Questa settimana partiamo dall’Iran, un Paese in cui spirano venti di rivolta sempre più forti. Tanto che alcuni parlano di una vera e propria tempesta politica, alimentata dalla crisi economica. Le proteste coinvolgono ormai l’intero Paese, ma il loro dilagare va di pari passo con una spietata repressione da parte delle autorità.
Ci sposteremo poi in Europa, per andare in Bulgaria, un Paese che dal 1° gennaio è entrato nell’euro. Una scelta che per Bruxelles vale come messaggio di stabilità, mentre all’interno del Paese balcanico genera anche dubbi e inquietudine. Un clima che rende la politica bulgara vulnerabile all’azione di attori esterni, come la vicina Russia.
Il nuovo anno ci dà l’opportunità di fare un bilancio complessivo del Giubileo. Il 2025 è stato infatti un Anno Santo, segnato, tra le altre cose, dalla morte di Papa Francesco e dall’investitura di Leone XIV. Oltre all’aspetto religioso e simbolico, un evento del genere comporta anche sfide logistiche e aspettative economiche. Vedremo dunque come sono andate le cose, tra turismo religioso, problemi di organizzazione e aspettative delle associazioni di categoria.
In chiusura, commenteremo una storia preoccupante che riguarda un furto di dati e arriva dalla Lombardia. Decine di migliaia di pazienti hanno visto i loro dati sanitari e anagrafici messi in vendita nel dark web, da un’entità misteriosa. Un caso che mostra come l’Italia sia particolarmente esposta agli attacchi informatici.
Ma come vi dicevo, apriamo il nostro percorso informativo in Iran.
Il 28 dicembre scorso, nel Grande Bazar di Teheran, le serrande si sono abbassate in segno di protesta contro il costo della vita. Da lì, la protesta si è allargata in fretta, città dopo città. In meno di due settimane, gli scioperi e le manifestazioni sono confluiti in una rivolta generale, con slogan contro la leadership religiosa, e con un Paese, oppresso dall’inflazione e dall’isolamento, in cerca di uno spiraglio per far soffiare il vento del cambiamento.
Molti analisti legano l’attuale crisi alle sanzioni e agli effetti della guerra-lampo dell’estate scorsa con Israele e Stati Uniti. E con i raid americani contro i siti nucleari iraniani. Un contesto che ha colpito duramente l’economia, facendo schizzare l’inflazione e alimentando, nella popolazione, la sensazione di vivere in un’emergenza permanente. In un’intervista a Euronews, la scorsa settimana, il politologo Ahmad Naghibzadeh
Con il nuovo anno, la Bulgaria ha dato il benvenuto all’euro. È infatti il ventunesimo Paese del blocco europeo ad adottare la moneta unica. Il lev, valuta nazionale dal 1881, resterà valido ancora per un mese, per agevolare la transizione, poi sarà ritirato.
Per le istituzioni europee la notizia è quanto mai positiva. In una fase geopolitica molto critica, attraversata da tensioni internazionali, guerre commerciali e conflitti armati, un consolidamento verso est è quanto mai provvidenziale. “Questo passo è un bene per la Bulgaria, e rafforza l’Europa nel suo insieme”, ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea.
Per la Bulgaria, invece, l’ingresso nell’euro è una scommessa che investe economia, identità nazionale e fiducia nelle istituzioni. Sul piano economico, l’introduzione dell’euro non dovrebbe presentare grossi sconvolgimenti. Il cammino verso la moneta unica
La mattina del 6 gennaio, nella basilica di San Pietro, Leone XIV ha accostato le ante della Porta Santa, e le ha richiuse. Con quel gesto semplice e al tempo stesso solenne, officiato di fronte ai fedeli e al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, la Chiesa cattolica ha sancito la fine dell’Anno Santo.
Il Giubileo appena concluso ha attraversato mesi difficili, tra guerre e sconvolgimenti politici. Leone XIV ne è consapevole, tanto che nella preghiera dell’Angelus non ha lasciato spazio a interpretazioni: “Invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace”, ha detto. Il pontefice ha inoltre puntato il dito contro “le intenzioni di Erode”, che ancora dominano le strategie politiche contemporanee, trasformandosi in aggressione.
Partendo da queste parole, e ripercorrendo col pensiero gli ultimi mesi, possiamo provare a capire com’è andato il Giubileo.
Il 2026 è iniziato con una brutta sorpresa per circa 90.000 pazienti lombardi. I loro dati sanitari, infatti, sono stati messi in vendita sul dark web. Nei file in vendita sono finiti dati anagrafici, prescrizioni mediche e permessi di lavoro per motivi di salute.
Dietro la messa in vendita di queste informazioni c’è naturalmente un attacco informatico. Sotto i riflettori, in questo caso, è il portale privato Paziente Consapevole, che alcuni medici di base in Lombardia usavano per inviare ricette e documenti ai pazienti. Lo scorso 10 ottobre, il sito è stato preso di mira da un gruppo di hacker dell’Europa orientale, tanto che la piattaforma si era bloccata. All’epoca, la Regione Lombardia aveva dichiarato che i dati contenuti nei propri server e nei sistemi delle Aziende Sanitarie non erano stati compromessi. Una successiva verifica a siti analoghi a Paziente Consapevole, tuttavia, ha r