“Lo facciamo per dare lavoro e opportunità, oggi, e per lasciare alle generazioni future un’eredità concreta: un’Italia più connessa, più competitiva, più coesa. Il Ponte sarà un simbolo ingegneristico di rilevanza globale, una dimostrazione della forza di volontà e della competenza tecnica dell’Italia”.
Con queste parole trionfali, lo scorso 6 agosto, a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in compagnia del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato una notizia potenzialmente storica: il CIPESS — il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile — ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. Un investimento, per ora, da 13,5 miliardi di euro.
Nel corso del suo intervento, la premier ha definito il ponte “un’opera strategica per lo sviluppo” di tutto il paese, “frutto di
Mi chiedo se Ulf Kristersson immaginasse che la sua confessione avrebbe generato tanto clamore. “Confessione”, in realtà, non è la parola giusta. In un’intervista al quotidiano finanziario Dagens Industri, lo scorso 3 agosto, il primo ministro svedese è sembrato estremamente a suo agio nell’ammettere di usare spesso l’intelligenza artificiale nello svolgimento di compiti relativi alla sua professione. Davvero non immaginava che le sue parole avrebbero innescato una vivace polemica in Svezia e all’estero?
Nel corso dell'intervista, Kristersson, ha detto, con disinvoltura, di usare abitualmente strumenti di intelligenza artificiale, come ChatGPT e il servizio francese LeChat, per ottenere una “seconda opinione”, esplorare punti di vista alternativi e confrontare le politiche svedesi con quelle di altri paesi. Kristersson ha inoltre detto che l’uso di chatbot di intelligenza artificiale gene
Il dottor Giancarlo, il mio oculista, è un chiacchierone. Ogni volta che ci vediamo, dopo i controlli di rito agli occhi, si abbandona a lunghe riflessioni, veri e propri voli pindarici, sugli argomenti più disparati. Inizia, normalmente, commentando i risultati di qualche studio medico, e poi finisce a parlare dei suoi viaggi di lavoro, della sua famiglia, del suo cane… persino della sua barca a vela. A volte, lo confesso, in quel labirinto di parole, io mi perdo. Ricordo, però, una conversazione, all’epoca del Covid, oggettivamente molto interessante. Il dottore mi parlava dei benefici dell’attività fisica, e del movimento in generale, per il cervello.
Quelle parole mi sono tornate in mente, qualche giorno fa, mentre leggevo un testo pubblicato da Will Media.
Will citava un articolo pubblicato nell’aprile del 2009 sulla rivista accademica Neuroscience. Il testo, intitolato The effect of
All’attore romano Alessandro Gassmann, figlio del celebre Vittorio, piace farsi portavoce dell’indignazione popolare. Gassmann, che, oltre che alle arti sceniche, si dedica con passione all’attivismo ambientale, all’epoca del Covid aveva criticato sui social le feste clandestine che si organizzavano nei palazzi romani in barba ai lockdown governativi. Quest’anno, ha deciso di puntare i riflettori su un altro problema: quello dei costi proibitivi di molti stabilimenti balneari italiani. Lettini, ombrelloni, cibo e bevande… tutto a prezzi esorbitanti. Una situazione che costringe molte persone a rinunciare a passare qualche giorno di meritato riposo in riva al mare. “Cari amici gestori di stabilimenti balneari, leggo che la stagione non sta andando bene. Secondo voi, perché? Forse avete un po’ esagerato con i prezzi?”, ha scritto l’attore sul suo profilo Instagram.
La stagione balneare è lo