L’emergenza ambientale stravolge il mare, obbligandoci a cercare altrove ciò che un tempo era vicino. Il nostro secondo punto di riflessione ci porterà tra le corsie di un supermercato. Vedremo come dietro a un gesto semplice si nasconde una realtà drammatica: il progressivo svuotamento dell’Adriatico e la crisi dei suoi ecosistemi.
Faremo poi un salto storico, per festeggiare i centocinquant’anni del Corriere della Sera. Dalla prima sede, nella Galleria Vittorio Emanuele di Milano, alle redazioni digitali di oggi, ripercorreremo la crescita del principale quotidiano d’Italia.
Concluderemo infine il nostro percorso con una storia più intima: quella della Hoepli. L’antica casa editrice, gioiello milanese e simbolo della cultura italiana, si trova al centro di un conflitto familiare che ne mette in pericolo il futuro.
Ma prima di tutto, come vi dicevo, dedichiamo qualche minuto a una riflessione sul terribile costo ambientale della guerra.
Era nero come la pece, il cielo di Teheran, la mattina di domenica 8 marzo. Colpiti la notte anteriore da una serie di attacchi aerei statunitensi e israeliani, diversi siti di stoccaggio di petrolio bruciavano da ore, avvelenando l’aria. La raffineria di Shahran, sita nella parte nord-occidentale di Teheran, non lontano da quartieri residenziali densamente popolati, era un inferno di fiamme e fumi tossici.
Come una metafora potente, quella coltre nera sul cielo di Teheran dovrebbe farci riflettere sul costo climatico dei conflitti contemporanei. Un fatto di cui oggi si parla poco.
Negli ultimi anni, il discorso pubblico sull’emergenza ambientale sembra essersi spostato su un piano domestico, individuale. Quando compriamo un biglietto aereo, vediamo sullo schermo del laptop quale sarà l’impronta climatica del nostro viaggio. Al supermercato, e in ogni altro negozio, la plastica delle confe
L’altro giorno ho comprato al supermercato una confezione di vongole congelate. Erano deliziose, ma devo dire che nel buttare la scatola nella raccolta per la carta da riciclare, ho notato un dettaglio che mi ha sorpreso: quelle vongole arrivavano da lontano, dal Mar Nero. La cosa mi ha lasciata un po’ inquieta. Prima di tutto, perché le acque di quel mare, data la vicinanza al conflitto ucraino, sono altamente inquinate. Le operazioni hanno lasciato un’impronta ambientale profonda sull’ecosistema marino. Bombardamenti e incidenti in mare causano fuoriuscite di carburanti, petrolio e sostanze tossiche. Inoltre, navi affondate e mine rilasciano metalli pesanti ed esplosivi, contaminando fondali e catene alimentari.
Ma ad inquietarmi c’era anche un altro pensiero. Sono sempre stata abituata a mangiare, a casa come al ristorante, vongole locali, provenienti dall’Adriatico. Di fatto, mentre a
Lo scorso 5 marzo, il principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, ha festeggiato, con meritata soddisfazione, il suo centocinquantesimo compleanno.
Concepito dalla mente fervida del giornalista Eugenio Torelli Viollier — madre francese e padre napoletano —, il Corriere venne presentato al mondo alle 9 di sera. Mi piace immaginare la sera di quella domenica 5 marzo 1876 come una tipica serata di fine inverno milanese: l’aria pungente e un po’ umida, i profili degli edifici sfumati dalla nebbia padana. Immagino gli strilloni, in piazza della Scala, a dare la notizia alla città: era uscito il primo numero di un nuovo quotidiano, il Corriere della Sera. Sulla prima pagina, una data insolita: “5-6 marzo”. Una scelta che era una sorta di stratagemma: consentiva di estendere la ‘vita’ del giornale dal pomeriggio del primo giorno al mattino del giorno seguente.
Quella domenica 5 marzo
Nelle ultime settimane si è parlato molto di Hoepli, una casa editrice fondata a Milano nel 1872 da un imprenditore di origine svizzera, Ulrico Hoepli. L’avventura, in realtà, era nata due anni prima, nel 1870, quando Ulrico, all’epoca 23enne, aveva rilevato, per 16.000 lire, una libreria nella Galleria De Cristoforis, nel cuore di Milano. Ulrico Hoepli era un ragazzo animato da un sogno, da un’ambizione professionale tinta di romanticismo, in una città che stava diventando il cuore economico di un’Italia unita da poco.
Nei suoi oltre centocinquant’anni di vita, la Hoepli S.p.A. è stata molto più di un progetto editoriale. È stata un simbolo, un punto di riferimento culturale. Un progetto nato con un’intuizione semplice: rendere il sapere accessibile. Ulrico Hoepli non proveniva da una famiglia di intellettuali. Non era, almeno in origine, un “uomo di lettere”. Era un imprenditore con un