| Luca: | Hai sentito parlare del concerto di Ultimo che si è tenuto sabato 4 luglio a Tor Vergata, nella periferia sud-est di Roma? In Italia se ne è parlato tantissimo, perché ha registrato numeri pazzeschi: circa 250 mila biglietti venduti. È diventato così il secondo concerto a pagamento più partecipato nella storia della musica mondiale. |
| Mario: | Davvero? Vuoi dire che Madonna, Michael Jackson o Bruce Springsteen hanno venduto meno biglietti di Ultimo? |
| Luca: | Sì, è incredibile. Il vero nome di Ultimo è Niccolò Moriconi, ha trent’anni ed è cresciuto a San Basilio, un quartiere popolare di Roma. È un cantautore pop meno raffinato di altri artisti della sua generazione, ma capace di suscitare grandi emozioni: nelle sue canzoni parla di sogni, di fragilità, di fallimenti, ma anche di amore e riscatto. Temi semplici, forse, ma che arrivano alle persone in modo diretto. |
| Mario: | È vero, ma proprio la scelta di questi temi è quello che molti critici gli rimproverano. Secondo loro, il suo songwriting è meno originale di quello che pensa la gente. |
| Luca: | In che senso? |
| Mario: | Nel senso che punta meno sulla ricerca musicale che sull’impatto emotivo. |
| Luca: | Però, se un artista riesce a raggiungere un pubblico così vasto, qualcosa di nuovo deve pur averlo creato. |