Ci soffermeremo sul caso di Jessica Foster, una giovane militare che ha conquistato milioni di utenti sui social… senza essere mai esistita. L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui percepiamo i conflitti: non più soltanto attraverso immagini reali, ma anche attraverso identità sintetiche e scenari fittizi. Un salto che rende sempre più difficile distinguere il vero dal falso.
Ci sposteremo poi sul terreno della politica italiana, per riflettere su un’interessante figura emergente: Silvia Salis. Ex atleta olimpica e oggi sindaca di Genova, Salis incarna un profilo capace di coniugare competenza, carisma e autenticità. Ma la sua folgorante ascesa nella sfera mediatica solleva interrogativi importanti: è giusto proiettare così rapidamente una leader locale sulla scena nazionale?
Il nostro terzo tema ci porterà oltreoceano, in America Latina. Il Gruppo Feltrinelli ha inaugurato la sua prima libreria sudamericana, in un famoso palazzo del centro storico di Montevideo. Esploreremo le ragioni di questa scelta e il valore simbolico di un progetto che va oltre la dimensione commerciale, per essere un affettuoso dialogo culturale.
Concluderemo infine il nostro percorso ricordando una celebre caramella — la Rossana —, che quest’anno festeggia il suo centesimo anniversario. Ripercorreremo la sua storia, dalle origini fino alle più recenti strategie di rilancio, per capire come un dolce possa trasformarsi in un simbolo capace di attraversare il tempo e le generazioni.
Ma prima di tutto, come vi dicevo, dedichiamo qualche minuto a una riflessione sulle nuove frontiere della disinformazione basata sull’intelligenza artificiale.
Bella, giovane, sorridente. Jessica Foster rappresenta uno degli esempi più emblematici — e inquietanti — della nuova frontiera della disinformazione digitale. Uno spazio dove propaganda politica, intrattenimento e business si fondono grazie all’intelligenza artificiale.
Il progetto prende forma nel novembre del 2025, quando compare su Instagram il profilo di una giovane soldata americana: bionda, occhi azzurri, fisico atletico e curve in evidenza. Nel tempo, il profilo cresce, formando una collezione di immagini: Jessica Foster su una nave da guerra in viaggio nella missione Epic Fury, in uniforme militare accanto a jet da combattimento, con due colleghe su una via di Nook, in Alaska… persino al fianco di Donald Trump, di cui si dichiara fervente sostenitrice. Nel giro di pochi mesi, il profilo esplode: oltre un milione di follower, migliaia di commenti, una comunità attiva e coinvolta.
È interessante osservare come due leader agli antipodi dello spettro politico italiano — Silvia Salis e Giorgia Meloni — scelgano di presentarsi agli elettori in modo molto simile. Entrambe insistono sul proprio essere outsider rispetto agli ambienti del potere, sottolineando il fatto di essere nate in una famiglia semplice, lontana dai circoli della politica e del privilegio economico. È questo il pensiero che si impone leggendo la biografia che Silvia Salis ha scritto nell’inverno dello scorso anno — e tuttora visibile online — per il sito con cui annunciava la sua candidatura a sindaca di Genova.
Tuttavia, a differenza di Giorgia Meloni, che ha vissuto attivamente la sua passione per la politica sin dall’adolescenza, Silvia Salis ha avuto una traiettoria esistenziale più eclettica. È stata infatti un’atleta olimpica, nella specialità del lancio al martello. Poi, avendo dovuto rinunciar
Il Gruppo Feltrinelli, nato dall’unione tra la storica casa editrice milanese Feltrinelli e la catena di librerie omonima, ha gli occhi puntati sull’America del Sud. E, in modo particolare, sull’Uruguay. È infatti nella capitale del piccolo paese australe, Montevideo, che, lo scorso 28 febbraio, il gruppo ha aperto la sua prima libreria in terra sudamericana.
Come sede, è stato scelto un bellissimo edificio d’inizio Novecento: Palacio Pablo Ferrando, opera dell’architetto di origini italiane Leopoldo Tosi, tra i principali interpreti dello stile liberty in Uruguay.
Il legame tra Feltrinelli e l’America Latina, fiorito negli anni ‘60, è sempre stato intenso e fruttuoso. La casa editrice milanese è stata pioniera in Italia nel pubblicare le opere di alcuni dei nomi più famosi della letteratura latinoamericana, come Juan Rulfo, Gabriel García Márquez, Mario Vargas Llosa, Juan Carlos Onetti,
“Una piccola sorpresa vestita di rosso”, prometteva un vecchio spot della caramella Rossana. Parole che annunciavano un delizioso mistero, una promessa di dolcezza intima e condivisa.
Nata nel 1926 da un’intuizione di Luisa Spagnolo, creatrice di Perugina, la caramella Rossana compie cent’anni e, nel farlo, racconta una storia che è insieme sociale, estetica e affettiva.
L’idea di Luisa Spagnoli era semplice e potente: creare una caramella che fosse non solo un dolce, ma un delicato gesto di piacere quotidiano, fatto di qualità e raffinatezza. Non una semplice caramella, dunque, ma un piccolo rito domestico, pensato per accompagnare momenti di relax e conversazione nei salotti.
Determinante, fin dall’inizio, è stata l’estetica. La Rossana si presenta avvolta in un elegante incarto declinato nei toni del rosso rubino e dell’oro. La scelta del colore, naturalmente, non era casuale: il rosso