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4 November 2026

Episode #573

28 October 2026

Episode #572

21 October 2026

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14 October 2026

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7 October 2026

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23 September 2026

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16 September 2026

Episode #566

9 September 2026

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma. Oggi è mercoledì 4 novembre 2026. Io sono Mario. Questa settimana cominceremo il nostro percorso commentando un film-verità che ha fatto molto discutere: You Can See Everything, il documentario dedicato a Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos, la startup biomedica che aveva promesso di rivoluzionare le analisi del sangue e che si è poi rivelata una delle più grandi truffe della Silicon Valley. Il film ha fatto discutere da subito, e rappresenta una sfida per noi spettatori, costringendoci a riflettere su quanto il carisma di un truffatore possa alterare la nostra percezione della realtà.

Ci sposteremo poi in Serbia, dove la lista sostenuta dagli studenti, una coalizione civica e apartitica formata per lo più da professionisti e intellettuali, ha vinto le elezioni parlamentari. Ripercorreremo il cammino di un movimento che, dalle proteste contro la corruzione, è arrivato a sconfiggere Aleksandar Vučić, protagonista della politica del Paese per oltre un decennio. Dalle piazze al Parlamento, il caso degli studenti serbi è un modello che di sicuro verrà studiato nei prossimi anni.

Anche in Italia le piazze sono state al centro delle notizie di ottobre, con mobilitazioni da nord a sud. Parleremo delle richieste di studenti e lavoratori, delle reazioni del governo e delle polemiche sulla gestione delle manifestazioni, tra atti di vandalismo e accuse alle forze dell’ordine.

Concluderemo infine la nostra puntata di oggi parlando di Enrico Mentana. Il popolare giornalista televisivo ha annunciato il suo addio al telegiornale di La7. Coglieremo l’occasione per ripercorrere la carriera di una figura centrale per la storia della televisione italiana.

You Can See Everything, il documentario nell’era della post-verità

4 November 2026

Un buon documentario ricostruisce uno scorcio di verità attraverso prove e testimonianze, sollevando domande importanti. Ma guardando You Can See Everything, le domande che sorgono sono atipiche. Chi sta manipolando chi? La persona davanti alla telecamera sta cercando di ingannare il regista? E lui, finge di crederle? E noi, mentre li guardiamo, a chi stiamo dando fiducia?

Anche solo da queste domande, che nascono spontanee guardando il film, è facile capire il successo di You Can See Everything. Uscito nelle sale statunitensi il 16 ottobre, ha incassato quindici milioni di dollari nel primo fine settimana. Un risultato eccezionale per un documentario di quasi tre ore.

Al centro del film troviamo Elizabeth Holmes, la fondatrice di Theranos, azienda che prometteva una rivoluzione nel campo delle analisi ematiche. Condannata per aver frodato gli investitori, nel 2023 Holmes ha aperto ai registi Nathan Fielder e Lance Oppenheim le porte della sua casa, trentaquattro giorni prima di entrare in carcere. Le riprese coinvolgono anche il compagno di lei, Billy Evans, e il loro contesto domestico.

Fielder entra così nella quotidianità di una persona la cui storia sembrava già stata racconta

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Dagli schermi americani passiamo alle immagini delle piazze in festa della Serbia. Qui un movimento nato negli ambienti studenteschi ha raccolto abbastanza consensi da battere alle urne il partito al governo dal 2012. Una vittoria che merita di essere raccontata. A partire dal modo in cui gli studenti si sono organizzati.

Storica vittoria per gli studenti serbi

4 November 2026
Storica vittoria per gli studenti serbi
Dragan Mujan / Shutterstock

La sera del 25 ottobre, a Belgrado, la capitale della Serbia, alcuni manifestanti hanno stretto la mano ai poliziotti in tenuta antisommossa, altri li hanno abbracciati. Per strada si festeggiava la vittoria della lista sostenuta dagli studenti alle elezioni parlamentari. Le proiezioni le attribuivano 138 seggi sui 250 del Parlamento: abbastanza per governare senza alleati. Aleksandar Vučić, l’uomo che ha dominato la politica serba per oltre un decennio con velleità da autocrate, aveva riconosciuto la sconfitta e si era congratulato con i vincitori, senza aspettare i risultati definitivi.

