco. Religioso e amante dei piaceri della vita. Curioso e intraprendente, in costante dialogo, attraverso i traffici commerciali, con culture di terre lontane. La mostra di San Francisco — con prestiti da importanti musei italiani e internazionali e con molti oggetti esposti per la prima volta negli Stati Uniti — ha unito arte, archeologia e linguistica, esplorando religione, commercio, vita quotidiana e soprattutto il rapporto tra la cultura etrusca e la nascita di Roma. Il progetto ora si trasferisce in una nuova sede: il San Antonio Museum of Art, dove sarà visitabile dal 31 ottobre fino al 14 marzo 2027.
L’esposizione è concepita per far conoscere al pubblico americano il ruolo storico e la raffinatezza della civiltà etrusca, sfatando il mito che molte innovazioni ingegneristiche, sociali ed estetiche dell’antichità fossero il frutto esclusivo del genio romano. Att
Il rifugio Friedrich August è situato a quasi 2300 metri di altitudine e deve il suo nome a Friedrich August von Sachsen, ultimo re di Sassonia, grande appassionato di montagna e frequentatore abituale dell’Alto Adige negli anni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Fino a poco tempo fa, il rifugio era famoso come punto d’osservazione privilegiato: dal suo prato si possono infatti ammirare la Marmolada, il gruppo montuoso del Catinaccio, con le Torri del Vajolet, il gruppo del Sella, il Sassolungo e il Sasso Piatto. Era famoso pure per la nota esotica, quasi fiabesca, che dona al paesaggio alpino la sua piccola mandria di yak tibetani, maestosi bovini originari dell’Himalaya.
Oggi, il rifugio Friedrich August è famoso, molto famoso, sulle reti sociali — TikTok e Instagram — per i suoi krapfen. A dire il vero, la presenza al rifugio di questi piccoli dolci fritti, soffici e sferici, farciti di crema e spolverati di zucchero a velo, non è una novità. Li vendono, lassù, da oltre vent’anni. Ma quest’estate, è esploso un desiderio collettivo. Centinaia, forse migliaia, di persone. Dalle 8 del mattino a mezzogiorno. Tutte in coda per comprare un krapfen. Da assaporare, cer
Un grappolo di case colorate affacciate sul mare. Celeste, arancio, giallo limone, rosa pastello. Davanti al borgo di Marina Corricella, riposano, placide, le barche dei pescatori. Sospese sul blu. Immersa nel caldo abbraccio delle case, la Chiesa della Madonna delle Grazie, con la sua cupola di maioliche dai colori cangianti. Lontano, all’orizzonte, il profilo del Vesuvio.
Amata, in epoca romana, da poeti come Giovenale e Virgilio. Protagonista, nel Medioevo, di una delle novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio. Spazio mitico e simbolico ne L’isola di Arturo di Elsa Morante. Nei secoli, la piccola isola di Procida ha affascinato chiunque le abbia posato gli occhi addosso. In epoca romana, fu luogo di villeggiatura per la classe patrizia. Con la fine dell’impero, conobbe un’epoca violenta: le invasioni dei Vandali e dei Goti, le incursioni dei pirati saraceni. Poi, con l’arrivo dei Borbone nell’Italia del Sud, Carlo Sebastiano, re di Napoli e di Sicilia, e futuro re di Spagna, la scelse come riserva personale di caccia.
A partire dal secolo scorso, Procida, con la sua innegabile bellezza, è diventata, poco a poco, una meta turistica. Nel gennaio 2021, inoltre, è stata scelta com