Questa settimana, cominceremo il nostro percorso in Svizzera, al World Economic Forum di Davos, dove il primo ministro canadese Mark Carney ha lanciato un significativo messaggio sulla situazione geopolitica globale. In un discorso che ha colpito per franchezza e visione strategica, Carney ha invitato le potenze di medio livello a costruire coalizioni flessibili, basate su interessi e valori condivisi.
Passeremo poi dalla politica all’arte: il cinema può offrire uno sguardo profondo sulle dinamiche del potere e sui suoi meccanismi repressivi. L’ultimo film del regista ucraino Sergei Loznitsa ci porterà nell’Unione Sovietica del 1937, nel pieno delle purghe staliniane. L’eroe di questa storia, un giovane pubblico ministero idealista, si scontra con un sistema burocratico e perverso. Un sistema che si regge grazie a violenze e minacce, ma anche grazie alla complicità di una massa vanitosa e opportunista.
Lasceremo poi il territorio dell’eroismo che spinge a lottare contro un sistema burocratico malvagio per esplorare un altro tipo di eroismo: quello della creatività. Valentino Garavani, scomparso di recente all’età di 93 anni, è stato una delle figure più luminose della moda mondiale. Nato in Lombardia e formatosi tra Milano e Parigi, Valentino ha creato abiti che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura del Novecento.
Concluderemo infine il nostro viaggio con un tema che interessa milioni di persone: il cambiamento climatico e i suoi effetti sull’agricoltura tradizionale. La Sicilia, storicamente terra di agrumi, olivi e grano, sta affrontando una trasformazione profonda. L’aumento delle temperature e l’alterazione dei ritmi delle piogge stanno spingendo molti agricoltori a coltivare frutti tropicali come il mango e l’avocado. Un fenomeno che mostra come l’adattamento alla nuova realtà climatica possa essere sia una sfida sia un’opportunità economica, con produzioni locali che cominciano a competere con le importazioni esotiche.
Nonostante le mire espansionistiche espresse da Donald Trump verso la Groenlandia — con tanto di critiche e attacchi verbali agli alleati europei —, possiamo dire che sia stato il primo ministro canadese Mark Carney la vera sorpresa di Davos. Il suo discorso, sobrio e impeccabilmente costruito, ha infatti acceso l’interesse della platea nella celebre cittadina svizzera. Poi, ha conquistato il pubblico del web. Proprio così. Il discorso pronunciato da Carney a Davos lo scorso 20 gennaio è stato commentato e condiviso un’infinità di volte sulle reti sociali. A dimostrazione che, forse, non tutto è perduto in quest’epoca di parole urlate e retorica rozza.
Nel suo intervento, Carney ha esordito entrando nel vivo dell’attualità. Ha detto di voler parlare “della rottura dell’ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell’inizio di una realtà brutale”. Una realtà, ha precisato, “in cui l
La settimana scorsa ho avuto la fortuna di vedere, in anteprima italiana, nell’ambito del Trieste Film Festival, Two Prosecutors, l’ultimo film del regista ucraino Sergei Loznitsa.“Un film storico su problemi recenti”, come l’ha definito, con fine umorismo, lo stesso Loznitsa.
Il film ci porta nell’Unione Sovietica del 1937, all’apice delle grandi purghe volute dal potere staliniano per soffocare ogni forma di dissenso, reale o ipotetico, e si ispira a un libro di Georgy Demidov, fisico, dissidente e, come prigioniero politico, uno dei più lucidi testimoni del sistema dei gulag.
La scintilla che mette in moto la narrazione è potente: la lettera, scritta col sangue, di un prigioniero — Stepniak, detenuto ingiustamente all’interno del carcere di Bryansk — raggiunge Aleksander Korneev, un pubblico ministero giovane e idealista. Korneev crede ancora nel messaggio della rivoluzione bolscevica
L’altro giorno, mi è apparsa, nel feed di YouTube, una vecchia intervista televisiva a Valentino Garavani, ospite di un programma condotto da Raffaella Carrà. Era il 24 settembre 1984. La Carrà, cantante, ballerina e amatissima conduttrice televisiva, era già un’icona della cultura pop, tanto in Italia e Spagna come in America Latina. Valentino era un’icona della moda e festeggiava, in quel momento, 25 anni di carriera. Aveva già più di 6.000 dipendenti e centinaia di boutique in tutto il mondo, con un impero che andava dall’alta moda ai profumi, ai costumi per il cinema e il teatro. “Non le pesa tutta questa responsabilità?”, gli aveva chiesto la sua intervistatrice. “È un’enorme responsabilità, è vero, ma ho sempre fatto tutto questo con grande entusiasmo”, aveva risposto lui, impeccabile come sempre.
Il 19 gennaio scorso, Valentino Garavani si spegneva nella sua casa romana, all’età d
La Sicilia è sempre stata una terra dal carattere forte, fiera e resistente. Una terra che, nei secoli, ha conosciuto le dominazioni più diverse, incorporando e reinterpretando, ogni volta, la cultura degli invasori con creatività operosa, e una sana dose di ironia.
Ora, la più grande isola del Mediterraneo si trova ad affrontare un nuovo nemico, un nuovo, pericoloso, invasore: il cambiamento climatico. Anno dopo anno, l’aumento delle temperature minaccia le colture tradizionali, incrinando un equilibrio fragile e prezioso, costruito in secoli di adattamento.
A soffrire particolarmente sono gli agrumi, simbolo dell’isola. Le arance rosse e bionde. I limoni di Siracusa. Le clementine e i mandarini. I pompelmi della costa ionica. E il bergamotto, ricercato dall’industria cosmetica per la produzione di oli essenziali e profumi. Le ondate di calore e la crescente scarsità d’acqua alterano le f