| Olinda: | Spostiamoci a Bari per parlare di un tema che profuma di casa, di storia e – perché no – anche un po’ di battaglia. Chi è stato nel capoluogo pugliese sa bene di cosa parlo: delle orecchiette, la celebre pasta locale, e delle donne che, nelle stradine del centro storico – soprattutto in Arco Basso – le preparano a mano sotto gli occhi dei passanti, per poi venderle ai curiosi e ai turisti. Un tempo, la loro abilità era un dovere domestico, tramandato di madre in figlia perché così imponeva la tradizione. Oggi, è diventata il simbolo della cucina barese, un’esperienza autentica e un vero emblema della città. Ma, come spesso accade quando il successo cresce, arriva anche l’esigenza – o forse il desiderio – di mettere un po' di ordine. |
| Mario: | Ti riferisci ai tentativi di regolamentare la loro attività, giusto? |
| Olinda: | Esatto! Il Comune ha cominciato a valutare questa ipotesi lo scorso anno, dopo che alcune inchieste giornalistiche avevano messo in luce condizioni igieniche non proprio ottimali. Le donne baresi, in risposta, hanno dato vita a una serie di proteste. |
| Mario: | Mi ricordo! Gridavano slogan e camminavano insieme, temendo di perdere le loro libertà, il loro mestiere e – soprattutto – i loro guadagni. |