Ci sposteremo poi sul fronte dei rapporti internazionali, commentando una vicenda che riguarda direttamente l’Italia. La relazione privilegiata che Giorgia Meloni sembrava aver costruito con Donald Trump appare oggi avvelenata da tensioni sempre più evidenti. Le recenti dichiarazioni del presidente americano hanno trasformato quella che per anni era stata raccontata come una vicinanza politica in un aspro confronto pubblico.
La terza tappa del nostro viaggio ci porterà nella letteratura italiana del Novecento. Una poesia di Cesare Pavese, uno degli autori più intensi e tormentati della nostra tradizione culturale, è stata scelta per l’esame di fine ciclo nelle scuole superiori. La poesia ripercorre l’incontro tra Pavese e l’attrice americana Constance Dowling, una storia fatta di desiderio e delusione. Coglieremo l’occasione per riflettere su una delle illusioni più comuni della nostra esperienza umana: la tentazione di idealizzare ciò che non possiamo avere.
Concluderemo infine il nostro percorso parlando di matrimoni da sogno e dell’immagine dell’Italia nel mondo. Dai laghi del Nord alle colline toscane, fino ai paesaggi della Sicilia, milioni di persone continuano a vedere nell’Italia il luogo ideale in cui trasformare un momento privato in un’esperienza da favola. Attraverso il fenomeno del wedding tourism, parleremo del potere delle narrazioni alimentate da cinema, serie televisive e social network.
Vi invito ad accompagnarmi.
La Colombia si è svegliata lunedì mattina col sorriso smagliante di un neo-eletto presidente, ma senza una vera maggioranza politica e sociale. A separare Abelardo de la Espriella, candidato della coalizione conservatrice e liberista Unidad por Colombia, e il suo rivale, il senatore Iván Cepeda, esponente della coalizione progressista Pacto Histórico, uno scarto di appena 250.000 voti, meno di un punto percentuale.
Una vittoria, quella di De la Espriella, meglio noto come “El Tigre”, ma non di certo un trionfo. Una vittoria che racconta un paese spaccato in due, incapace di riconoscersi nella stessa idea di futuro.
I due candidati rappresentavano infatti due filosofie agli antipodi. Da una parte, De la Espriella, avvocato penalista senza una reale esperienza politica e voce di una destra muscolare che promette meno Stato, ordine e sicurezza. Tra le sue fonti d’ispirazione, De la Espriella annovera Donald Trump, l’argentino Javier Milei e il salvadoregno Nayib Bukele. Leader che hanno puntato tutto sulla personalizzazione della politica, su un linguaggio populista e sulla promessa di rompere con il sistema tradizionale.
Anche lo stile comunicativo del Tigre segue lo stesso copione. De
Come sono lontani i tempi in cui Giorgia Meloni diceva di ritenere Donald Trump un candidato ideale per il Nobel per la Pace. Come sono lontani i tempi dei sorrisi, degli elogi, delle strette di mano calorose e delle visite alla Casa Bianca dove Meloni veniva trattata con benevola simpatia. I tempi in cui Meloni si illudeva di poter essere un ponte tra Stati Uniti ed Europa.
Da qualche tempo, quella “Special Relationship” appare decisamente incrinata. Le colpe di Meloni agli occhi di Trump? Non aver dimostrato interesse, in sintonia con la linea del blocco europeo, a collaborare attivamente alla missione bellica contro l’Iran. Ma anche aver difeso Papa Leone XIV, che Trump aveva duramente criticato ad aprile, accusandolo di essere “debole con il crimine” e “pessimo in politica estera”.
Poi, a maggio, c’era stato il viaggio di Marco Rubio a Roma. Ma dalla visita non era emersa nessuna svolta che potesse dissipare la crescente tensione transatlantica.
Una svolta, anche se in chiave estremamente negativa, è invece arrivata la settimana scorsa, dopo il vertice del G7 a Evian.
Venerdì 19 giugno, Donald Trump è intervenuto telefonicamente nel programma televisivo L’aria che tira, su La7, dia
“Sarai tu – ferma e chiara”. Così, con questo verso ritmico e solenne, Cesare Pavese conclude la poesia Passerò per Piazza di Spagna.
Quest’anno il ministero dell’Istruzione ha scelto questo componimento, tratto dalla raccolta postuma Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, come una delle tracce per l'esame di maturità. Con questa scelta, ha invitato migliaia di studenti a fermarsi e riflettere, davanti al foglio bianco, sul linguaggio lirico e sulla vita di Cesare Pavese, voce intensa e tragica del Novecento italiano.
Il verso che sigilla la poesia è la sintesi di un’ossessione, il ritratto cesellato di una donna elevata a concetto. Quella figura immobile e luminosa — che immaginiamo attendere il poeta in cima alla scalinata di Trinità dei Monti — ha il volto, bellissimo e distante, dell’attrice americana Constance Dowling.
Cesare e Constance si erano conosciuti a Roma, la notte di Capodanno del 1949, in un’Italia postbellica affascinata dal sogno di Hollywood e dalla nascente Hollywood sul Tevere, Cinecittà. Per lo scrittore piemontese, quell’incontro fu una folgorazione potente, l’illusione di una rinascita. L’attrice americana rappresentava per lui l’energia di un mondo lontano, l’eff
Se ricordo bene, i primi furono Tom Cruise e Katie Holmes. Era il 18 novembre 2006, e una folla di giornalisti e curiosi assediava le mura del Castello Orsini Odescalchi di Bracciano. All’interno, accompagnata da un gruppo selezionatissimo di invitati, la coppia si univa in matrimonio con una delle cerimonie più mediatiche del nuovo secolo. Fu un evento sfarzoso, blindato e studiato nei minimi dettagli. A distanza di vent’anni, quella cerimonia appare come l’atto inaugurale di un fenomeno destinato a crescere nel tempo, e ben oltre il mondo delle celebrità: la trasformazione dell’Italia nella mecca mondiale dei matrimoni da sogno.
Negli ultimi anni, le nozze di personaggi famosi si sono susseguite con regolarità. Kim Kardashian a Firenze, Kourtney Kardashian a Portofino, Jeff Bezos a Venezia, fino a Dua Lipa, che ha festeggiato la sua unione con Callum Turner tra Palermo e Bagheria. Ma dietro i riflettori che illuminano le star, c’è una realtà più ampia: migliaia di coppie straniere scelgono ogni anno di sposarsi in Italia, attratte da un’idea che continua a esercitare un fascino quasi irresistibile. Eventi molto diversi tra loro, ma accomunati dalla scelta dell’Italia come lo sfon