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15 July 2026

Episode #557

8 July 2026

Episode #556

1 July 2026

Episode #555

24 June 2026

Episode #554

17 June 2026

Episode #553

10 June 2026

Episode #552

3 June 2026

Episode #551

27 May 2026

Episode #550

20 May 2026

Episode #549

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma. Oggi è mercoledì 15 luglio 2026. Io sono Mario. Questa settimana, il nostro viaggio prenderà il via nel Regno Unito, dove Nigel Farage, leader del partito populista Reform UK ha rassegnato le dimissioni dopo una serie di scandali che hanno coinvolto alcune donazioni da lui ricevute. Farage ha preso questa decisione facendo un calcolo strategico molto cinico, ma tutto lascia supporre che il suo piano gli si ritorcerà contro.

Rimarremo nel Regno Unito ancora un po’, per la precisione a Londra, dove la scorsa settimana c’è stata l’anteprima mondiale del nuovo film di Christopher Nolan. Impossibile non aver sentito parlare della sua Odissea: l’adattamento dell’opera di Omero vede infatti brillare un numero impressionante di stelle, per un film che si preannuncia davvero spettacolare.

Nella seconda parte della nostra puntata andremo in Italia. Parleremo della visita del Papa a Lampedusa. Un’isola che negli ultimi anni è diventata meta delle rotte migratorie del Mediterraneo. Leone XIV ha scelto di andarci il 4 luglio, proprio mentre gli Stati Uniti festeggiavano il Giorno dell’Indipendenza. Una decisione, la sua, che lancia un messaggio politico molto forte.

In chiusura, infine, vedremo un fenomeno sempre più diffuso nelle città italiane: la “depavimentazione”. Via asfalto e cemento per restituire spazio al verde, in città sempre più calde e vulnerabili alle piogge intense. Un nuovo modo di intendere il paesaggio urbano che vede in prima linea Genova, Milano e Roma.

Nigel Farage travolto dalla polemiche

15 July 2026
Nigel Farage travolto dalla polemiche
Consolidated News Photos / Shutterstock

L’ultima mossa di Nigel Farage punta a trasformare uno scandalo in una campagna elettorale. Travolto dalle polemiche su una serie di donazioni non dichiarate, il leader di Reform UK ha annunciato le sue dimissioni da deputato per il collegio di Clacton-on-Sea, nel sud-est dell’Inghilterra. Subito dopo, però, ha chiarito di volersi ricandidare nello stesso collegio. Trasformando così la propria uscita di scena in un’elezione suppletiva costruita su misura. Astutamente, Farage, dopo lo scandalo, cerca una nuova legittimazione popolare.

Per capire la strategia di Farage, bisogna conoscere il sistema britannico. Un deputato può essere indagato dal Parliamentary Commissioner for Standards, l’autorità indipendente che controlla il rispetto delle regole di condotta e degli interessi finanziari dei parlamentari. Da questo tipo di indagine, può nascere una sospensione. Quando la sospensione supera una certa durata, si può presentare una petizione per far decadere il parlamentare sospeso. Con la firma di almeno il 10% degli elettori del collegio interessato, il deputato perde il seggio e si va a elezioni suppletive.

Dimettendosi, Farage ha cercato di sabotare questo percorso. Invece di aspetta

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Dalla politica spettacolarizzata, passiamo allo spettacolo per eccellenza: il cinema. A Londra, infatti, lo scorso 6 luglio c’è stata l’anteprima mondiale dell’Odissea di Christopher Nolan. Il regista britannico sembra aver realizzato un kolossal destinato a entrare nella storia del cinema, o quanto meno a riempire le sale nei mesi a venire.

La prima dell’Odissea di Christopher Nolan a Londra

15 July 2026
La prima dell’<i>Odissea</i> di Christopher Nolan a Londra
lev radin / Shutterstock

Lunedì 6 luglio, a Londra, è stato presentato uno dei titoli più attesi dell’anno, L’Odissea di Christopher Nolan. Quasi tre ore di cinema tratte dal poema di Omero, con Matt Damon nei panni di Ulisse, Anne Hathaway in quelli di Penelope, Tom Holland in quelli di Telemaco e Robert Pattinson nel ruolo di Antinoo.

