Andremo poi in Giappone, dove Sanae Takaichi è diventata la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro. Ci chiederemo se la sua ascesa, in un sistema ancora profondamente patriarcale, segni davvero una svolta storica.
Lasceremo in seguito l’Asia, per scoprire una città italiana molto peculiare: Palmanova, la “città stellata”. Nata come fortezza militare, oggi è un luogo che incarna l’armonia tra razionalità e bellezza.
Entreremo poi in un piccolo teatro di Montevideo. Un’opera attualmente in scena nella capitale uruguayana esplora il territorio della dittatura. Lo fa attraverso un legame intimo e doloroso: quello tra una nipote e suo nonno, un vecchio tiranno morente.
Torneremo infine in Italia, per parlare di Carmen Consoli. Dopo anni di silenzio, la cantautrice catanese è tornata, con un album che intreccia atmosfere mediterranee e ricerca spirituale. Un disco che è insieme rito, denuncia e dichiarazione d’amore.
La persistenza della crisi economica e gli scandali che di recente hanno sfiorato lui e sua sorella Karina non sono bastati ad affondare il suo progetto. Domenica 26 ottobre, la formazione politica del presidente argentino Javier Milei — La Libertad Avanza — ha incassato una sorprendente vittoria elettorale. Sorprendente perché non era mai successo, in questi decenni di democrazia, che alle elezioni di metà mandato vincesse il partito al governo.
E sorprendente pure perché La Libertad Avanza è stato il partito più votato anche nella popolosa provincia di Buenos Aires, dove alle elezioni locali dello scorso settembre la principale forza di opposizione — la coalizione peronista Fuerza Patria — aveva superato di 14 punti il partito di Milei.
“Gli argentini hanno dimostrato di non voler tornare al modello del fallimento, al modello dell’emissione monetaria e dell’inflazione, al modello dello
La storia di Sanae Takaichi è stata letta in questi giorni dalla stampa internazionale come un esempio di ascesa femminile in un mondo, quello della politica giapponese, ancora ferreamente patriarcale. E in effetti, lo scorso 21 ottobre, Takaichi si è assicurata un posto sui libri di storia: è la prima donna a diventare primo ministro del Giappone.
Ma la nuova premier brilla anche per un altro primato: è arrivata ai vertici del potere senza appartenere, per nascita, a nessun prestigioso clan politico. A differenza del suo mentore, l’ex premier Shinzo Abe, figlio di una potente dinastia politica, Takaichi viene da una famiglia comune: padre impiegato, madre poliziotta. Il suo è un successo costruito meticolosamente, passo dopo passo, con lavoro, impegno, determinazione.
Sanae Takaichi ha sempre sfidato il peso degli stereotipi: da ragazza suonava la batteria in una band heavy metal e correv
Nel cuore del Friuli Venezia Giulia, dove la pianura si apre come un respiro tra le Alpi e l’Adriatico, c’è un peculiare gioiello, una meraviglia che sembra uscita dalle pagine di un romanzo utopico. Palmanova, la “città stellata”, da lontano appare come un miraggio, una figura dalla geometria perfetta, tracciata sulla terra: una stella a nove punte, inscritta in un cerchio ideale. Ma dietro quell’armonia, dietro quella bellezza geometrica, si cela una storia più complessa: quella di un’antica lotta di potere.
Fondata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia, Palmanova nacque come una fortezza militare, un baluardo contro le minacce imperiali e ottomane. Non fu costruita per il piacere estetico, ma per necessità strategiche. Eppure, paradossalmente, la razionalità della sua struttura le ha conferito una grazia senza tempo. I veneziani vollero che ogni cosa obbedisse a un ordine rigoroso: nove
La storia a volte palpita nei silenzi delle famiglie. La nieta del dictador esplora l’eco di quei silenzi, che diventa nucleo narrativo, materia scenica. Una nipote torna, dopo tanti anni, nel suo paese natale. Entra nella stanza dove suo nonno —un vecchio tiranno malato, legato a una macchina che lo mantiene artificialmente in vita— respira a fatica, e si siede accanto a lui. Non ci sono proteste rabbiose nelle strade, né processi nei tribunali. Solo due generazioni a confronto. Un corpo che non vuole morire e una coscienza che si risveglia. Il dittatore, col suo odore nauseabondo, è l’emblema di un passato che contamina ancora il presente. La nipote non lo affronta con un discorso accusatorio, ma con domande, silenzi e piccoli giochi come riti catartici. Il peso della dittatura si condensa nello spazio domestico, in una scena intima che intreccia potere, crimine e affetto.
La nieta del
Carmen Consoli esplora la musica come si percorre un sentiero nel bosco: con piacere e curioso rispetto. Nata a Catania nel 1974, figlia della terra siciliana e del mare, ha trasformato la voce in uno strumento di racconto collettivo, e la chitarra in un corpo che respira con lei. Nella sua musica convivono la grazia e la rabbia, la poesia intimista e la denuncia politica. La fedeltà alle radici e uno sguardo puntato su nuovi orizzonti.
Con il suo nuovo progetto musicale, Amuri Luci, uscito lo scorso 3 ottobre, Carmen Consoli ci presenta il primo capitolo di una trilogia dedicata alle tre anime che la attraversano: le radici mediterranee, la fascinazione per il rock, l’universo dei cantautori. Amuri Luci esplora la polifonia della Sicilia, da sempre un crocevia di culture e sensibilità. È un disco che viaggia lontano dalle logiche commerciali, per regalarci un’esperienza intensa, avvolgen