Ricca di idrocarburi e situata in una posizione strategica al centro del Mediterraneo, la Libia fa gola a molti. Il paese è debole, sempre sull’orlo di una nuova guerra civile.
Per capire la Libia di oggi, è necessario ricordare il crollo del regime di Mu‘ammar Gheddafi, il colonnello che, nel 1969, guidò il golpe militare che pose fine alla monarchia del re Idris I. Gheddafi aveva poi governato la Libia con pugno di ferro fino al 2011, l’anno in cui, sull’onda della Primavera araba, dopo un’insurrezione popolare, il paese era scivolato in una feroce guerra civile.
Dal 2014 la Libia è spaccata in due, con due governi contrapposti che si contendono la legittimità politica e il controllo del territorio. A Tripoli, nella parte occidentale del paese, ha sede il Governo di Unità Nazionale, riconosciuto dall’ONU e guidato da Abdul Dbeibeh. Nell’est del paese, a Tobruk, opera un governo rivale, n
Nelle ultime settimane, la polemica era cresciuta, giorno dopo giorno. Alla radice della protesta: una petizione, firmata da oltre 700 personalità. Figure di spicco, tra cui diversi premi Nobel e intellettuali di fama. Come Oleksandra Matviichuk direttrice dell’organizzazione non-profit Center for Civil Liberties e premio Nobel per la pace 2022. O come gli scrittori Herta Müller, Jonathan Littell e Mikhail Shishkin, il coreografo Alexei Ratmansky, del New York Ballet, e la storica Anna Foa. A coordinare l’appello, era stato il ramo italiano dell’associazione russa Memorial, attiva nel campo della difesa dei diritti umani e della commemorazione delle vittime della repressione politica nell’Unione Sovietica e nella Russia contemporanea.
Tutti chiedevano a gran voce la stessa cosa: l’annullamento del concerto del direttore d’orchestra russo Valerij Gergiev, in programma alla Reggia di Casert
Dire che viviamo nell’epoca del Big Brother orwelliano suona come una banalità. Lo sappiamo: mille telecamere ci osservano attente mentre camminiamo lungo i marciapiedi delle nostre città, mentre entriamo e usciamo da edifici pubblici e privati. Mentre facciamo la spesa al supermercato. Persino mentre pranziamo e ceniamo nei nostri ristoranti preferiti. Ormai è impossibile andare a un evento senza essere fotografati e filmati. Costantemente. Una conferenza, l’inaugurazione di una mostra, la presentazione di un libro, un concerto, una festa. Musei, gallerie d’arte, librerie, negozi di mobili… persino i nostri amici… tutti, tutti ormai, sembrano ossessionati dal desiderio, o dalla necessità, di costruire uno spettacolo online quotidiano. Noi — comparse o protagonisti più o meno compiacenti in questo avido mondo autoreferenziale — diveniamo parte di un contenuto. Di una narrazione concepita
Quando pensiamo a Michelangelo Merisi, meglio conosciuto col nome di Caravaggio, ci vengono in mente grandi tele dall’eloquenza imponente. Scene ispirate al Vangelo o alla narrazione biblica, intrise di realismo drammatico, accese da un uso magistrale di luci e ombre. La Deposizione, la cena di Emmaus, Giuditta e Oloferne, Davide e Golia…
Eppure è per un quadro di piccole dimensioni — una scena domestica a metà strada tra il ritratto e la natura morta — se nelle ultime settimane si è parlato con insistenza di Caravaggio.
Il dipinto, appartenente alla fase giovanile del pittore, raffigura un ragazzo intento a sbucciare un frutto con un piccolo coltello affilato. Oltre che per l’impeccabile realismo della scena, Caravaggio ci sorprende con la sua sensibilità introspettiva. Il protagonista del suo dipinto indossa una camicia dalle maniche voluminose, aperta sul petto. Il suo sguardo è assort
L’altro giorno, mentre leggevo un articolo del Sole 24 Ore sulle prospettive commerciali del vino italiano nell’ambiente ostile dei dazi trumpiani, mi sono tornate in mente alcune scene del film Perfetti Sconosciuti, uno dei film italiani più famosi dello scorso decennio. Le scene in questione — l’avrete indovinato — girano attorno al vino. Un vino biodinamico, per l’esattezza. Cosimo e Bianca, una delle coppie invitate alla cena che farà da fulcro alla narrazione, stanno portando in dono una bottiglia di vino biodinamico. Ne parlano, mentre sono in macchina, con quel misto di orgoglio e curiosità divertita che si dedica ai prodotti di nicchia, alle novità. Questa breve anticipazione prepara il terreno per la seconda scena, ben più pregnante. Una volta a casa di Eva e Rocco, la coppia che ha organizzato la cena, Cosimo presenta il vino agli amici. Qui la discussione si accende. Eva e Roc