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17 September 2025

Episode #514

10 September 2025

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27 August 2025

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 20 agosto 2025. Io sono Mario, insieme a voi per parlare dei principali fatti di cronaca internazionale e italiana. Partiamo da Ginevra, in Svizzera, dove la scorsa settimana si è conclusa la Conferenza delle Nazioni Unite sull’inquinamento da plastica. Un appuntamento su cui c’erano grandi aspettative, ma che purtroppo si è concluso con un nulla di fatto. Scopriamo insieme perché.

Il fallimento della Conferenza delle Nazioni Unite sulla plastica

20 August 2025
Il fallimento della Conferenza delle Nazioni Unite sulla plastica
AlessandroZocc / Shutterstock

Dal 5 al 14 agosto, Ginevra ha ospitato un summit cruciale: una conferenza delle Nazioni Unite che si proponeva l’ambizioso obiettivo di approvare un trattato internazionale contro l’inquinamento da plastica.

I numeri raccontano infatti un’emergenza che sfugge facilmente ai radar dell’opinione pubblica. Dal 1950 a oggi, la produzione di plastica è aumentata a dismisura. Nel 2022, per esempio, nel mondo sono stati prodotti 475 milioni di tonnellate di plastica, perlopiù usa e getta. Poiché appena il 10% della plastica prodotta viene riciclato, l’ambiente, dai mari alle montagne, è invaso da resti che si degradano in frammenti sempre più piccoli, noti come “microplastiche”. Un costante pericolo per l’ambiente, ma anche per noi. Le microplastiche possono infatti finire nell’organismo umano, con effetti nocivi per la salute.

Sul tavolo delle trattative alla Conferenza di Ginevra sono perciò f

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Dalla crisi della plastica, passiamo ora a una crisi che investe la Cina. Il gigante asiatico, da anni, si trova a fronteggiare un forte calo delle nascite, tanto che il governo centrale sta cercando di correre ai ripari.

La crisi demografica della Cina

20 August 2025
La crisi demografica della Cina
Blanscape / Shutterstock

C’è un avversario che l’economia cinese non riesce a battere. A gennaio 2025, infatti, il Paese registrava, per il terzo anno di fila, un forte calo demografico. Nel gigante asiatico, si fanno pochi figli, e il tasso di natalità si attesta su livelli storicamente bassi. È vero che il 2024 ha fatto registrare un lieve aumento, ma un elevato numero di decessi ha reso comunque negativo il saldo complessivo.

Un recente studio della società di consulenza economica Oxford Economics parla chiaro: la crisi demografica della Cina potrebbe avere ripercussioni sul prodotto interno lordo, che da qui al 2050 potrebbe dimezzarsi. La bassa natalità incide sulla forza lavoro disponibile, ma anche sui conti pubblici. La popolazione, complessivamente, invecchia. Aumentano quindi i pensionati da sostenere in rapporto agli occupati.

Secondo le Nazioni Unite, nei prossimi trent’anni la popolazione cinese potre

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Passiamo ora all’Italia, con una polemica estiva che ha visto il ministro della Sanità Orazio Schillaci contrapposto a parte della comunità medica italiana. Il motivo? Le nuove nomine per il Comitato tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni. Due dei profili nominati da Schillaci, infatti, sono noti per le loro posizioni anti-vaccini.

Due “no-vax” al ministero della Salute

20 August 2025
Due “no-vax” al ministero della Salute
DELBO ANDREA / Shutterstock

Che cosa ci fanno due no-vax nel gruppo di esperti che, al ministero della Salute, decide sui vaccini? La domanda ha infiammato nei giorni scorsi il già bollente agosto italiano.

Il ministero della Salute, infatti, ha rinnovato lo scorso 5 agosto il Comitato tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni. Il comitato è un organismo indipendente che fornisce pareri sulle politiche vaccinali. È in contatto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con analoghi comitati dei Paesi che fanno parte dell’Unione europea. Insomma, è la voce “tecnica” della comunità scientifica. Una voce che il Ministero ascolta prima di decidere le sue politiche sanitarie.

Tra i nomi scelti dal ministro Schillaci, figurano Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. Entrambi hanno avuto in passato posizioni scettiche o apertamente contrarie su diversi vaccini, in particolare quelli pediatrici e anti-Covid. Serravall

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Prima di internet, il fotogiornalismo, in tutto il mondo, è stato uno dei pilastri del racconto per immagini. In Italia, uno dei nomi più importanti in questo campo è stato quello di Gianni Berengo Gardin, scomparso lo scorso 6 agosto. Vorrei quindi dedicargli un omaggio, raccontandovi chi era, e perché è stato così importante.

Gianni Berengo Gardin, il maestro del fotoreportage

20 August 2025

Gianni Berengo Gardin aveva le idee molto chiare sull’uso di Photoshop nel fotoreportage. “Andrebbe abolito per legge”, diceva. Proprio per questo, negli ultimi dieci anni, aveva insistito per far apporre una sorta di sigillo di qualità sulle sue immagini: “vera fotografia, non modificata né inventata con Photoshop”.

Era un purista della fotografia, Berengo Gardin, e come tale non ammetteva mezze misure. L’idea di ritoccare uno scatto che racconta la realtà gli sembrava un’eresia. La sua era una vera e propria deontologia, ma anche una visione poetica di cosa deve essere il racconto per immagini.

L’altro pilastro della sua visione era il bianco e nero. Era nato nel 1930, e si era quindi formato attraverso il cinema e le foto di quell’epoca. Il colore era qualcosa di lontano dal suo sguardo e dalla sua sensibilità mentre teneva tra le mani la fedele Leica, la sua macchina fotografica predi

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Chiudiamo la nostra puntata di oggi commentando una ricerca pubblicata dalla rivista Scientific Reports. Un gruppo di ricercatori ha ricostruito le abitudini alimentari dell’antica Pompei, rivelando una società dalle tecniche agricole molto varie ed elaborate.

Come si mangiava nell’antica Pompei

20 August 2025
Come si mangiava nell’antica Pompei
Stoniko / Shutterstock

Nel 79 dopo Cristo un’eruzione del Vesuvio distruggeva la città di Pompei, sommergendola con una colata lavica. A circa 2000 anni di distanza da quella catastrofe, Pompei è oggi uno dei siti archeologici più interessanti d’Europa. Non solo per l’alone di leggenda che circonda la sua tragica fine, ma anche per la varietà di reperti arrivati a noi, oggetti che permettono di ricostruire lo stile di vita di quell’epoca. Tra i reperti che l’eruzione ha conservato in modo straordinario ci sono diversi resti organici, come ossa, o semi. Resti che di recente sono stati al centro di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con università italiane e internazionali.

Lo studio ha analizzato isotopi stabili di carbonio e azoto, una sorta di impronta chimica presente nei resti vegetali e animali. Una tecnica che, a partire da

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