A mettere in moto il cambiamento era stato il crollo di una pensilina nella stazione di Novi Sad, nel nord della Serbia, nel novembre del 2024. Il crollo aveva causato la morte di 16 persone. La stazione era stata ristrutturata da poco e la tragedia aveva immediatamente alimentato sospetti di corruzione e lavori eseguiti male. Gli studenti cominciarono a protestare, chiedendo verità, giustizia e trasparenza. Con il passare dei mesi, la mobilitazione ha coinvolto una parte sempre più ampia della popolazione.

Il movimento è cresciuto senza un capo unico. Come racconta sul Guardian il filosofo e attivi

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Ottobre è stato un mese di mobilitazioni in piazza anche in Italia. Da Nord a Sud, nelle principali città hanno protestato studenti e lavoratori. Un fronte ampio ed eterogeneo che potrebbe mettere in crisi il governo.

Le proteste di ottobre in Italia

4 November 2026
Le proteste di ottobre in Italia
Renato Murolo 68 / Shutterstock

A ottobre, in Italia, sono scese in piazza persone di età e condizioni molto diverse. Studenti che chiedono scuole migliori e affitti accessibili. Autotrasportatori e agricoltori che denunciano il prezzo del gasolio. Operai che temono di perdere il lavoro. Fra le motivazioni ricorrono il carovita e l’incertezza sul futuro, in un clima di sfiducia verso l’attuale classe politica.

Una parte della protesta giovanile è cresciuta attraverso TikTok e altre piattaforme, coinvolgendo adolescenti alla prima esperienza di piazza. Il 17 e 18 ottobre il centro di Milano è stato colpito da violenti disordini, con gravi episodi di vandalismo e saccheggio che nulla avevano a che fare con le istanze delle proteste pacifiche. Fatti che hanno poi occupato gran parte del racconto pubblico. La maggioranza delle persone portate in questura in quelle ore era minorenne e aveva la cittadinanza italiana. Si è tuttavia parlato molto, e a sproposito, dei “maranza”: un termine, divenuto ormai dispregiativo, con cui si indicano i giovani delle periferie, spesso figli di immigrati di origine nordafricana.

Alcune reazioni politiche hanno insistito molto sulle violenze che sono scoppiate a margine delle manifesta

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Restiamo in Italia anche per l’ultima notizia del nostro programma, per occuparci di televisione. Enrico Mentana, uno dei volti più noti del giornalismo italiano, ha annunciato che lascerà il telegiornale di La7.

Enrico Mentana dice addio al TG di La7

4 November 2026
Enrico Mentana dice addio al TG di La7
Antonio Gravante / Shutterstock

Per una volta, la notizia riguarda chi di solito le notizie le racconta. Enrico Mentana, uno dei volti storici del giornalismo televisivo italiano, ha annunciato che il 23 dicembre condurrà per l’ultima volta il telegiornale di La7. La dichiarazione ufficiale è arrivata ad Alessandria, lo scorso 24 ottobre, durante la cerimonia per un premio giornalistico. “Voglio passare il Natale in famiglia", ha detto, scherzando, il giornalista. Una battuta che evidenzia uno dei tratti che l’hanno reso famoso: l’umorismo fulminante. L’altro è la velocità dell’eloquio, che gli è valsa il soprannome di “mitraglia”.

Per La7, la perdita è enorme. Mentana ha legato il suo volto ai telegiornali delle tv private, contribuendo a incrinare il monopolio della Rai nell’informazione televisiva. Nel 1992 fondò e diresse il TG5, trasmesso dalla rete ammiraglia del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi. Il Tg5 sfidava direttamente l’informazione della Rai: alle otto di sera gli italiani potevano scegliere un concorrente del Tg1, un’informazione con un linguaggio meno formale. Mentana rimase alla direzione fino al 2004, diventando per milioni di spettatori una presenza familiare all’ora di cena.

Poi, la svolt

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