Dal 5 al 14 agosto, Ginevra ha ospitato un summit cruciale: una conferenza delle Nazioni Unite che si proponeva l’ambizioso obiettivo di approvare un trattato internazionale contro l’inquinamento da plastica.
I numeri raccontano infatti un’emergenza che sfugge facilmente ai radar dell’opinione pubblica. Dal 1950 a oggi, la produzione di plastica è aumentata a dismisura. Nel 2022, per esempio, nel mondo sono stati prodotti 475 milioni di tonnellate di plastica, perlopiù usa e getta. Poiché appena il 10% della plastica prodotta viene riciclato, l’ambiente, dai mari alle montagne, è invaso da resti che si degradano in frammenti sempre più piccoli, noti come “microplastiche”. Un costante pericolo per l’ambiente, ma anche per noi. Le microplastiche possono infatti finire nell’organismo umano, con effetti nocivi per la salute.
Sul tavolo delle trattative alla Conferenza di Ginevra sono perciò f
C’è un avversario che l’economia cinese non riesce a battere. A gennaio 2025, infatti, il Paese registrava, per il terzo anno di fila, un forte calo demografico. Nel gigante asiatico, si fanno pochi figli, e il tasso di natalità si attesta su livelli storicamente bassi. È vero che il 2024 ha fatto registrare un lieve aumento, ma un elevato numero di decessi ha reso comunque negativo il saldo complessivo.
Un recente studio della società di consulenza economica Oxford Economics parla chiaro: la crisi demografica della Cina potrebbe avere ripercussioni sul prodotto interno lordo, che da qui al 2050 potrebbe dimezzarsi. La bassa natalità incide sulla forza lavoro disponibile, ma anche sui conti pubblici. La popolazione, complessivamente, invecchia. Aumentano quindi i pensionati da sostenere in rapporto agli occupati.
Secondo le Nazioni Unite, nei prossimi trent’anni la popolazione cinese potre
Che cosa ci fanno due no-vax nel gruppo di esperti che, al ministero della Salute, decide sui vaccini? La domanda ha infiammato nei giorni scorsi il già bollente agosto italiano.
Il ministero della Salute, infatti, ha rinnovato lo scorso 5 agosto il Comitato tecnico consultivo nazionale sulle vaccinazioni. Il comitato è un organismo indipendente che fornisce pareri sulle politiche vaccinali. È in contatto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità e con analoghi comitati dei Paesi che fanno parte dell’Unione europea. Insomma, è la voce “tecnica” della comunità scientifica. Una voce che il Ministero ascolta prima di decidere le sue politiche sanitarie.
Tra i nomi scelti dal ministro Schillaci, figurano Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite. Entrambi hanno avuto in passato posizioni scettiche o apertamente contrarie su diversi vaccini, in particolare quelli pediatrici e anti-Covid. Serravall
Gianni Berengo Gardin aveva le idee molto chiare sull’uso di Photoshop nel fotoreportage. “Andrebbe abolito per legge”, diceva. Proprio per questo, negli ultimi dieci anni, aveva insistito per far apporre una sorta di sigillo di qualità sulle sue immagini: “vera fotografia, non modificata né inventata con Photoshop”.
Era un purista della fotografia, Berengo Gardin, e come tale non ammetteva mezze misure. L’idea di ritoccare uno scatto che racconta la realtà gli sembrava un’eresia. La sua era una vera e propria deontologia, ma anche una visione poetica di cosa deve essere il racconto per immagini.
L’altro pilastro della sua visione era il bianco e nero. Era nato nel 1930, e si era quindi formato attraverso il cinema e le foto di quell’epoca. Il colore era qualcosa di lontano dal suo sguardo e dalla sua sensibilità mentre teneva tra le mani la fedele Leica, la sua macchina fotografica predi
Nel 79 dopo Cristo un’eruzione del Vesuvio distruggeva la città di Pompei, sommergendola con una colata lavica. A circa 2000 anni di distanza da quella catastrofe, Pompei è oggi uno dei siti archeologici più interessanti d’Europa. Non solo per l’alone di leggenda che circonda la sua tragica fine, ma anche per la varietà di reperti arrivati a noi, oggetti che permettono di ricostruire lo stile di vita di quell’epoca. Tra i reperti che l’eruzione ha conservato in modo straordinario ci sono diversi resti organici, come ossa, o semi. Resti che di recente sono stati al centro di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dal Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con università italiane e internazionali.
Lo studio ha analizzato isotopi stabili di carbonio e azoto, una sorta di impronta chimica presente nei resti vegetali e animali. Una tecnica che, a partire da