| Carmen: | Sono passate alcune settimane dalla scomparsa dello stilista italiano Valentino, eppure se ne continua a parlare. Non è solo nostalgia: è il segno di un’eredità creativa ancora in vita, che continua ad essere discussa, riletta e interpretata. In molti hanno accostato la sua morte a quella di Giorgio Armani, avvenuta pochi mesi prima, vedendo in questi due addii ravvicinati la fine simbolica di una stagione irripetibile della moda italiana. |
| Mario: | Quanto è vero! Entrambe sono state due figure che hanno definito un’idea precisa di eleganza e di stile, influenzando il modo di vestire di intere generazioni. |
| Carmen: | Con una differenza importante, però. Se Armani arrivò alla moda seguendo una traiettoria quasi accidentale, Valentino inseguì fin da giovanissimo un’idea molto chiara di bellezza, costruita con disciplina, studio e ambizione. Dopo una prima formazione a Milano, a soli diciassette anni si trasferì a Parigi, per studiare alla Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, uno dei luoghi più rigorosi e selettivi dell’alta moda europea. Dopo varie esperienze negli atelier più prestigiosi dell’epoca, decise di tornare in Italia e fondare la sua maison. |