Faremo poi un salto nel passato per ritrovare la voce limpida e inquieta di Piero Gobetti. A cent’anni dalla sua morte, torneremo a interrogarci sul talento e il coraggio di un giovane editore che sfidò il fascismo con le armi della cultura e della libertà di pensiero.
Resteremo ancora un po’ a Torino, per conoscere la storia di Giuditta Sidoli, una donna la cui vita intensa — tra esilio, passioni politiche e l’incontro con Giuseppe Mazzini — attende ancora di essere pienamente celebrata nei nostri libri di storia.
Infine, per concludere il nostro percorso, entreremo nelle atmosfere rarefatte del cinema di Paolo Sorrentino. Esploreremo il volto e le ombre di Mariano De Santis, protagonista del suo ultimo film, per seguire quel filo sottile che intreccia potere e solitudine, apparenza e verità.
Diamo ora inizio al nostro viaggio, come vi dicevo, osservando il conflitto che, ora dopo ora, si allarga in Medio Oriente.
Era almeno dalla ‘guerra dei dodici giorni’ dello scorso giugno che il regime iraniano attendeva una nuova, e più violenta, ondata di attacchi. Ed era da anni che il Mossad, avendo hackerato le telecamere presenti nelle strade di Teheran, studiava i movimenti dell’ayatollah Ali Khamenei e dei suoi collaboratori. Informazioni preziose, che hanno portato al bombardamento che lo scorso 28 febbraio ha ucciso Khamenei e decapitato la leadership del paese.
“L’aviazione militare ha effettuato con successo oltre mille sorvoli verso l’Iran e ritorno, nei primi due giorni dall’inizio dell’operazione Rug
Il 16 febbraio 1926, moriva a Parigi, a soli 24 anni, Piero Gobetti. Filosofo, giornalista, editore, traduttore, Gobetti fu una delle figure più lucide e coraggiose dell’antifascismo italiano.
“Era un giovane alto e sottile, disdegnava l'eleganza della persona, portava occhiali a stanghetta, da modesto studioso: i lunghi capelli arruffati dai riflessi rossi gli ombreggiavano la fronte”. Così lo descriveva Carlo Levi nel 1960, con la poesia della parola e lo sguardo allenato del pittore.
Formatosi all’Università di Torino sotto la guida di professori di grande prestigio — tra cui il futuro presid
Al civico 20 di via Mazzini, a Torino, sorge un bel palazzo neoclassico dal passato movimentato. Ma questo, in realtà, è un segreto. Con la sua placida facciata color crema e il ritmo pacato di timpani e architravi, quell’edificio inganna: sfoggia un’eleganza tranquilla, quasi impassibile. A increspare la superficie, qui e là, solo le trame in ferro dei balconi, che si affacciano sulla via come palchi di un teatro. Un solenne portone in legno scuro offre un varco verso il mondo di passione politica che, in un’epoca lontana, ha animato il cuore del palazzo. Un mondo legato al Risorgimento, e al
Con La grazia, la sua ultima opera cinematografica, Paolo Sorrentino amplia e raffina la sua meravigliosa galleria di figure maschili. Mariano De Santis, un presidente della Repubblica che attraversa, dubbioso e malinconico, gli ultimi sei mesi del suo mandato, è un’ulteriore variazione su una serie di temi che troviamo in tutta la filmografia del regista napoletano. La solitudine, la fatica del potere, le maschere.
Un filo sottile lega il sofferente Titta Di Girolamo di Le conseguenze dell’amore, l’algido Giulio Andreotti de Il divo, il cinico Jep Gambardella de La grande bellezza, l’enigmati