Le prime reazioni parlano di un film enorme, spettacolare, costruito per essere visto in sala, in formato IMAX. Nolan ha girato l’intera opera con cineprese in grande formato, spingendo ancora più avanti una sua vecchia ossessione: riportare il cinema alla sua dimensione più immersiva, monumentale.

Bisognerà aspettare venerdì per l’uscita mondiale del film nelle sale. Tuttavia, i primi responsi concordano su un fatto: oltre a essere uno dei progetti cinematografici più importanti dell’anno, l’Odissea potrebbe diventare il kolossal di questo decennio. Un’esperienza paragonabile a Troy, il film di Wolfgang Petersen ispirato all’Iliade. O perché no, alla trilogia del Signore degli Anelli, con cui Peter Jackson seppe coniugare epica fantasy, qualità cinematografica e incassi stellari.

L’Odissea di Nolan è prima di tutto un film che vuole ricordare al pubblico che esiste ancora u

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Lasciamo ora Itaca, ma restiamo nel Mediteraneo, per andare a Lampedusa. L’isola del Canale di Sicilia, infatti, è stata scelta da Papa Leone XIV per una visita, lo scorso 4 luglio. Una data e un luogo che, per diversi motivi, parlano ai governanti della terra.

La visita del Papa a Lampedusa

15 July 2026
La visita del Papa a Lampedusa
Giulio Lapovich / Shutterstock

Il 4 luglio, mentre negli Stati Uniti si celebravano i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza, il primo Papa statunitense della storia ha parlato con il linguaggio simbolico dell’assenza. Proprio nel giorno in cui l’America celebrava se stessa come terra di libertà, Leone XIV visitava l’isola di Lampedusa, un luogo diventato cruciale nelle rotte migratorie degli ultimi anni. La scelta del Papa è apparsa subito chiara: mettere al centro del discorso pubblico chi oggi cerca la libertà attraversando il Mediterraneo.

Il senso di questa scelta era già nel messaggio che il Papa aveva dedicato agli Stati Uniti per il 4 luglio. Leone XIV aveva ricordato che difendere la vita significa anche “accogliere, proteggere e assistere gli immigrati”. Parole che fanno riferimento indiretto alla storia degli Stati Uniti, un complesso e meraviglioso groviglio di sogni, progetti, viaggi e migrazioni.

La visita del Papa a Lampedusa è cominciata nel cimitero dell’isola, davanti alle tombe dei migranti morti in mare. Molte non hanno un nome, ma solo una croce e un numero. Poi, il Papa ha attraversato la Porta d’Europa, il monumento affacciato sul mare, e si è fermato al molo intitolato a Papa Francesco

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Afflitte dalla crisi climatica, città come Genova, Bologna, Milano e Torino stanno aumentando gli spazi verdi, togliendo al tempo stesso asfalto e cemento. L’idea non è nuova: viene dagli Stati Uniti, dove la depavimentazione è nata come iniziativa civica.

L’ora della depavimentazione

15 July 2026
L’ora della depavimentazione
Marco Iacobucci Epp / Shutterstock

A fine maggio la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha annunciato sui suoi profili social che la depavimentazione avrà un ruolo da protagonista nel piano urbanistico comunale. Genova, dunque, promette di togliere asfalto e cemento dove possibile, restituire spazio al terreno e agli alberi. La campagna partirà da Cornigliano, quartiere segnato per decenni dalla pressione industriale. Davanti a Villa Bombrini, nella periferia occidentale, il Comune vuole rimuovere il cemento per realizzare un parco di oltre tredici ettari, grazie a un finanziamento superiore a tre milioni di euro.

Genova prova a trasformare una pratica ambientale in una regola urbanistica, puntando sul verde come un’infrastruttura sociale e climatica. Alberi, giardini e parchi diventano strumenti di salute pubblica: rendono la città più abitabile e mitigano alcuni effetti del cambiamento climatico.

La depavimentazione funziona secondo una logica semplice, ma di grande impatto. Si rimuovono gli strati impermeabili, come asfalto e calcestruzzo, poi si lavora sul terreno sottostante. In questo modo, il suolo torna ad assorbire acqua, invece di farla scorrere tutta verso tombini e fognature. Nei giorni di caldo, invece, si

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