Iniziamo parlando delle crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e il Venezuela. Il Presidente Trump sta esercitando una forte pressione sul Presidente Maduro, accusandolo di guidare un’operazione di traffico di droga. Tuttavia, l’amministrazione Trump non ha presentato prove pubbliche a sostegno di queste accuse. Tutto questo non vi suona familiare?
Analizzeremo la lunga storia delle interferenze statunitensi nei cambi di regime in America Latina e in altre parti del mondo.
Nella seconda parte del programma, esamineremo la questione della legalità della visita di Putin in una capitale europea. E anche per il leader russo non sarà facile raggiungere la destinazione. Vedremo, quindi, quali sono le opzioni a sua disposizione per sorvolare lo spazio aereo europeo.
Infine, parleremo dell’aspetto “moda e stile” delle proteste contro la campagna anti-immigrazione di Trump. Soldati mascherati e agenti delle forze dell'ordine pesantemente armati si trovano ora di fronte a manifestanti vestiti da rane gonfiabili, unicorni, coniglietti e altri personaggi dei cartoni animati. Quale messaggio vogliono trasmettere questi costumi? Restate con noi per scoprirlo!
Bene, iniziamo il nostro programma. Mercoledì scorso, il Presidente Trump ha ammesso di aver autorizzato operazioni segrete della CIA in Venezuela. Il motivo dichiarato è che il Paese è una grande fonte di traffico di droga.
Negli ultimi giorni, l’esercito statunitense ha colpito diverse imbarcazioni venezuelane. Inoltre, si registra un rafforzamento della presenza della Marina americana nei Caraibi.
Donald Trump sta, forse, pianificando un cambio di regime in Venezuela? Vale la pena guardare alla storia degli interventi degli Stati Uniti in America Latina. Perché, in effetti, tutto questo suona fin troppo familiare.
La CIA ha fallito più volte nel tentativo di rimuovere Fidel Castro. Il colpo di stato del 1954 in Guatemala ha portato a decenni di dittature e alla morte di centinaia di migliaia di persone. Non bisogna dimenticare gli interventi in Cile, a Grenada e l’invasione di Panama del 1989 contro Manuel Noriega. Era un narcotrafficante certo, ma aveva anche collaborato con la CIA.
Siamo tutti d'accordo sul fatto che i risultati non sono stati affatto brillanti.
Ma c’è un altro elemento “familiare” in questa storia.
Il Venezuela possiede una delle più grandi riserve di petrolio al mondo e le maggiori riserve d’oro dell’America Latina. È un paese ricco di risorse naturali, governato da un leader che non piace agli Stati Uniti.
Gli Stati Uniti si stanno, forse, avviando verso un nuovo disastro simile a q
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Dopo la conversazione di giovedì scorso tra il Presidente americano e il leader russo, è arrivato l’annuncio dell’invito a Putin di incontrare Trump a Budapest.
Se l’incontro avverrà, sarà la prima volta che Putin metterà piede in territorio europeo dall’invasione dell’Ucraina.
Dopo l’attacco russo all’Ucraina, molti alti funzionari russi hanno ricevuto il divieto di viaggiare in Europa. Tuttavia, Putin e il ministro degli Esteri Lavrov godono di immunità diplomatiche che gli consente di ottenere il permesso di atterrare in Ungheria.
Un problema più grave è che lo spazio aereo europeo è chiuso agli aerei russi. Per cui, Putin, probabilmente, dovrà fare una lunga deviazione passando per la Turchia. Sorvolare i Paesi baltici o altri fedeli sostenitori dell'Ucraina, come la Polonia o la Romania, dove la presenza militare della NATO è forte, può essere... complicato.
Un’ulteriore difficoltà per Putin è il mandato di arresto emesso contro di lui dalla Corte Penale Internazionale. L’Ungheria, tecnicamente, resterà membro della Corte fino a al giugno 2026. Tuttavia, il paese ha già avviato il processo di uscita formale. Per questo quasi certamente Viktor Orbán deciderà di non eseguire il mand
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Manifestanti americani in costumi gonfiabili da cartone animato affrontano le forze dell’ordine armate.
A Portland, in Oregon, un gruppo di manifestanti ha, recentemente, dato vita a un movimento chiamato Operation Inflation. Questo gruppo distribuisce costumi gonfiabili ai partecipanti delle proteste.
La loro idea è semplice. Quando le persone si vestono da animali o da personaggi dei cartoni, la manifestazione assume l’aspetto di una performance più che di uno scontro. In questo modo si protegge chi protesta pacificamente. Se scoppia la violenza, è evidente che non sono stati i manifestanti a iniziarla. L’immagine di agenti pesantemente armati che affrontano unicorni e rane è particolarmente potente.
In realtà, l’uso strategico dei costumi e dell’abbigliamento come forma di protesta ha una lunga storia.
Negli anni Sessanta, durante il movimento per i diritti civili, i manifestanti indossavano i loro abiti migliori per le marce e le manifestazioni. Altri, in diverse epoche, hanno usato le tute da lavoro per esprimere solidarietà con i contadini, oppure maschere e travestimenti durante i cortei contro la guerra. L’elenco è lungo e la tradizione risale al XIX secolo.
Oggi Operation Inflation ha iniziato a inviare i suoi costumi ai manifestanti di Chicago, Los Angeles, New York e di molte
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Amici, grazie per avermi ascoltato e per avermi permesso di condividere con voi queste riflessioni.
Operation Inflation dimostra che l’umorismo può essere uno strumento potente nella lotta per il cambiamento. Usare i costumi aiuta tutti a sentirsi più sicuri e più uniti.
Alla prossima puntata!
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