Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

8 July 2026

Episode #556

1 July 2026

Episode #555

24 June 2026

Episode #554

17 June 2026

Episode #553

10 June 2026

Episode #552

3 June 2026

Episode #551

27 May 2026

Episode #550

20 May 2026

Episode #549

13 May 2026

Episode #548

Speed 1.0x
/
aa
AA
Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma. Oggi è mercoledì 8 luglio 2026. Io sono Chiara, insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale.

Questa settimana cominceremo il nostro viaggio negli Stati Uniti, ai piedi di Mount Rushmore, dove Donald Trump ha inaugurato le celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza con un discorso che ha fatto molto discutere. Più che celebrare la storia della democrazia americana, il presidente ha scelto un linguaggio polarizzante e antiquato, giocando la carta della paura.

Andremo poi in Italia, dove alcune recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla presidenza della Repubblica hanno riportato al centro del dibattito il ruolo del Quirinale. Ripercorreremo la storia dei capi dello Stato italiani per capire quali strategie politiche possano nascondersi dietro le parole della presidente del Consiglio.

La terza tappa del nostro viaggio ci porterà nell’Italia dell’Illuminismo. Partendo dal filosofo e giurista milanese Cesare Beccaria, rifletteremo sull’evoluzione del concetto di giustizia, dalla semplice punizione del colpevole all’idea moderna della pena come occasione di recupero e reinserimento nella società. Un tema che trova oggi nuove applicazioni all’interno delle carceri italiane.

Concluderemo infine il nostro percorso parlando di arte, misteri e cronaca giudiziaria. Lo faremo ricordando un celebre dipinto di Jean-Michel Basquiat — Wine of Babylon —, da tempo protagonista di una storia che intreccia collezionismo, tribunali e colpi di scena.

Vi invito ad accompagnarmi.

Un’occasione sprecata

8 July 2026
Un’occasione sprecata
By The White House - Public Domain, Link

Illuminati dal basso con potenti proiettori, i volti dei quattro presidenti scolpiti nella roccia di Mount Rushmore avevano lo sguardo attonito la sera di venerdì 3 luglio. Sembravano allibiti, realmente sorpresi dal discorso che Donald Trump stava pronunciando ai piedi dell’imponente montagna che li ospita dal secolo scorso. Davvero Trump stava indicando il “ritorno del comunismo” come la maggiore minaccia per gli Stati Uniti di oggi? Sembrava di essere tornati ai tempi del senatore Joseph McCarthy e della sua caccia alle streghe.

L’evento di quella sera avrebbe dovuto dare il via alle celebrazioni per il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza statunitense. Eppure Trump, oltre a parlare di comunismo e di Dio, si è appropriato dell’importante ricorrenza, lamentandosi e criticando i suoi rivali politici. D’altro canto, si sa, le elezioni di metà mandato si profilano minacciose all’orizzonte, e ogni occasione è buona per fare propaganda.

Da settimane la popolarità del presidente è in forte calo e, secondo diversi sondaggi, attualmente solo un terzo della popolazione valuta positivamente il suo operato. Molti gli elementi che proiettano un’ombra sulla Casa Bianca. Tra que

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Dagli Stati Uniti, andiamo ora in Italia. Anche qui la politica appare dominata dalle strategie elettorali e dalla costruzione del consenso. Alcune recenti dichiarazioni di Giorgia Meloni sulla presidenza della Repubblica ci offrono l’occasione per riflettere su come la storia venga talvolta utilizzata al servizio della comunicazione politica.

Giorgia Meloni e la scelta del prossimo presidente della Repubblica

8 July 2026
Giorgia Meloni e la scelta del prossimo presidente della Repubblica
Marco Iacobucci Epp / Shutterstock

Ospite, lo scorso 29 giugno, della trasmissione televisiva, 10 minuti, Giorgia Meloni ha toccato una molteplicità di temi, dalla politica internazionale a un’eventuale riforma dell’attuale legge elettorale. Ma a conquistare l’attenzione collettiva è stato un commento in merito alla figura del presidente della Repubblica.

