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20 May 2026

Episode #549

13 May 2026

Episode #548

6 May 2026

Episode #547

29 April 2026

Episode #546

22 April 2026

Episode #545

15 April 2026

Episode #544

8 April 2026

Episode #543

1 April 2026

Episode #542

25 March 2026

Episode #541

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma. Oggi è mercoledì 20 maggio 2026. Io sono Mario, e anche questa settimana vi accompagnerò tra la cronaca italiana e globale per commentare i fatti che ci aiutano a leggere meglio il presente.

Cominceremo dal Regno Unito, dove il voto del 7 maggio ha segnato una nuova sconfitta per il Partito del primo ministro Keir Starmer. Il risultato ha confermato una crisi già aperta: il partito laburista perde terreno, i conservatori continuano a essere in difficoltà, mentre crescono il partito del populista euroscettico Nigel Farage, Reform UK, i Verdi e i Liberal-Democratici. Secondo gli esperti, il risultato segnala come ormai la politica britannica sia entrata in una nuova fase.

Ci sposteremo poi in Russia, dove il 9 maggio si è celebrata la Giornata della Vittoria. Quest’anno, la parata sulla Piazza Rossa è stata molto più sobria del solito, senza la grande esibizione di mezzi militari vista in passato. Un’immagine che dice qualcosa della vulnerabilità russa, dopo oltre quattro anni di guerra in Ucraina, proprio nel giorno che il Cremlino ha sempre dedicato allo sfoggio della sua potenza militare.

Continueremo a parlare della Russia anche nel nostro seguente punto informativo. Commenteremo infatti le proteste scoppiate alla Biennale di Venezia in seguito alla riapertura, più mediatica che reale, del padiglione russo. Una vicenda che mette insieme arte, politica e diritti umani.

Concluderemo infine il nostro programma con il Giro d’Italia, partito quest’anno dalla Bulgaria. Non è insolito per il Giro esordire da una città straniera, dato il prestigio della gara e le dinamiche promozionali. Lo sforzo logistico, tuttavia, ha messo a dura prova il personale impegnato nel supporto dei ciclisti.

Le elezioni nel Regno Unito certificano la crisi del Partito Laburista

20 May 2026
Le elezioni nel Regno Unito certificano la crisi del Partito Laburista
UkrPictures / Shutterstock

Nel Regno Unito, il voto dello scorso 7 maggio ha messo insieme due importanti appuntamenti: elezioni amministrative in Inghilterra e rinnovo delle assemblee parlamentari di Scozia e Galles. Una tornata molto ampia, quindi, che è diventata anche un test nazionale per il governo laburista di Keir Starmer. Il partito del premier, infatti, arrivava da mesi difficili e da precedenti batoste alle amministrative.

Da questo punto di vista, il test è andato malissimo, segnando, per i laburisti, una delle peggiori sconfitte di sempre. Festeggia invece Reform UK, il partito di estrema destra guidato da Nigel Farage: suo il primato di consiglieri eletti. Anche Liberal-Democratici e Verdi hanno motivo di sorridere.

In Galles e Scozia, dove si votava per il rinnovo dei parlamenti locali, hanno trionfato i partiti indipendentisti, che vorrebbero separarsi dal Regno Unito. Davvero pesante la sconfitta dei Laburisti in Galles: hanno guidato la nazione per oltre un secolo, ora invece persino la first minister, Eluned Morgan, ha perso il suo seggio.

Ad uscire ridimensionati sono quindi i due partiti che tradizionalmente hanno dominato la politica di Westminster: Conservatori e Laburisti. Oggi, quell

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Ci spostiamo ora in Russia, dove il 9 maggio si è tenuta la Giornata della Vittoria, uno dei giorni più importanti dell’anno per la propaganda del Cremlino. Un appuntamento utile a capire lo stato di salute del Paese, impegnato ormai da oltre 4 anni nell’invasione dell’Ucraina.

La Giornata della Vittoria mostra la vulnerabilità di Putin

20 May 2026
La Giornata della Vittoria mostra la vulnerabilità di Putin
By Office of the President of Russia - Public Domain, Link

A Mosca, la “Giornata della Vittoria” rappresenta da anni molto più di una commemorazione storica. Il 9 maggio, la Russia celebra la sconfitta della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Con Vladimir Putin, questa ricorrenza è diventata uno degli appuntamenti centrali della propaganda del Cremlino. Una grande rappresentazione di orgoglio nazionale e potenza militare, proiettata nel presente e nel futuro. La Russia di Putin come l’erede spirituale dell’Unione Sovietica che sconfisse i nazisti: un’equivalenza utile a legittimare le guerre del Cremlino, a partire da quella contro l'Ucraina.

