Oltre 200.000 persone hanno sfilato per le strade di Budapest, lo scorso 28 giugno. Quello promosso da Gergely Karácsony, sindaco della capitale ungherese, non è stato un Pride come tutti gli altri. Di fatto, lo possiamo considerare un vero e proprio atto di disobbedienza civile di massa.
A marzo, infatti, il Parlamento ungherese aveva approvato una legge volta a vietare eventi pubblici che – e cito testualmente — “espongono i minori a contenuti legati al sesso di nascita, al cambiamento di sesso o all’orientamento sessuale”. Una formula vaga che concede ampio potere discrezionale alle autorità e che è stata usata inizialmente per cercare di vietare il Budapest Pride. La polizia aveva persino minacciato l’uso del riconoscimento facciale per identificare eventuali trasgressori.
Nonostante il divieto e le intimidazioni, una folla di manifestanti si è data appuntamento a Budapest, per sfidare apertamente il potere del primo ministro Viktor Orbán e del suo partito, Fidesz. Gergely Karácsony ha aggirato i divieti con un escamotage legale, definendo il Pride come un semplice “evento municipale”, e al contempo chiamando a raccolta tutte le persone interessate a tutelare le libertà civili
Steven Spielberg aveva meno di 30 anni e due film alle spalle quando girò Lo squalo. Un adattamento di un romanzo ormai passato in secondo piano, e che attraverso il predatore marino raccontava, in modo allegorico, la crisi dell’America di Nixon.
Il film, girato sull’isola di Martha’s Vineyard, si distanziava molto dalle atmosfere del libro, pescando a piene mani nel mondo dei b-movie, in quelle narrazioni in cui una creatura mostruosa terrorizza una comunità. Solo che, invece di un alieno o una creatura sovrannaturale, la minaccia in questione era uno squalo. E, a differenza della maggior parte dei b-movie, Lo squalo fu un tale successo commerciale da cambiare per sempre la storia del cinema, e quella del suo regista.
Uscito il 20 giugno del 1975 con una notevole campagna di lancio, il film inaugurò una ricetta vincente per programmare nelle sale campioni di incassi estivi, rivoluzionando le strategie di distribuzione cinematografica. Lo squalo è il film che ha fatto capire ai grandi studi di Hollywood come coniugare grande distribuzione, campagne promozionali e merchandising.
Grazie a quel successo, Spielberg ottenne la fama e la libertà necessarie per potersi dedicare a film pi
Settimana lavorativa corta… o lunga? A differenza del caffè, che di solito gli italiani bevono “espresso”, la settimana lavorativa, nel nostro Paese, tende a essere lunga: 40 ore settimanali, spalmate su 5 giorni. Con l’eccezione di sperimentazioni o progetti pilota, in Italia manca una cultura condivisa che coniughi produttività e benessere personale. La paura sottesa è che il fatto di far lavorare gli italiani quattro giorni possa poi creare un esercito di fannulloni.
A fine giugno, tuttavia, si è tornati a parlare di settimana corta, ma non nel senso in cui magari sperano milioni di lavoratori. Il governo ha infatti proposto che, alla Camera dei Deputati, i lavori d’aula si svolgano fino a giovedì. Niente sedute per il venerdì, dunque, salvo casi eccezionali. Il motivo ufficiale addotto è la difficoltà di garantire la presenza di un membro dell'esecutivo il venerdì, per rispondere a interpellanze e per altre attività di rito dei lavori parlamentari.
La proposta ha subito acceso le polemiche: settimana corta… sì, ma solo per i parlamentari? Tutto ciò ha alimentato lo stereotipo che dipinge i parlamentari italiani come pagati molto… per fare poco.
C’è poi un tempismo infelice, che s
In Italia l’autunno vedrà l’inizio del nuovo anno accademico, e per allora alcuni atenei dovranno correre ai ripari. Si prevedono infatti immatricolazioni record per le facoltà di Medicina, e questo impatterà sulle università più appetibili, come La Sapienza, a Roma, o le Università di Bologna, Pisa e Padova.
Le ragioni di questi numeri al rialzo non vanno cercate però in un rinnovato amore delle nuove generazioni per la Medicina, quanto in una riforma, approvata lo scorso marzo. La riforma in questione elimina il tradizionale test d’ingresso per le facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, sostituendolo con un semestre iniziale ad accesso libero. Solo gli studenti che supereranno determinati esami e acquisiranno i crediti formativi richiesti potranno accedere al secondo semestre. Molti iscritti, purtroppo, non supereranno la selezione e dovranno abbandonare i corsi, optando per altre facoltà. Il problema, quindi, è che il test è stato spostato alla fine del primo semestre, che è diventato così un “semestre filtro”.
Il ministero dell’Università ha comunque ordinato alle facoltà di aumentare i posti del 10%. Ma questo aumento, previsto per settembre, rischia di trasformarsi i
Situato tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige, il Lago di Garda è il più grande tra i laghi italiani, un tempo meta ideale per famiglie in cerca di quiete. Oggi, non più. Negli ultimi anni, infatti, il turismo ha cambiato il volto del celebre lago, facendone una destinazione sempre più esclusiva. Resort di lusso, suite con piscine private, spa e terrazze panoramiche si moltiplicano lungo le sue sponde, attirando visitatori disposti a spendere diverse migliaia di euro a notte per un soggiorno esclusivo. A trainare il fenomeno sono soprattutto i turisti stranieri: tedeschi in testa, seguiti da inglesi ed europei del nord.
Invece di puntare sulle masse che sciamano durante la stagione turistica, l’economia locale ha puntato su una clientela più esigua, ma con un’elevata capacità di spesa. Grazie a questa strategia, una città come Brescia risulta tra le province più amate dagli stranieri, proprio grazie al Lago di Garda.
Ma dietro questo scenario scintillante, si nasconde una realtà amara per chi, sul Garda, vive tutto l’anno, o almeno prova a farlo. Come evidenziato di recente da un servizio della trasmissione televisiva Far West, i residenti denunciano un progressivo svuotame