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31 December 2025

Episode #529

24 December 2025

Episode #528

17 December 2025

Episode #527

10 December 2025

Episode #526

3 December 2025

Episode #525

26 November 2025

Episode #524

19 November 2025

Episode #523

12 November 2025

Episode #522

5 November 2025

Episode #521

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 31 dicembre 2025. Io sono Carmen, e, in questo ultimo giorno dell’anno, vi accompagnerò in un percorso fatto di storie e riflessioni. Un viaggio che attraversa l’intimità dell’esperienza personale, le fragilità delle istituzioni, la forza dell’arte e il potere della memoria.

Cominceremo da una riflessione sul vero significato del Natale, partendo dalla saggezza di un incontro inatteso e da un momento di vulnerabilità. Un racconto che ci invita a ripensare la salvezza non come un atto individuale, ma come un cammino condiviso, fatto di presenze, gesti e comunità.

Ci sposteremo poi nel cuore dell’attualità, con un’inchiesta sul sistema universitario italiano, sotto accusa dopo un concorso controverso all’Università di Verona. Un caso emblematico che riapre il dibattito su meritocrazia e potere, e che mette in discussione la distanza tra le leggi e la loro applicazione concreta.

Lasceremo quindi la cronaca per immergerci nella Venezia di Mariano Fortuny e Henriette Negrin, tra arte, moda e sperimentazione. Un viaggio nella creatività di una coppia che ha saputo reinventare l’armonia della classicità greca, per trasformarla in un manifesto di bellezza ed emancipazione femminile.

Concluderemo infine il nostro percorso con una riflessione sulla nostalgia, un sentimento complesso, intimo e universale, una dolce miscela di piacere e tristezza. Attraverso le parole di Marcel Proust e Jorge Luis Borges, scopriremo che la nostalgia può essere, anche, una forma d’arte.

La salvezza come cammino collettivo, e il vero significato del Natale

31 December 2025
La salvezza come cammino collettivo, e il vero significato del Natale
Madushika Fernando / Shutterstock

“La salvezza passa per un percorso collettivo”. Con queste parole, un musicista che ammiro molto chiudeva un suo recente concerto. Era un evento intimo: una piccola sala con tavolini rotondi, le pareti coperte di specchi e, in fondo, un palcoscenico cinto da un sipario blu. Io ero lì, seduta a uno di quei tavolini in compagnia di Carla, la mia vicina di casa del piano di sotto. Con ammirevole generosità, il musicista aveva voluto condividere col pubblico che lo ascoltava quella sera un aneddoto personale, un’esperienza vissuta a Città del Messico. Un giorno, ci disse, attraversando l’immenso r

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Dopo aver riflettuto su ciò che ci tiene uniti e ci permette di attraversare i momenti più difficili, facciamo ora un viaggio nei difficili equilibri che reggono il mondo universitario italiano. Un concorso con un solo candidato, una legge pensata per prevenire i favoritismi e la denuncia di un sistema endogamico. Un caso scoppiato all’Università di Verona riaccende i riflettori sulle fragilità degli atenei.

Il sistema universitario italiano sotto accusa

31 December 2025
Il sistema universitario italiano sotto accusa
Claudio_M / Shutterstock

L’ultimo scandalo in ordine di tempo è quello che vede protagonista Riccardo Nocini, figlio dell’ex rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini. A soli 33 anni, Nocini è diventato professore ordinario di otorinolaringoiatria presso l’ateneo un tempo diretto da suo padre, grazie a un concorso al quale si è presentato un unico candidato: lui. Ora, in relazione al concorso e alla nomina, sono stati presentati un esposto all’Autorità nazionale anticorruzione e un documento firmato dall’attuale rettrice dell’Università di Verona, Chiara Leardini, che ha chiesto la sospensione dell’inca

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Dalle aule universitarie, segnate spesso da opacità e contraddizioni, ci spostiamo ora in un luogo dove la ricerca prende una forma diversa, libera dai vincoli burocratici e guidata dall’intuizione, dalla sperimentazione e dall’amore per la bellezza.

Venezia celebra la creatività di Mariano Fortuny ed Henriette Negrin

31 December 2025
Venezia celebra la creatività di Mariano Fortuny ed Henriette Negrin
Museo Fortuny, Venezia. Martina Zanetti

Si dice che la prima a indossare quell’abito sia stata la marchesa Luisa Casati Stampa, musa di pittori e regina indiscussa delle notti veneziane, icona eccentrica della Belle Époque che, ispirata da un incontro col poeta Gabriele D’Annunzio, volle trasformare la sua vita in un’opera d’arte. Ma il Delphos seppe conquistare il cuore pure di altre grandi icone di quegli anni, come la danzatrice Isadora Duncan e le attrici Eleonora Duse e Sarah Bernhardt.

Nato dalla collaborazione tra il pittore spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo e sua moglie, la stilista francese Henriette Negrin, l’abito Delphos

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E se l’arte di Fortuny ci ha mostrato come il passato possa essere reinventato, trasformato in una forma nuova e pulsante, c’è un altro luogo in cui il tempo assume una forma circolare. È il territorio della memoria, un luogo popolato da immagini, profumi e sensazioni. È lì che prende forma la nostalgia: non come semplice rimpianto, ma come atto creativo.

La nostalgia come forma d’arte

31 December 2025
La nostalgia come forma d’arte
Martina Zanetti

“I veri paradisi sono i paradisi che abbiamo perduto”, scriveva Marcel Proust. Non è un caso che una delle più celebri definizioni del concetto di nostalgia venga proprio dal grande scrittore francese. Come dimenticare la sua madeleine, quel piccolo dolce, che, come una chiave segreta, era capace di spalancare, di colpo, le porte del passato? Il paradiso, per Proust, non è un luogo fisico o un momento concreto, ma una costruzione della memoria, che trasfigura il passato e lo rende più dolce, più intenso, più puro di quanto non sia stato davvero.

La nostalgia ci attende tra le righe di una lette

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