Quest’anno, però, la parata sulla Piazza Rossa ha trasmesso un’immagine diversa. Più modesta, più povera di simboli militari e di forza esibita. La cerimonia è durata appena 45 minuti ed è stata una delle più sobrie degli ultimi anni. Mancavano le lunghe colonne di carri armati, mezzi corazzati e lanciatori di missili intercontinentali. Una scenografia necessaria per esaltare la potenza di Mosca.

Il ministero della Difesa ha giustificato questa sobrietà con la “attuale situazione operativa”. Una formulazione vaga che sembra indicare il fronte di guerra con l’Ucraina, e soprattutto il

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Parliamo ancora della Russia nella prossima notizia, ma ci spostiamo in Italia. A Venezia, infatti, è stata inaugurata la Biennale Arte 2026. Un’importante mostra d’arte internazionale che quest’anno ha visto anche la partecipazione della Russia. Un fatto più simbolico che reale, ma che ha scatenato proteste, com’era prevedibile.

Polemica per il padiglione russo alla Biennale di Venezia

20 May 2026
Polemica per il padiglione russo alla Biennale di Venezia
Boumen Japet / Shutterstock

Pussy Riot e Femen insieme, davanti al padiglione russo della Biennale di Venezia. Da una parte, un collettivo femminista russo, da anni perseguitato dal potere di Mosca. Dall’altra, un gruppo femminista nato in Ucraina, con bandiere gialle e blu e fumogeni colorati. Una scena forte, che richiede alcuni passi indietro per essere colta nella sua completezza.

La Biennale d’arte di Venezia è una delle mostre più importanti al mondo. Ogni due anni, molti Paesi presentano i propri artisti in padiglioni nazionali, spesso dentro i Giardini della Biennale. Questi padiglioni hanno anche un valore politico, perché rappresentano ufficialmente i Paesi che li gestiscono. Quest’anno, la presenza più contestata è stata quella della Russia, tornata dopo le assenze del 2022 e del 2024, ovvero dopo l’invasione dell’Ucraina.

La protesta dei due collettivi femministi ha reso visibile una domanda che circolava già da settimane: un Paese che attacca militarmente un altro Paese e che reprime crudelmente gli oppositori interni può usare una grande vetrina culturale internazionale per presentarsi agli occhi del mondo come un Paese “normale”?

Il presidente della Fondazione Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, h

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Chiudiamo il nostro percorso con una notizia sportiva che farà felici gli amanti del ciclismo. Come da tradizione, maggio è il mese del Giro d’Italia, uno dei più importanti appuntamenti al mondo per questa disciplina sportiva. Chi sono i favoriti per la vittoria? Scopriamolo insieme.

È partita l’edizione 109 del Giro d’Italia

20 May 2026
È partita l’edizione 109 del Giro d’Italia
Rini Kools / Shutterstock

L’8 maggio è ufficialmente partito il Giro d’Italia 2026, una delle tre corse a tappe più importanti del ciclismo mondiale, insieme al Tour de France e alla Vuelta a España. Per tre settimane, i ciclisti attraverseranno città, pianure e montagne, fino all’arrivo finale a Roma. A rendere riconoscibile il leader della classifica è la maglia rosa, diventata il simbolo per eccellenza della gara.

Quest’anno, per vedere le prime pedalate della corsa rosa, ci si è dovuti spostare in Bulgaria. L’edizione numero 109 del Giro è infatti cominciata da Nessebar, sulle rive del Mar Nero, prima di rientrare in Italia dopo tre tappe. Quella di quest’anno è la sedicesima partenza dall’estero. Tra i Paesi che hanno dato il via alla corsa in passato, si contano il Belgio, l’Olanda, l’Irlanda e Israele.

La ragione di queste partenze dall’estero è soprattutto promozionale. Il Giro, infatti, è anche un grande prodotto internazionale. Chi ospita la partenza ottiene enorme copertura mediatica e prestigio sportivo. La Bulgaria, con le prime tappe, ha così potuto presentarsi a milioni di spettatori nel contesto di una narrazione di epica sportiva, paesaggi suggestivi e competizione serrata.

La scelta ha però

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