Dua Lipa in Sicilia: quando una festa diventa polemica
| Mario: | Hai sentito del matrimonio di Dua Lipa in Sicilia? La celebre cantante inglese e Callum Turner hanno scelto Palermo e Bagheria per una festa di tre giorni, tra il centro storico, piazza Croce dei Vespri, Palazzo Gangi e Villa Valguarnera, una residenza settecentesca spettacolare. Si è parlato di ospiti arrivati da tutto il mondo, tra cui Donatella Versace, Mark Ronson, Kevin Parker ed Elton John. Insomma, un evento romantico e internazionale, che ha riempito le pagine di giornali italiani e stranieri. |
| Carmen: | Sì, anche se non sempre con il tono che ci si aspetterebbe da una storia del genere. |
| Mario: | Ti riferisci all’articolo del Telegraph, vero? |
| Carmen: | Esatto. Quello che raccontava le nozze evocando i “luoghi della mafia” e parlando di un’“ex covo mafioso”. Un titolo che ha scatenato una polemica enorme. |
| Mario: | E meno male! Perché bisogna davvero avere fegato per descrivere Palermo e Bagheria, nel contesto di una festa romantica, e scegliere di puntare l'attenzione sulla “mafia”. |
| Carmen: | Aspetta! Te lo dico a cuore aperto: il passato criminale di queste città non è certo un’invenzione. |
| Mario: | Certo che no. |
| Carmen: | Ci sono state stagioni durissime, segnate da violenza, boss e omicidi. È normale che un giornale ne parli. |
Avere fegato è un’espressione tradizionalmente utilizzata con riferimento al coraggio e alla passione. Per gli antichi greci il fegato era il nucleo dei sentimenti più impulsivi e viscerali. Dire che un guerriero ha il fegato di combattere i suoi nemici, può essere un classico esempio di come impiegare questa espressione.
Nell’antica civiltà etrusca il fegato degli animali sacrificati veniva esaminato per interpretare la volontà divina. Tale arte divinatoria prendeva il nome di “aruspicina”.
Nella mitologia greca, è emblematica la storia del titano ribelle, Prometeo, che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Zeus lo condannò a rimanere per sempre incatenato a una roccia sulle montagne del Caucaso, dove ogni giorno un'aquila gli divorava il fegato. Ma ogni notte, poi, il fegato di Prometeo ricresceva affinché, il giorno seguente, l'aquila potesse ricominciare a divorarlo.
Una traduzione letterale dell’espressione avere fegato, potrebbe essere to have the liver. A prima vista, questa frase sembra non avere alcun senso, ma basta riflettere più attentamente per trovare una metafora analoga nella lingua inglese. L’equivalente semantico inglese della locuzione italiana avere il fegato è infatti offerto dall’espressione to have guts.
Yesterday evening I met Luca and you know what he told me? He is planning an extraordinary trip. He wants to retrace by foot the same route that was made by Marco Polo towards the Orient in the thirteenth century, and he wants to do it within a year. We have to recognize that he has guts.
We should talk to our supervisor. We can no longer tolerate the disrespectful behavior of our colleagues. They always come in late and leave the office for hours without saying anything. Listen… if you don’t have the guts to talk to him, I will do it myself.
It’s true, I told you that I, too, would dive into the water, but now that I have come up here I have to say that I don’t feel like it. I’m feeling dizzy, you know? Listen, let’s do something, you go ahead and dive, I know I don’t have the guts to do it.
Nell’antica civiltà etrusca il fegato degli animali sacrificati veniva esaminato per interpretare la volontà divina. Tale arte divinatoria prendeva il nome di “aruspicina”.
Nella mitologia greca, è emblematica la storia del titano ribelle, Prometeo, che rubò il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Zeus lo condannò a rimanere per sempre incatenato a una roccia sulle montagne del Caucaso, dove ogni giorno un'aquila gli divorava il fegato. Ma ogni notte, poi, il fegato di Prometeo ricresceva affinché, il giorno seguente, l'aquila potesse ricominciare a divorarlo.
Una traduzione letterale dell’espressione avere fegato, potrebbe essere to have the liver. A prima vista, questa frase sembra non avere alcun senso, ma basta riflettere più attentamente per trovare una metafora analoga nella lingua inglese. L’equivalente semantico inglese della locuzione italiana avere il fegato è infatti offerto dall’espressione to have guts.
Esempio 1:
Ieri sera ho incontrato Luca e sai cosa mi ha detto? Sta organizzando un viaggio straordinario. Vuole ripercorrere a piedi la stessa rotta che fu percorsa da Marco Polo verso l’oriente nel Duecento, e lo vuole fare nel giro di un anno. Bisogna riconoscere che Ha del fegato.Yesterday evening I met Luca and you know what he told me? He is planning an extraordinary trip. He wants to retrace by foot the same route that was made by Marco Polo towards the Orient in the thirteenth century, and he wants to do it within a year. We have to recognize that he has guts.
Esempio 2:
Dovremmo parlare con il nostro supervisor. Non possiamo più tollerare il comportamento irrispettoso dei nostri colleghi. Arrivano sempre in ritardo e si assentano per ore dall’ufficio senza dire nulla. Ascolta, se non hai il fegato di parlarci tu, lo farò io stesso.We should talk to our supervisor. We can no longer tolerate the disrespectful behavior of our colleagues. They always come in late and leave the office for hours without saying anything. Listen… if you don’t have the guts to talk to him, I will do it myself.
Esempio 3:
È vero, ti avevo detto che mi sarei tuffato in acqua anch’io, ma ora che sono salito fin quassù, devo dire che non me la sento. Ho le vertigini, sai? Senti, facciamo una cosa, vai avanti tu, tuffati pure. Io penso di non avere il fegato per farlo.It’s true, I told you that I, too, would dive into the water, but now that I have come up here I have to say that I don’t feel like it. I’m feeling dizzy, you know? Listen, let’s do something, you go ahead and dive, I know I don’t have the guts to do it.