Questa settimana cominceremo il nostro viaggio nel Regno Unito, dove, qualche giorno fa, ha rassegnato le dimissioni il premier Keir Starmer. L’uscita di scena di Starmer porta a sei il numero dei primi ministri succedutisi dal referendum sulla Brexit del 2016. Un dato che racconta come il Regno Unito sia diventato politicamente sempre più instabile.
Continueremo la puntata con un ritratto dell’economista americano Alan Greenspan. Morto lo scorso 22 giugno a 100 anni, Greenspan è stato per decenni una sorta di guru dell’economia, con politici e investitori pronti a pendere dalle sue labbra. Ma la sua fede in un mercato perfettamente capace di autoregolarsi è stata sconfessata dalla grande crisi del 2008, trasformandolo nel simbolo di una finanza problematica, proprio perché troppo libera da vincoli.
Nella seconda parte della puntata ci sposteremo in Italia, per un viaggio che mette insieme arte e piccoli borghi. L’occasione è data dalla rassegna Una boccata d’arte, che vede 20 artisti a stretto contatto con venti centri urbani italiani, uno per ogni regione. Un’idea che trasforma i piccoli comuni in vetrine di arte contemporanea.
Infine, chiuderemo con un mondo che tutti abbiamo incontrato almeno una volta: quello dei giostrai. Dietro luci, autoscontri e zucchero filato, c’è una comunità di famiglie itineranti, con case mobili, mestieri antichi e molte difficoltà da affrontare.
Le dimissioni del premier britannico Keir Starmer arrivano meno di due anni dopo una vittoria elettorale enorme. Ora, l’impulso decisivo per la sua uscita di scena l’hanno data altre elezioni, quelle locali dello scorso maggio, dove il Partito Laburista ha subito una sconfitta clamorosa. Così, quando il principale candidato alla sua successione, Andy Burnham, ha vinto a giugno un posto in Parlamento con le elezioni suppletive, Starmer ha capito che era giunto il momento di farsi da parte.
Nel luglio 2024, Starmer aveva portato i laburisti al potere dopo quattordici anni di governi conservatori, conquistando un’ampia maggioranza in Parlamento. Eppure quella vittoria nascondeva una fragilità oggettiva: molti elettori avevano votato più per mandare via i conservatori che per un reale entusiasmo verso i laburisti. Di fatto, gli indici di consenso per Starmer erano piuttosto bassi.
Intorno a lui, il sistema britannico era —ed è— attraversato da crepe profonde. La Brexit ha acuito le divisioni interne, in un Paese che fatica a ritrovare la propria identità e a fare i conti con l’inflazione.
In questo clima, il premier laburista aveva scelto un profilo da stoico amministratore, per dimostra
Alan Greenspan ebbe molte vite. Da giovane, prima di diventare l’uomo che faceva tremare Wall Street con una sola frase, amava il jazz e suonava il sassofono in una band. Poi, lasciò la musica, studiò economia e costruì una lunga carriera tra consulenza, finanza e politica. Nel 1987 arrivò alla guida della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, dove rimase per quasi vent’anni. In quel ruolo, diventò una specie di sommo sacerdote del capitalismo americano: ascoltato dai presidenti, venerato dai mercati, temuto dagli investitori. È morto il 22 giugno scorso, a 100 anni, lasciando dietro di sé una reputazione tanto vasta quanto controversa.
Nato a New York nel 1926 e cresciuto durante la Grande Depressione, Greenspan sviluppò presto una forte passione per numeri e statistiche. Dopo gli studi alla New York University, si fece conoscere come analista economico. Uno capace di leggere dati industriali, consumi e i segnali nascosti dell’economia reale. Da interprete meticoloso delle informazioni, Greenspan cercava nei numeri e nei grafici una chiave per anticipare il futuro.
Sul piano politico, Greenspan era un repubblicano con forti simpatie libertarie. A segnarlo era stato l
In Italia l’arte contemporanea viene spesso associata ai grandi musei, alle biennali, alle fondazioni nelle città più grandi. In questo panorama, ci sono ovviamente le eccezioni, e una di queste è la rassegna Una boccata d’arte, che prova a spostare lo sguardo nei contesti piccoli —nei borghi—, spesso lontani dai circuiti tradizionali dell’arte e del turismo. Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026, venti artisti italiani e internazionali porteranno così le loro opere in venti comuni italiani, uno per ogni regione, tutti con meno di cinquemila abitanti.
Il progetto, promosso da Fondazione Elpis, è arrivato alla settima edizione. Nato infatti nel 2020, ha ormai coinvolto centoquaranta borghi, con un approccio pensato di volta in volta per i luoghi specifici. Gli artisti parlano con chi vive lì, osservano il paesaggio, raccolgono storie, oggetti, ricordi. Si lasciano ispirare.
Alcuni progetti dell’edizione 2026 fanno capire bene il meccanismo. A Palazzuolo sul Senio, in Toscana, Lara Dâmaso realizzerà un intervento legato alla piena del fiume che nel 2023 distrusse un ponte del paese. Due sculture sonore dialogheranno dalle rive opposte del fiume, trasformando una ferita del territorio in un
Quello del giostraio è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, all’interno di una piccola comunità che attraversa l’Italia seguendo fiere, sagre e feste patronali. Un microcosmo affascinante, ma difficile da mappare, tanto che esistono poche ricerche al riguardo. La giornalista Alice Facchini di recente ha provato a colmare questa lacuna, con una lunga inchiesta pubblicata sul Post.
I giostrai preferiscono spesso essere chiamati “esercenti dello spettacolo viaggiante”, spiega Facchini. Hanno un gergo molto specifico: ogni tappa del loro lavoro si chiama “piazza”, mentre l’itinerario annuale è il “giro”. Alcune famiglie cambiano città molte volte in un anno, altre si fermano più a lungo. Tuttavia, stare sempre in movimento non significa non avere radici. I giostrai tornano spesso negli stessi luoghi, dove conoscono negozianti e clienti abituali, stringendo amicizie durature.
Il lavoro ruota intorno ai “mestieri”. Una parola che nel gergo giostraio indica al tempo stesso la professione e le attrazioni del luna park, come l’autoscontro, o il tagadà. Dietro il divertimento di pochi minuti, ci sono le preziose competenze di elettricisti, meccanici, tecnici della sicure