27 anni e tre mesi. Questa la pena decisa dalla Prima Sezione della Corte Suprema brasiliana per Jair Bolsonaro. Lo scorso 11 settembre, l’ex presidente è stato condannato per il tentato golpe organizzato dopo la sconfitta elettorale del 2022. All’epoca, Bolsonaro si era ripresentato per un secondo mandato, venendo però sconfitto da Lula.
Secondo i giudici, Bolsonaro aveva complottato per impedire l’insediamento di Lula, arrivando a pianificarne l’incarcerazione e persino l’uccisione. A far fallire il golpe è stata però la contrarietà di alcuni settori dell’esercito. Così, il tentativo si è arenato con il fallito assalto ai palazzi istituzionali di Brasilia, l’8 gennaio 2023.
Quello dello scorso 11 settembre è un verdetto storico, per vari motivi. Quello di Bolsonaro non è stato il primo tentativo di colpo di Stato in Brasile, un Paese che da questo punto di vista ha una storia particolarmente travagliata. Ma è la prima volta che un politico, o un militare, viene condannato con una sentenza di questo tipo. Assieme a Bolsonaro, infatti, sono stati condannati altri sette imputati, tra cui diversi alti ufficiali.
Il verdetto della Corte Suprema è arrivato a maggioranza, con quattro vo
Con la morte di Robert Redford, se ne va una delle ultime leggende della Nuova Hollywood. Ovvero la generazione di Steve McQueen e Paul Newman, che sopravvive oggi in artisti come Dustin Hoffman e Clint Eastwood. Un nuovo modo di fare cinema dove il regista, nel processo creativo, contava più degli studios.
E pensando a quelle stelle, e ai loro film, il primo titolo che viene in mente è Butch Cassidy and the Sundance Kid, una pellicola che metteva insieme Newman e Redford, entrambi bellissimi e biondi. Due divi agli antipodi: Newman era un ribelle romantico, Redford è stato invece una figura più riservata, quasi schiva. Per decenni ha incarnato un’idea di cinema che mescolava serietà, passione e impegno, senza cedere ai capricci delle grandi star.
Redford è stato tutto nel cinema: attore, regista, produttore, mecenate. Lo abbiamo visto in commedie brillanti come A piedi nudi nel parco, in drammi come La mia Africa e nel cinema più impegnato. In Tutti gli uomini del Presidente, ad esempio, portò sul grande schermo lo scandalo Watergate, accanto a Dustin Hoffman. Dietro la macchina da presa, invece, ha esordito subito col botto, vincendo nel 1981 l'Oscar come miglior regista per Gente
Dal 15 settembre e fino al 14 novembre, in Italia si può fare domanda per ricevere un contributo economico destinato ad avviare un percorso di psicoterapia. Il contributo può arrivare fino a 1.500 euro a persona, e serve a coprire parte del costo delle sedute con psicologi o psicoterapeuti privati. È il cosiddetto “bonus psicologo”, una misura introdotta nel 2022 dopo la pandemia del Covid.
La cifra esatta del bonus dipende dal reddito familiare. Più è basso il reddito, più alto sarà il bonus. Il massimo è di 50 euro per ogni seduta, e si può usare solo con specialisti che aderiscono all’iniziativa. L’iniziativa, tuttavia, deve fare i conti con un limite importante: i fondi erogati dal governo sono limitati, perciò le domande saranno accolte in ordine di arrivo. In altre parole, chi arriva tardi… resta fuori.
Eppure ci sarebbe molto bisogno di questo tipo di sostegno. Secondo i dati ufficiali, infatti, in Italia circa una persona su cinque ha avuto almeno una volta problemi di ansia, depressione o altri disturbi psicologici. Durante la pandemia, quasi il 40% della popolazione ha detto di aver vissuto momenti di forte disagio emotivo.
E il problema è aumentato ulteriormente dopo il Co
Il 3 settembre, come ogni anno, tra le strade strette di Viterbo si è vista sfilare una processione di migliaia di persone. Ma la principale attrazione non è stata la folla, bensì un’imponente torre di 33 metri trasportata da cento uomini, detti “facchini”, che si sono caricati oltre 50 quintali sulle spalle. La torre, illuminata da fiaccole e luci elettriche, è la cosiddetta “macchina di Santa Rosa”, dedicata alla patrona della città.
Quella di Viterbo è solo una delle grandi “feste con macchine a spalla” che si celebrano in Italia, una tradizione che dal 2013 fa parte del patrimonio UNESCO. Le cosiddette “macchine a spalla” sono imponenti costruzioni votive, alte spesso più di 20 o 30 metri, realizzate in legno, metallo, cartapesta o altri materiali, e trasportate a spalla durante le processioni religiose da decine o centinaia di persone.
Fa parte di questa tradizione anche la Festa dei Gigli, che si svolge a Nola, in Campania. Al posto di una torre, in questo caso, ci sono otto obelischi, alti 25 metri e pesanti oltre una tonnellata. A trasportarli per il centro a suon di musica ci pensano i “cullatori”, suddivisi in squadre da 120 uomini ciascuna. Ogni obelisco rappresenta un’
“Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.” Iniziava così il Manifesto del Futurismo, pubblicato nel 1909 dal poeta Filippo Tommaso Marinetti. Con quel manifesto prendeva vita la più celebre avanguardia italiana, ispirata dal dinamismo del nuovo secolo, da una fiducia cieca nel progresso e dalla voglia di rompere con il passato. “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”, scrisse Marinetti nel Manifesto.
Non sorprende che, a distanza di oltre un secolo, proprio il cinema, arte regina del Novecento, si confronti con quell’estetica radicale. Ci hanno pensato Giordano Bruno Guerri e Massimo Spano, che dal 15 al 17 settembre hanno portato nelle sale italiane il documentario Caffeina del mondo. Una pellicola che alterna materiali d’archivio, scene recitate con attori, interviste a storici e interventi dello stesso Guerri.
Riprendono così vita i protagonisti di quel fermento artistico: Marinetti, ma anche lo scultore Umberto Boccioni o la pittrice Adriana Bisi Fabbri. Un gruppo di personaggi storici che ci ricorda come quell’avanguardia fosse varia.
E proprio su queste contraddi