Evidentemente stimolata da una domanda dell’intervistatore, Meloni si è lanciata in una breve invettiva. “Per un certo establishment, avere un presidente che non sia di centrosinistra è una tragedia. È ora di sfatare questo tabù. Così come tante cose sono cambiate in questi anni, non è detto che non possa cambiare anche questo”, ha detto col tono di chi vuole prendersi una rivincita.

In effetti, vedere al Quirinale una figura appartenente all’area del centrodestra sarebbe una bella soddisfazione per la premier: “Sarebbe un altro modo di dire una cosa che cerco di affermare da tutta la vita e cioè che chi non è di sinistra non è ‘figlio di un Dio minore’, ma ha gli stessi diritti degli altri. Valeva per la presidenza del Consiglio dei ministri e potrà valere per la presidenza della Repubblica”.

Al di là del vittimismoun riflesso retorico che le piaceva quando era al

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
Dalla politica, passiamo ora alla storia delle idee. Per capire come è cambiato il nostro modo di concepire la giustizia, dobbiamo tornare nella Milano illuminista di Cesare Beccaria.

La giustizia oltre la punizione

8 July 2026
La giustizia oltre la punizione
By Eliseo Sala - Public Domain, Link

Pare che Dei delitti e delle pene, il libro che rese famoso il giurista e filosofo milanese Cesare Beccaria, l’abbia scritto in realtà Pietro Verri, sodale di Beccaria, fondatore della scuola illuminista milanese e della rivista Il Caffè. Sia come sia, il libro firmato da Beccaria divenne un caso letterario, discusso nelle principali capitali europee e accolto con entusiasmo da alcuni dei maggiori intellettuali dell’epoca. L’opera rivoluzionò il dibattito sulla giustizia penale, denunciando la tortura e la pena di morte come pratiche inutili e disumane e gettando le basi del moderno diritto penale. In pochi anni, fu tradotta in numerose lingue e contribuì a ispirare importanti riforme legislative in diversi Stati europei.

L’idea che il carcere dovesse servire soltanto a punire il colpevole cominciò a essere messa in discussione proprio durante l’Illuminismo. La sanzione, sostenne Beccaria nel suo celebre trattato, non doveva essere una vendetta dello Stato, ma uno strumento, pragmatico e razionale, per prevenire nuovi reati. Per Beccaria, la pena inflitta al colpevole doveva essere certa, proporzionata e necessaria, mai crudele o arbitraria. Questa concezione, rivoluzionaria per l’e

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.

* * *
La nostra ultima storia ha tutti gli ingredienti di un romanzo poliziesco di successo: un capolavoro da milioni di euro, una lunga battaglia giudiziaria e un mistero che, dopo anni, continua a sfidare investigatori e magistrati.

Wine of Babylon: storia di un capolavoro scomparso nel nulla

8 July 2026

Se Jean-Michel Basquiat potesse fare un viaggio nella macchina del tempo, probabilmente accoglierebbe la faccenda con una risata dissacrante. Il genio ribelle della New York anni Ottanta, l’anima punk passata in un lampo dai graffiti poetici sui muri di Manhattan alle pareti delle principali gallerie newyorkesi, si ritrova oggi protagonista di una storia romana, una trama degna di un giallo.

Al centro di tutto, c’è Wine of Babylon, una delle sue tele più enigmatiche: un’esplosione acrilica di rosso, ocra e celeste acquistata a Manhattan nell’88 dal produttore Vittorio Cecchi Gori, per 330.000 dollari. All’epoca, il dipinto era l’orgoglio dell’appartamento che Vittorio — figlio di Mario Cecchi Gori, il produttore che negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso legò il suo nome ai massimi registi della commedia all’italiana — condivideva con la moglie Rita Rusić. Oggi, è solo un ricordo. Un fantasma che da anni sfugge a sentenze, investigatori e ufficiali giudiziari.

La metamorfosi del dipinto da capolavoro — valutato oggi a 18 milioni di euro — a corpo del reato inizia nel 2010. Vittorio Cecchi Gori, alle prese con serie difficoltà finanziarie, offre l’opera al suo storico legal

Continue the conversation

Go further and experience the full content — and understand how Italian is actually used.

Continue

Already have access? Log in.