In questa prima puntata dell’anno, cominceremo il nostro percorso con una notizia davvero incoraggiante. Il 2025, secondo la rivista Science, è stato infatti l’anno della svolta per le fonti rinnovabili. Per la prima volta, solare ed eolico hanno superato il carbone nella produzione elettrica globale. E la spinta, ormai, arriva soprattutto dalla convenienza economica.
Ricorderemo poi Brigitte Bardot, scomparsa lo scorso 28 dicembre, a 91 anni. L’attrice e attivista francese è stata una vera e propria icona, ma la sua eredità culturale è complicata in parte dall’ultima fase della sua vita, con diverse condanne per incitamento all’odio razziale. Ecco perché agli omaggi per la sua scomparsa si sono accompagnate anche molte polemiche.
Restando nel mondo del cinema, ci occuperemo di un fenomeno tutto italiano: il comico Luca Medici, diventato famoso grazie al suo alter ego, Checco Zalone. Il nuovo film di Medici, Buen camino, durante le festività natalizie è stato campione di incassi, battendo persino il nuovo Avatar di James Cameron. Cercheremo di capire le ragioni di un simile successo.
Concludendo il nostro cammino, daremo spazio invece alla politica, con la riforma della Corte dei Conti, approvata a fine dicembre. Un provvedimento quanto mai delicato, perché riguarda il controllo sull’uso del denaro pubblico, così come le responsabilità di amministratori e funzionari.
Chi è stato il protagonista del 2025? Davanti a questa domanda, molti di voi avranno pensato di sicuro a un politico, a una qualche celebrità. La rivista Science ha invece idee diverse al riguardo. Il protagonista del 2025 è stata l’energia rinnovabile, tanto da essere indicata dalla prestigiosa rivista come la “svolta dell’anno”. Insomma, pannelli solari e pale eoliche sono le vere star.
I dati parlano chiaro, a partire da quelli raccolti da uno studio del think-tank britannico Ember. La crescita delle energie rinnovabili sta diventando inarrestabile: nel primo semestre dell’anno, le fonti rinnovabili hanno prodotto più elettricità del carbone. C’è poi un secondo segnale: tra gennaio e giugno, tutta la crescita della domanda globale di elettricità è stata assorbita dall’aumento della produzione di solare ed eolico, senza ricorrere a un maggiore utilizzo delle fonti fossili.
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“BB”: due iniziali che sono state un marchio di fabbrica nel cinema del dopoguerra, plasmando l’immaginario di un’epoca e una nuova idea di femminilità. “BB”, come Brigitte Bardot, l’attrice francese morta lo scorso 28 dicembre nella sua casa di Saint-Tropez.
Come ha scritto l'Economist a commento della sua scomparsa, Bardot era subito diventata un simbolo, un emblema del desiderio, ma aveva, al tempo stesso, rifiutato di restare intrappolata in quel ruolo.
Nata a Parigi nel 1934 in una famiglia benestante e molto severa, Brigitte da bambina studia danza classica e, per un po’, quella sembra essere la carriera che l’attende. Poi, negli anni dell’adolescenza, arrivano le foto per Elle, la più importante rivista femminile dell’epoca. Il suo corpo da ballerina e i capelli lunghi incarnano un’immagine meno composta e più audace rispetto all’eleganza tradizionale degli anni Cinquanta. Così, ad
Altro che Avatar e budget stratosferici. In Italia, a dicembre, a trionfare nelle sale cinematografiche è stato un comico pugliese. Luca Medici, in arte Checco Zalone, è infatti tornato al cinema il giorno di Natale con Buen camino, diretto da Gennaro Nunziante. Attore e regista tornano insieme dopo circa dieci anni, rinnovando un sodalizio artistico nato con i primi film di Zalone.
Al centro del nuovo film, c’è naturalmente Checco Zalone, nel ruolo di un rampollo viziato che va alla ricerca di Cristal, la figlia scomparsa. L’uomo dovrà così fare i conti per la prima volta con le responsabilità dell’essere padre, lungo il cammino di Santiago di Compostela che nel frattempo la figlia ha intrapreso.
Solo nei primi tre giorni di programmazione, Buen camino ha incassato circa 20 milioni di euro. Più che a un cammino, perciò, siamo di fronte a una marcia trionfale. Basti pensare che Avatar –
In Italia la Corte dei Conti controlla come vengono spesi i soldi pubblici, fornendo inoltre pareri al governo o ad altri enti, ad esempio sulla copertura economica di un provvedimento. È un organo di controllo che ha anche potere giurisdizionale. Quando individua un danno alle finanze pubbliche, può chiamare a risponderne amministratori e funzionari.
Ecco perché, quando, il 27 dicembre scorso, il Senato ha approvato in via definitiva una legge che interviene sulla Corte dei Conti, da più parti è scattato l’allarme. La legge, infatti, cambia la disciplina della responsabilità per danno erariale e affida al governo una delega per riorganizzare la Corte dei Conti stessa. Una riforma di questo tipo, però, non è un semplice dettaglio tecnico: riguarda il modo in cui lo Stato controlla se stesso. Ora, dovremmo chiederci: è giusto che il controllato decida i limiti del controllore? La domanda,