Martedì 18 febbraio la capitale saudita, Riyad, ha ospitato un incontro che ha visto in primo piano emissari dei governi di Stati Uniti e Russia. Un faccia a faccia che, si è detto, potrebbe aprire la strada a un incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. L’evento — il primo incontro ufficiale tra rappresentanti di Mosca e Washington da quando Putin, il 24 febbraio del 2022, lanciò la sua invasione militare sul territorio ucraino — ha escluso sia i paesi dell’Unione europea che la principale vittima dell’espansionismo del Cremlino: l’Ucraina.
I “colloqui per negoziare la fine del conflitto ucraino” hanno dunque preso inizio in modo paradossale: senza la presenza di una rappresentanza del paese invaso. Attorno al tavolo delle trattative sedevano, con aria compiaciuta, soltanto le delegazioni di tre paesi: Stati Uniti, Russia e Arabia Saudita.
Sì, perché, per ora, a fare gli onori di casa è la monarchia assoluta saudita, guidata dal principe Mohammad bin Salman. Lo stesso principe a capo di un regime autocratico che reprime il dissenso politico senza pietà, con l’intimidazione, il carcere, la tortura. Lo stesso principe che è accusato — secondo un rapporto ONU del 2019, e pure secon
Con un intenso affresco corale, il film Conclave, diretto da Edward Berger, ci trasporta nel cuore di uno degli eventi più misteriosi, e rigidamente regolati, del mondo: il processo che porta all’elezione di un nuovo pontefice.
Dopo la morte improvvisa di papa Gregorio XVII, il collegio cardinalizio si riunisce in Vaticano, nella Cappella Sistina, per scegliere un successore. Il cardinale Thomas Lawrence, interpretato dall’attore inglese Ralph Fiennes, è incaricato di dirigere il delicato processo. I principali candidati al trono vacante sono quattro: lo statunitense Aldo Bellini, di orientamento progressista e grande amico del defunto papa, il nigeriano Joshua Adeyemi, socialmente conservatore, il canadese Joseph Tremblay, un conservatore moderato, e l’italiano Goffredo Tedesco, rigidamente tradizionalista. Nel corso delle votazioni, l’intreccio si complica e pure il nome di Lawrence (e non solo il suo) appare più volte sulle schede.
Prima che abbia inizio il conclave, Lawrence rivolge ai suoi confratelli un discorso semplice e potente. “La certezza è nemica acerrima della tolleranza. La nostra fede è una cosa viva proprio perché cammina, mano nella mano, con il dubbio. Preghiamo
È scoppiato il caos a Venezia nel primo fine settimana di Carnevale, con le calli prese d’assalto da decine di migliaia di turisti (150.000, secondo alcune stime). Il sovraffollamento è apparso particolarmente visibile, domenica 16 febbraio, lungo il Canal Grande: la sinuosa via d’acqua sulla quale si affacciano splendidi edifici fatti costruire, in epoche passate, dai potenti della Serenissima. Nessuno voleva perdersi la sfilata delle imbarcazioni storiche, un classico del Carnevale veneziano.
Partito alle 11 del mattino da Punta della Dogana, nei pressi della barocca Santa Maria della Salute, il corteo acqueo, composto da un centinaio di barche a remi, aveva come meta la zona di Rialto. Ed è proprio sul ponte di Rialto che si sono vissuti i momenti di maggiore tensione, con un fitto assiepamento. Video e fotografie del ponte invaso dalla moltitudine sono diventati virali sui social, generando accese polemiche. Su più fronti.
Alcuni hanno cercato di minimizzare la gravità del problema. A cominciare dal comandante della polizia locale, che, intervistato dal Corriere della Sera, ha affermato che “l’ingorgo è durato poco” e che c’erano molti vigili urbani “pronti a intervenire”. “La
Allegro e ribelle, il Carnevale è una festa iconoclasta e catartica, un momento di libertà irriverente, sinergia creativa e rinnovamento.
Alcuni individuano l’origine storica del Carnevale nell’antica Grecia, nel culto a Dioniso: dio del vino, della danza e del teatro, dell’estasi e della trasformazione. Nelle feste dedicate al dio regnava un’atmosfera di eccesso e abbandono. I partecipanti, che indossavano maschere e costumi, si lasciavano andare a balli sfrenati, celebrando l’aspetto più carnale della vita e sovvertendo, temporaneamente, le regole sociali.
Nell’antica Roma, un parallelo con il Carnevale può essere trovato nei Saturnali, una festa coincidente col solstizio d’inverno e dedicata a Saturno, dio dell’agricoltura e della semina. I Saturnali erano pervasi da un’atmosfera di gioiosa trasgressione. Le celebrazioni avevano inizio con un grande banchetto pubblico. Durante i festeggiamenti, in un effimero ribaltamento di ruoli e gerarchie sociali, gli schiavi potevano sedere a tavola con i loro padroni, e comportarsi da uomini liberi.
Tanto nelle feste dionisiache come nei Saturnali, il sovvertimento di norme, abitudini e gerarchie rappresentava un momento di caos purificator
Ogni anno, d’inverno, sciatori e snowboarder si danno appuntamento sulle pendici dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, che torreggia immacolato sulla Sicilia orientale. Per gli antichi greci, l’Etna era la fucina di Efesto, l’instancabile dio del fuoco, della scultura e della metallurgia.
Dallo scorso 12 febbraio, l’Etna è in eruzione e alcuni coraggiosi (o incoscienti?) sciatori hanno deciso di regalarsi un’esperienza notturna unica. In effetti, a tremila metri sul livello del mare, la notte, lo spettacolo è davvero indimenticabile. In primo piano, la neve, pervasa dai riflessi color arancio vivo del fuoco. In secondo piano, la lava in movimento e, più in là, le luci della costa e il mare scuro sotto le stelle.
Ma il mondo dello sci non è sempre così spettacolare, o così idilliaco. Ultimamente, di fatto, amanti degli sport invernali e operatori del settore non dormono sonni tranquilli.
Negli ultimi anni, il costo di una giornata sulla neve non ha fatto che aumentare. Il primo paese a registrare il fenomeno è stata la Svizzera, ma il caso elvetico non è isolato. In Italia, come pure in Austria, Francia, e nei pirenei spagnoli, la crisi climatica si fa notare sulle piste,