Questa settimana partiremo negli Stati Uniti, per ricordare il reverendo e attivista politico Jesse Jackson, una delle figure più importanti, e longeve, del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. Negli anni, Jackson ha saputo creare un linguaggio che univa fede e riscatto sociale, lasciando un segno profondo e influenzando il cammino di leader come Barack Obama.
Ci sposteremo poi in Europa, per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, dove lo sport si è intrecciato con la guerra. Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych è stato squalificato dopo aver rifiutato di togliere un casco dedicato alle vittime del conflitto russo-ucraino. Il suo è un caso che ripropone un tema sempre attuale: quanto può davvero essere politicamente neutro un evento globale?
In Italia, il governo ha approvato un nuovo disegno di legge che vede in primo piano l’immigrazione. Il punto più discusso è la norma che l’esecutivo chiama “blocco navale”. Una scelta destinata a pesare sul soccorso in mare e a creare tensioni, alzando così il livello dello scontro con le organizzazioni umanitarie.
In chiusura, daremo spazio a una buona notizia. Sempre in Italia, è stato approvato un protocollo tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute, un passo che riconosce il valore terapeutico di arte e cultura. Il provvedimento potrebbe cambiare il nostro approccio ai percorsi di cura, in linea con quanto sostenuto negli ultimi anni dalla comunità scientifica.
Il 17 febbraio, all’età di 84 anni, il reverendo Jesse Jackson è morto a Chicago. Dopo Martin Luther King Jr, Jackson è stato uno dei più carismatici leader per i diritti civili negli Stati Uniti: la voce che ha tenuto insieme fede, attivismo e potere politico delle comunità afroamericane.
Sul Guardian, la scrittrice Syreeta McFadden ha ricordato una scena che mostra alla perfezione il dono di Jackson nel portare le parole del movimento per i diritti nel cuore della cultura popolare. Nel 1972, in una puntata di Sesame Street, Jackson recitò, insieme a un gruppo di bambini, una poesia: I am somebody. Un mantra di dignità e desiderio di riscatto che attraversa classi sociali e identità diverse, e che Jackson metteva in scena con passione e fermezza.
Jackson è stato un ponte tra due ere. Da un lato, l’eredità diretta di King e della Southern Christian Leadership Conference. Dall’altro, la lunga transizione verso una rappresentanza nera più forte nelle istituzioni, fino al sogno di un presidente afroamericano alla Casa Bianca.
Negli anni Sessanta, Jackson aveva già un posto vicino ai vertici del movimento per i diritti civili. Entrò nello staff della Southern Christian Leadership Confe
Durante le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, una decisione del Comitato Olimpico Internazionale ha innescato un dibattito che va oltre l’applicazione dei regolamenti sportivi. Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych è stato escluso dalle competizioni perché voleva indossare un casco dedicato a persone uccise nella guerra in Ucraina.
Nelle intenzioni di Heraskevych quel casco sarebbe diventato un simbolo di memoria collettiva. Il Comitato Olimpico, tuttavia, non ammette durante le gare messaggi che possano essere letti come propaganda politica. Lo dice la regola 50 della Carta Olimpica: in pista deve parlare solo la bravura degli atleti. Per il Comitato, ha perciò prevalso il timore che le gare diventassero luoghi in cui lanciare messaggi politici di vario tipo.
A Heraskevych è stata offerta una soluzione di compromesso: gareggiare con una fascia nera al braccio, in segno di lutto, ma senza quel casco ritenuto problematico. L’atleta ha però rifiutato, facendo scattare la squalifica. A comunicare la decisione, poco prima dell’inizio della gara e dopo gli ultimi tentativi di mediazione, è stata la stessa presidente del Comitato Olimpico, Kirsty Coventry. Secondo il New Yo
Lo scorso 11 febbraio il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato un nuovo disegno di legge su immigrazione e protezione internazionale. In conferenza stampa, Giorgia Meloni è stata molto chiara sulla natura del provvedimento. "Chi viene a vivere in Italia deve rispettare le regole, altrimenti sarà espulso", ha detto. Del resto, l’immigrazione è stata, ed è, uno dei cavalli di battaglia del partito della presidente del Consiglio, secondo una tendenza che lo accomuna ai principali partiti sovranisti d’Europa.
Il nuovo disegno di legge ha una cornice altrettanto chiara. Prevede una stretta sull’accoglienza e più strumenti per le espulsioni. La prima parte del provvedimento interviene sui centri di permanenza per i rimpatri e sulla gestione delle frontiere. La seconda parte, più tecnica, riguarda l’applicazione del Patto europeo su migrazione e asilo, approvato nel 2024.
Il dibattito finora si è concentrato soprattutto sulla prima parte, più politica, anche perché il governo ha espressamente parlato di “blocco navale”. Un vecchio pallino di partiti come Fratelli d’Italia e Lega, che per anni hanno invocato il pugno duro contro le ONG che salvano migranti nel Mediterraneo.
Su Intern
In Italia, negli ultimi anni, diverse regioni hanno avviato progetti che mescolano arte e salute, nella convinzione che la cultura sia un elemento essenziale per il benessere individuale. Tra questi, due esempi sono “Sciroppo di Teatro”, in Emilia-Romagna, e i “Musei Toscani per l’Alzheimer”.
Nel primo progetto, nato nel 2021, un gruppo di pediatri distribuisce alle famiglie un libretto con informazioni e una serie di voucher, chiamati “ricette”, per andare a teatro a prezzo agevolato. L’idea è rendere lo spettacolo un’occasione di relazione e crescita, fin dall’infanzia, grazie a una collaborazione tra mondo del teatro e medici sul territorio. “Musei Toscani per l’Alzheimer”, come suggerisce il nome, è un’iniziativa culturale rivolta a persone con demenza e a chi se ne prende cura.
Progetti di questo tipo possono finalmente godere di un riconoscimento formale, fuori quindi dalle strette maglie dei progetti locali e delle sperimentazioni. Lo scorso 5 febbraio, infatti, è stato approvato un protocollo d’intesa tra ministero della Cultura e ministero della Salute. L’iniziativa vuole promuovere la cosiddetta “prescrizione culturale”, ovvero la possibilità per un operatore sanitario di