Rifugi climatici: la risposta italiana all’estate estrema
| Fabrizio: | Stiamo entrando nel pieno dell’estate, eppure l’Italia è già stretta nella morsa del caldo da diverse settimane. Giugno si è aperto con temperature record, da Nord a Sud. A Roma, Firenze, Milano e Torino la colonnina di mercurio ha raggiunto picchi impressionanti e, in molte città, l’asfalto sembra sciogliersi sotto i piedi. Dormire la notte? Un miraggio. Sempre più italiani si ritrovano a passare la notte in bianco. Ma una novità sta cercando di contrastare il caldo in città: per la prima volta, alcune amministrazioni comunali hanno pubblicato le loro liste ufficiali di rifugi climatici. Si tratta di luoghi pubblici, gratuiti, dove è possibile trovare riparo nelle ore più torride. Un’idea davvero interessante, non trovi? |
| Carmen: | Sì, ma a quanto pare il Comune di Roma sta ancora lavorando per completare la mappa dei rifugi climatici sparsi sul territorio urbano. |
| Fabrizio: | Lo so. Dicono che sarà pronta solo nel 2026. |
| Carmen: | E quindi, per adesso, come si fa a trovarli? |
| Fabrizio: | Non ne ho la più pallida idea! |
| Carmen: | Nel frattempo, la gente soffre sia di giorno che di notte, rischiando di passare la notte in bianco. |
| Fabrizio: | Hai perfettamente ragione. Però ci sono altre città italiane che si stanno muovendo meglio e rendono facilmente accessibile l’elenco dei luoghi freschi. |
Passare la notte in bianco è una locuzione molto usata nella lingua italiana e vuol dire trascorrere una notte senza poter dormire o in altre parole, restare svegli per una notte intera.
Molto singolare è la storia sulle origini di questa espressione, risalente al periodo medioevale e in particolare alla cerimonia solenne a cui erano sottoposti i cavalieri. La cerimonia d’investitura degli aspiranti cavalieri generalmente prevedeva il giuramento davanti a Dio, la vestizione e la consegna della spada. La notte prima, era un requisito essenziale che il cavaliere fosse condotto in una cappella dove trascorreva la notte in preghiera, a digiuno e interamente vestito di bianco. Le vesti bianche simboleggiavano la purificazione e la notte passata interamente svegli a pregare era un modo per indurre il cavaliere a riflettere sulle gioie ma anche sulle responsabilità e gli obblighi pretesi dall’ordine cavalleresco.
Sebbene le origini siano molto antiche, l’uso di questa espressione nel significato di trascorrere la notte senza dormire è piuttosto recente. La prima attestazione scritta di questa locuzione risale al 1952, anno in cui fu pubblicato il romanzo di Italo Calvino, Il visconte dimezzato. È proprio nelle pagine di quel libro che Calvino scrisse: “Adesso non voleva pensare, aveva passato la notte in bianco, aveva sonno”.
A livello puramente letterale la locuzione passare la notte in bianco può essere tradotta come to spend the night in white. Una traduzione più appropriata è offerta nelle lingue inglese dalle espressioni: to spend/to have a sleepless night oppure to pull an all-nighter.
I spent a sleepless night taking care of my son who had very strong stomach colics.
I was so angry about the argument I had with my manager before leaving work that I had a sleepless night.
I am always nervous before a competition. I do everything to calm myself down, but even if I go to bed early, it is no use; I have a sleepless night.
Molto singolare è la storia sulle origini di questa espressione, risalente al periodo medioevale e in particolare alla cerimonia solenne a cui erano sottoposti i cavalieri. La cerimonia d’investitura degli aspiranti cavalieri generalmente prevedeva il giuramento davanti a Dio, la vestizione e la consegna della spada. La notte prima, era un requisito essenziale che il cavaliere fosse condotto in una cappella dove trascorreva la notte in preghiera, a digiuno e interamente vestito di bianco. Le vesti bianche simboleggiavano la purificazione e la notte passata interamente svegli a pregare era un modo per indurre il cavaliere a riflettere sulle gioie ma anche sulle responsabilità e gli obblighi pretesi dall’ordine cavalleresco.
Sebbene le origini siano molto antiche, l’uso di questa espressione nel significato di trascorrere la notte senza dormire è piuttosto recente. La prima attestazione scritta di questa locuzione risale al 1952, anno in cui fu pubblicato il romanzo di Italo Calvino, Il visconte dimezzato. È proprio nelle pagine di quel libro che Calvino scrisse: “Adesso non voleva pensare, aveva passato la notte in bianco, aveva sonno”.
A livello puramente letterale la locuzione passare la notte in bianco può essere tradotta come to spend the night in white. Una traduzione più appropriata è offerta nelle lingue inglese dalle espressioni: to spend/to have a sleepless night oppure to pull an all-nighter.
Esempio 1:
Ho passato la notte in bianco per accudire mio figlio che ha avuto delle forti coliche addominali.I spent a sleepless night taking care of my son who had very strong stomach colics.
Esempio 2:
Ero così arrabbiato per il litigio avuto con il mio manager prima di lasciare il lavoro che ho passato la notte in bianco.I was so angry about the argument I had with my manager before leaving work that I had a sleepless night.
Esempio 3:
Sono sempre molto agitato prima di fare una gara. Faccio di tutto per tranquillizzarmi, ma anche se vado a letto presto non serve: finisco sempre per passare la notte in bianco.I am always nervous before a competition. I do everything to calm myself down, but even if I go to bed early, it is no use; I have a sleepless night.