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23 April 2025

Episode #493

16 April 2025

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9 April 2025

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26 February 2025

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 26 marzo 2025. Io sono Mario, insieme a voi per commentare la cronaca internazionale e italiana. Apriamo la puntata di oggi con l’arresto di Rodrigo Duterte, ex presidente delle Filippine. Su di lui pendeva un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale, e questo rende il suo arresto un avvenimento di grande importanza.

L’arresto dell’ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte

26 March 2025
L’arresto dell’ex presidente delle Filippine Rodrigo Duterte
Simon Roughneen / Shutterstock

Da Davao all’Aia, dalle Filippine all’Olanda. Sono queste le coordinate geografiche della carriera politica di Rodrigo Duterte, l’ex presidente delle Filippine, arrestato lo scorso 11 marzo nella capitale, Manila. Su di lui pendeva un mandato di cattura della Corte Penale Internazionale. L’accusa è di crimini contro l’umanità.

Come sindaco di Davao, nel 1998, Duterte aveva creato un vero e proprio sistema di torture ed esecuzioni extragiudiziarie, portato avanti da squadroni della morte a lui fedeli.

Una volta divenuto presidente, nel 2016 e fino al 2022, Duterte aveva ampliato quel sistema, estendendolo a tutto il Paese. La campagna prese il nome di “guerra alla droga”. Difficile stimare il numero delle vittime: secondo la Corte, sarebbero decine di migliaia i morti, perlopiù persone povere residenti nelle aree urbane. “Danni collaterali”, secondo le logiche di quella guerra. Secondo la

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Ci spostiamo ora in Ungheria, dove il partito del primo ministro Viktor Orbán ha vietato le marce del Pride. Una decisione molto contestata, che arriva in una fase in cui montano le proteste contro lo stesso Orbán.

L’Ungheria vieta le marce del Pride

26 March 2025
L’Ungheria vieta le marce del Pride
Zoltan Galantai / Shutterstock

Nel Parlamento ungherese, lo scorso 18 marzo sono arrivati persino i fumogeni. A usarli, non sono stati un gruppo di tifosi scalmanati, o le forze dell’ordine, ma i deputati dell’opposizione. Un gesto inconsueto, ma deciso, per protestare contro una legge appena approvata, che vieta in Ungheria le marce del Pride.

La protesta dei pochi deputati contrari alla legge ha fatto eco a quella che si è svolta per le vie del centro di Budapest: un gruppo di manifestanti ha infatti bloccato l’iconico Ponte Margherita, reclamando il diritto di assemblea pacifica.

La nuova legge va a modificare il diritto di riunione, inserendosi nella scia di una legge approvata dal Parlamento ungherese nel 2o21. La normativa in questione, ufficialmente intitolata “Legge sulla protezione dei bambini”, ha introdotto restrizioni sulla rappresentazione dell'omosessualità e del cambio di genere nei contenuti comunicativ

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Tra gli alleati europei di Viktor Orbán, un posto di primo piano spetta a Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio italiana. Meloni condivide con Orbán una retorica nazionalista e il richiamo alle tradizioni, ma anche qualche problema nel gestire il dissenso. La prossima notizia che commenteremo, infatti, parla dell’azione legale che Meloni ha intentato contro un comico.

La querela di Giorgia Meloni contro il comico Daniele Fabbri

26 March 2025
La querela di Giorgia Meloni contro il comico Daniele Fabbri
Alexandros Michailidis / Shutterstock

Come diceva lo scrittore Ennio Flaiano, “la situazione politica in Italia è grave, ma non seria”. Un aforisma degli anni Cinquanta che ancora oggi sintetizza gli aspetti a volte assurdi che animano la politica nazionale, anche nelle notizie più preoccupanti.

Un esempio di ciò è la querela che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha mosso contro il comico Daniele Fabbri. A darne notizia, è stato, nei giorni scorsi, lo stesso Fabbri, attraverso un video del sul suo profilo Instagram.

I fatti risalgono al 2021, quando Meloni era all’opposizione. Un professore universitario le aveva rivolto degli insulti sessisti, e Fabbri, che all’epoca conduceva il podcast Contiene parolacce, era persino intervenuto per difenderla. Durante il podcast, Fabbri aveva osservato che, per insultare Meloni, non c’era bisogno di scadere nel sessismo, suggerendo, come alternativa, una serie di insulti ispirati

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Restiamo sempre in Italia, ma passiamo ai banchi dell’opposizione. Il Partito Democratico, principale forza di opposizione nel Paese, dal marzo del 2023 è guidato da Elly Schlein. Dopo due anni è tempo di bilanci per la sua leadership, e vi anticipo che il giudizio non è molto positivo. Vediamo perché.

Elly Schlein: è il momento di fare un bilancio

26 March 2025
Elly Schlein: è il momento di fare un bilancio
Marco Iacobucci Epp / Shutterstock

Sono trascorsi due anni da quando Elly Schlein vinse le primarie per diventare segretaria del Partito Democratico. La prima donna alla guida del partito, e una tra le prime leader in assoluto in un Paese fin troppo maschilista nella sua classe dirigente. All’epoca, la sua vittoria, oltre a ribaltare i pronostici, sembrò annunciare una svolta storica.

Schlein vinse intercettando una richiesta di discontinuità: il Partito Democratico, collocato nel centrosinistra, aveva acquisito nel corso degli anni un’immagine di partito dell’establishment, arroccato sui “giochi di palazzo” e sulle liti interne. Schlein rappresentava il bisogno di rinnovamento e di apertura verso istanze più progressiste, in particolare su ambiente, lavoro e diritti civili.

Ma oggi non si respira aria di rinnovamento nel Partito Democratico, che appare sempre più diviso, mentre la leadership di Schlein si rivela debole. Ne

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Più o meno negli stessi giorni in cui si consumavano le polemiche interne al Partito Democratico, dal Policlinico Gemelli arrivava una buona notizia. Dopo circa un mese di ricovero, infatti, Papa Francesco appariva in pubblico.

Migliora la salute del Papa

26 March 2025
Migliora la salute del Papa
Marco Iacobucci Epp / Shutterstock

Trentuno giorni. Tanti ne sono passati prima che i fedeli di tutto il mondo potessero vedere di nuovo Papa Francesco, che il 14 febbraio scorso era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una grave infezione di origine respiratoria. Non si è trattato, comunque, di un’occasione pubblica. I fedeli si sono dovuti accontentare, per così dire, di una foto scattata nella cappella del policlinico, con il Pontefice di lato, il volto non pienamente visibile.

Tra un bollettino medico e l’altro, dopo settimane di ricovero, la foto diffusa dalle agenzie di stampa lo scorso 16 marzo è apparsa quindi come un primo messaggio di speranza. Lo stesso giorno, la sala stampa della Santa Sede ha condiviso il testo del pontefice per l’Angelus. “Sto affrontando un periodo di prova, e mi unisco a tanti fratelli e sorelle malati. Fragili, in questo momento, come me”. Queste le parole di Papa Francesc

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