| Carmen: | Parliamo del quotidiano italiano Il Foglio, che di recente ha pubblicato un numero realizzato interamente con l’intelligenza artificiale. Proprio così: nessun intervento umano nella scrittura degli articoli, nella scelta dei titoli, delle immagini o nei riassunti. Va detto, però, che si tratta – almeno per ora – di un esperimento. Il direttore, Claudio Cerasa, ha spiegato che durerà un mese e che l’obiettivo è di esplorare fino a che punto e in che modo l’IA possa incidere sul giornalismo e, più in generale, sulla nostra quotidianità. La notizia è circolata qualche settimana fa. Tu l’avevi letta? |
| Mario: | Sì, certo che l’ho letta. Ma poi non ho più seguito gli sviluppi. |
| Carmen: | Io invece sì, e devo dire che sono rimasta sorpresa. L’intelligenza artificiale è riuscita a confezionare un quotidiano credibile, con testi ben strutturati e a tratti persino ironici. Però, devo ammettere che, per quanto affascinante, questa prospettiva mi inquieta. Hai capito cosa intendo? |
| Mario: | L’ho capito. Parliamo di cambiamento che solleva interrogativi profondi sul futuro della professione. |
| Carmen: | Puoi dirlo forte! Il giornalismo è un esercizio di analisi, empatia, senso critico. È un'attività di natura squisitamente umana. E l’idea che tutto questo possa venir meno mi preoccupa molto. |