Questa settimana inizieremo il nostro percorso con una data che ha segnato la storia recente: il 16 agosto del 2021. Ricorderemo le drammatiche immagini dell’aeroporto di Kabul dopo il ritorno dei talebani al potere. Cinque anni dopo quel tragico momento, vedremo come, nonostante le promesse infrante e i diritti calpestati, il regime di Kabul stia lentamente uscendo dall’isolamento internazionale. In nome degli interessi economici e della Realpolitik.
Dalla cronaca estera, passeremo poi alla storia culturale italiana, ricordando la figura di Francesco Guccini, a pochi giorni dalla sua scomparsa. Ripercorreremo la carriera di un poeta travestito da cantautore, un uomo che, definendosi un “anarchico d’altri tempi”, ha fatto dell’amore per la libertà e la giustizia sociale il suo metro etico.
Ci sposteremo poi tra il blu e il verde dell’isola di Capri, in un viaggio tra il gossip immobiliare e la storia del grande cinema. Seguendo le tracce di George e Amal Clooney, arriveremo a Villa Bragaglia, leggendaria dimora legata al mito della Dolce Vita. Scopriremo poi come la splendida villa mediterranea fu in passato il rifugio creativo di due giganti della commedia italiana.
Concluderemo infine il nostro viaggio sulle spiagge italiane, affrontando un tema che infiamma ogni estate: quello del pranzo sotto l’ombrellone. Tra ricordi d’infanzia e polemiche, faremo un po’ di chiarezza, per ricordare a tutti i bagnanti come far valere i propri diritti e godersi il mare in santa pace.
Vi invito ad accompagnarmi.
Kabul, 16 agosto 2021. Dopo quasi vent’anni, gli Stati Uniti stanno lasciando l’Afghanistan. Le strade della capitale sono ormai sotto il controllo dei talebani, entrati in città il giorno prima senza trovare una vera resistenza. Nel giro di poche ore, l’aeroporto internazionale Hamid Karzai diventa un simbolo di salvezza. I voli civili sono sospesi e la parte militare dell’aeroporto, gestita dagli americani, appare come l’ultima via di fuga, l’ultimo punto di contatto con il mondo esterno. Spinte dall’angoscia, migliaia di persone cercano di raggiungere le piste.
Ricordiamo tutti le immagini drammatiche di quel giorno. Tra queste, quella di un bambino di pochi mesi che passa dalle braccia di un padre a quelle di un soldato americano, al di sopra di un filo spinato.
Tra gli aerei militari che stanno evacuando personale americano e alleato, c’è un maestoso C-17 Globemaster III. Sta per decollare. Quando comincia a muoversi, molte persone iniziano a correre. Come se quel gesto potesse fermare il tempo, il futuro già scritto. Uomini. Ma anche ragazzi giovanissimi, cresciuti con l’idea di un paese diverso, uniti dal terrore per l’assolutismo talebano, un regime che hanno conosciuto in
La mattina del 6 agosto, a Bologna, la musica di Francesco Guccini aleggiava su via Paolo Fabbri come un velo protettivo. La notizia della morte del Maestro si era diffusa da poco, e davanti al numero 43 — davanti a quell’edificio color mandarino ombreggiato dagli aceri e dalle sofore del Giappone — c’era una folla di persone commosse. Chi portava un fiore, chi un biglietto. Chi un ricordo da condividere. Oggetti e parole. Simboli di un ringraziamento che già profumava di nostalgia.
Anch’io ero commossa. Nella mente, avevo le immagini di un concerto degli anni Novanta, nel palazzetto dello sport della mia città. Le gradinate immerse nel blu della penombra e, nel rettangolo di gioco, illuminato da una luce dorata, quell’uomo con la chitarra. Quel meraviglioso narratore della Storia e della vita di provincia. Quel poeta travestito da cantautore che mescolava storie d’amore e politica, quotidianità e filosofia. Quella sera, conobbi la sua musica e il suo universo. Quella — lo ricordo bene — fu pure la sera in cui conobbi il mio futuro suocero.
Guccini aveva iniziato la sua avventura musicale — voce e chitarra — a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, dopo un breve periodo come gior
Il gossip dell’estate a Capri, quest’anno, è particolarmente succulento. Si racconta infatti che George Clooney e sua moglie Amal siano andati a visitare, qualche settimana fa, Villa Bragaglia. La proprietà è in vendita, per circa 10 milioni di euro. La compreranno loro? Nulla è confermato, almeno per ora, ma l’arrivo della celebre coppia non farebbe altro che regalare un nuovo capitolo alla lunga storia d’amore tra la bella isola mediterranea e la Mecca del cinema. Ai tempi della Dolce Vita, prima dell’esplosione del turismo commerciale, Capri offriva spesso rifugio ai più famosi artisti di Hollywood. Da Elizabeth Taylor e Richard Burton, fino a Ingrid Bergman, Clark Gable e Audrey Hepburn, Capri, agli occhi delle star, è sempre stata una meravigliosa miscela di pace e glamour.
Nel caso le firme di George e Amal Clooney comparissero nel rogito, Villa Bragaglia alimenterebbe il legame della coppia con l’Italia. Il primo passo? Villa Oleandra, sul Lago di Como, comprata dall’attore nel 2002.
Il contrasto non potrebbe essere più estremo. Se il fascino del Lago di Como si offre con le sfumature di un’eleganza morbida e malinconica, Capri si impone con la sua bellezza esplosiva. È il pro
Delle estati al mare della mia infanzia, ricordo un sentiero fiancheggiato da cespugli di ginepro che dalla strada asfaltata portava alla spiaggia. Ricordo gli amici — alcuni italiani, altri tedeschi —, e l’ambulante che vendeva “Cocco bellooo… cocco frescooo!”. Le conchiglie e gli ossi di seppia, i castelli di sabbia e il profumo dolce della crema solare che invadeva l’aria. Gli ombrelloni blu e le sedie a sdraio gialle. E ricordo, con infinita nostalgia, i panini che faceva mia madre. I miei preferiti erano quelli con la mortadella, accompagnati da lattuga, cetrioli, pomodori e una fetta di formaggio tenero. Negli anni, le spiagge che ho visitato con lei sono cambiate, ma la ricetta dei panini, con mio sommo piacere, è rimasta la stessa. Devo dire che, in spiaggia, abbiamo sempre consumato il nostro “pranzo al sacco” in santa pace, nella massima tolleranza, o indifferenza, dei gestori degli stabilimenti balneari. Al bar, andavamo più tardi, verso la metà del pomeriggio, per un ginger ale e un caffè. Non tutti in Italia, tuttavia, sono fortunati come lo siamo state noi.
Ogni estate, nel nostro paese, scoppia infatti una polemica. La stessa, futile, polemica tra gestori degli stabil