In Ungheria, il sistema di Viktor Orbán, da oltre un decennio saldo al potere, mostra crepe sempre più evidenti. Uno scenario impensabile fino a un paio di anni fa. Nel 2022, infatti, il partito del primo ministro, Fidesz, aveva sbaragliato Uniti per l’Ungheria, la coalizione creata per provare a fermarlo. Dopo la sconfitta, la coalizione si è disintegrata sotto il peso delle tante divisioni interne, rivelandosi “unita” più di nome che di fatto.
Nulla sembrava quindi più in grado di opporsi all’egemonia di Orbán e dei suoi fedeli, ma proprio in questo scenario è emerso un nuovo personaggio, diventato in breve tempo l’anti-Orbán. Si tratta di Péter Magyar. Secondo gli ultimi sondaggi, la formazione di Magyar — TISZA - Partito del Rispetto e della Libertà — è avanti di quindici punti rispetto a Fidesz.
L’ironia della sorte vuole che Magyar, avvocato ed ex dirigente ministeriale, sia stato anche sposato con una figura vicina al partito di governo. Insomma, un curriculum da membro dell’establishment. Poi, però, con una svolta, nel febbraio del 2024, Magyar ha cominciato a presentarsi come un paladino anti-sistema. La sua metamorfosi è iniziata con un durissimo post su Facebook in cui si
Al confine tra Corea del Sud e Corea del Nord sembra arrivato il momento di far regnare il silenzio, e non per modo di dire. Il nuovo presidente, Lee Jae-myung, insediatosi da poco alla guida del Paese, ha infatti deciso di spegnere gli altoparlanti che, da quasi un anno, trasmettevano musica pop, notiziari e messaggi anti-regime verso la Corea del Nord.
La decisione di Lee Jae-myung segna un netto cambio di rotta rispetto al recente passato. Lo scorso luglio, il governo sudcoreano aveva riattivato la cosiddetta “guerra psicologica”, con casse acustiche piazzate lungo la zona demilitarizzata, in risposta a una provocazione a dir poco bizzarra da parte di Pyongyang: palloni aerostatici carichi di spazzatura lanciati oltre il confine.
Per l’occasione, il governo sudcoreano, all’epoca guidato dal conservatore Yoon Suk Yeol aveva risposto alle provocazioni nordcoreane a modo suo: con altoparlanti che diffondevano ad alto volume il meglio del K-pop e messaggi che esaltavano lo stile di vita sudcoreano. Tra i due Paesi certi “scambi di cortesie” non sono una novità, e la tensione è sempre alta. Ma secondo il New York Times, con Yoon Suk Yeol, i rapporti avevano toccato il punto più basso,
“Questo matrimonio non s’ha da fare”, diceva un personaggio dei Promessi sposi, il celebre romanzo storico di Alessandro Manzoni, ambientato a Milano durante la dominazione spagnola, tra il 1628 e il 1630. La frase in questione era pronunciata dallo sgherro di un ricco signorotto locale, Don Rodrigo, per minacciare un sacerdote, don Abbondio. Don Rodrigo si era infatti invaghito di una donna del posto, la tessitrice Lucia, promessa a Renzo, un giovane contadino e filatore di seta. E don Abbondio avrebbe dovuto celebrare le nozze.
Circa quattro secoli dopo, siamo ancora in Italia, a parlare di un matrimonio che “non s’ha da fare”, ma per motivi diversi. E stavolta lo sposo è il ricco signorotto. Anzi, è uno degli uomini più ricchi del pianeta: Jeff Bezos, che vorrebbe sposare la giornalista e pilota Lauren Sánchez, a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore. Un vero e proprio mega-evento internazionale, inizialmente previsto dal 24 al 26 giugno.
L’inizio delle celebrazioni è stato però spostato di due giorni, a causa di un comitato sorto proprio in opposizione al matrimonio. “No Space for Bezos”, questo il nome del gruppo di attivisti: non c’è spazio per Bezos. L’idea che un magna
Italia, addio. A voler lasciare il Bel Paese sarebbe Carrefour, la famosa catena di supermercati francese. Il condizionale è d’obbligo, poiché la notizia non è ancora ufficiale. Le speculazioni, nate in Germania e alimentate dalla stampa italiana, suggeriscono che Carrefour sia in trattativa con aziende come Lidl ed Esselunga. Contattate dal Sole 24 Ore, queste ultime, tuttavia, hanno mantenuto un diplomatico "no comment".
Alcuni dati economici aiutano a capire le cause del possibile addio. I risultati di Carrefour in Italia, infatti, sono da anni al di sotto delle aspettative, con perdite consistenti e una quota di mercato stagnante. In epoca pandemica, nel 2022, Carrefour aveva lanciato un ambizioso piano strategico che mirava a raggiungere la leadership nella grande distribuzione alimentare entro il 2026. Un’ambizione che però non ha ottenuto i risultati sperati, tanto che nel 2024 Carrefour ha registrato un calo nelle vendite, segnando quasi 800 milioni di perdite. Colpa anche della concorrenza, dove marchi come Esselunga, Conad e Coop possono contare su un maggiore radicamento nel territorio.
Oltre ai numeri, a rendere plausibili le indiscrezioni, ci sono anche segnali concreti
La Regione Calabria ha numeri allarmanti quando si parla di disagio giovanile. Prima in Italia per casi di cyberbullismo tra gli adolescenti, negli ultimi anni, ha visto aumentare in quella fascia di età anche i casi di depressione maggiore.
Nasce dalla consapevolezza di questa difficile realtà il progetto Discutiamone insieme, un’iniziativa che prevede, con l’inizio del prossimo anno scolastico, la presenza di uno psicologo nelle scuole. Dal prossimo settembre, 285 istituti, tra scuole medie e superiori, saranno affiancati da 43 psicologi, assunti per fornire consulenza e sostegno agli adolescenti. L’obiettivo è chiaro: affrontare il disagio giovanile fin dalle sue prime manifestazioni, dove può essere più facilmente arginato.
Il progetto è stato fortemente voluto dall’amministrazione regionale, che lo ha presentato ufficialmente lo scorso 9 giugno. Per l’occasione, era presente anche l’europarlamentare Giusi Princi, che, da vicepresidente della Regione, ha contribuito attivamente all’ideazione del progetto. Parlando con la stampa, Princi ha fatto notare come, in passato, ci siano state singole sperimentazioni nelle scuole calabresi, o progetti simili in altre regioni, come il Piemo