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Cari ascoltatori, benvenuti! Io sono Mario e, oggi, è mercoledì 7 luglio. Cominciamo la nostra puntata di oggi parlando delle celebrazioni trionfali che si sono tenute a Pechino lo scorso 1° luglio in occasione del centesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese e del discorso nazionalista e bellicoso del presidente Xi Jinping.

La Cina festeggia i cento anni del Partito comunista [World News]

7 July 2021
La Cina festeggia i cento anni del Partito comunista [World News]
humphery / Shutterstock.com

Giovedì 1° luglio, la Cina ha commemorato il centesimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC), con una serie di eventi pubblici. Il segretario generale del partito e presidente cinese, Xi Jinping, ha dato via ai festeggiamenti tenendo un lungo discorso dal balcone della Porta della Pace Celeste, a Pechino, davanti a una folla di 70.000 persone.

Il PCC fu fondato a Shanghai nell’estate del 1921 da un gruppo di giovani cinesi. Tra loro, Mao Zedong, che in seguito divenne il leader del partito, portandolo al potere nel 1949. Dopo oltre settant’anni di dominio incontrastat

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Passiamo, ora, a commentare i risultati delle elezioni regionali francesi, che hanno rivelato lo scarso gradimento a livello locale sia del partito del presidente, Emmanuel Macron, sia della forza di estrema destra guidata da Marine Le Pen.

Elezioni regionali francesi, deludono i partiti di Macron e Le Pen

7 July 2021
Elezioni regionali francesi, deludono i partiti di Macron e Le Pen
Hadrian / Shutterstock.com

Domenica 27 giugno, si è tenuto in Francia il secondo turno delle elezioni regionali e provinciali, valide per la nomina dei nuovi governatori, dei consiglieri regionali e dei consiglieri dipartimentali. Lo scrutinio ha interessato sia la Francia metropolitana che i territori d’oltremare.

Le consultazioni locali erano considerate dalle forze politiche francesi un banco di prova molto importante in vista delle elezioni presidenziali nel 2022. In particolare, c’era grande attesa in merito ai risultati dei candidati de La République en Marche, il partito del presidente in carica, Emmanuel Macron.

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Lasciamo la Francia, per passare a una notizia che arriva dalla Croazia. Le autorità di Zagabria hanno chiesto all’Unione europea il riconoscimento ufficiale del nome del vino prošek. E questo, naturalmente, ha fatto infuriare i produttori italiani del prosecco…

Prošek, una richiesta della Croazia allarma i produttori del prosecco

7 July 2021
Prošek, una richiesta della Croazia allarma i produttori del prosecco

Nei giorni scorsi, le autorità della Croazia hanno presentato alla Commissione europea una domanda per ottenere il riconoscimento ufficiale del prošek, un vino prodotto da secoli nella regione costiera della Dalmazia.

Tale richiesta ha però incontrato la forte opposizione dei produttori del prosecco, vino noto in tutto il mondo e la cui zona di produzione si trova nel Nord-Est dell’Italia, più precisamente, in una vasta area agricola che si estende tra le regioni del Friuli-Venezia Giulia e il Veneto.

Il prošek e il prosecco sono due vini molto diversi. Il primo è un tipico vino da dessert, da

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Cambiamo ora argomento e parliamo di cultura e spettacolo. Il Teatro alla Scala di Milano ha lanciato un’iniziativa che prevede un fitto programma di concerti in diversi punti della città, tutti a ingresso gratuito, con il fine di avvicinare il teatro ai cittadini.

‘La Scala in città’, l’iniziativa che avvicina il teatro ai milanesi

7 July 2021
‘La Scala in città’, l’iniziativa che avvicina il teatro ai milanesi
VILTVART / Shutterstock.com

Lo scorso 10 maggio, il Teatro alla Scala di Milano ha riaperto le porte al pubblico dopo quasi duecento giorni di chiusura forzata dovuta alle restrizioni imposte dal governo per contenere la diffusione del Covid-19.

A due mesi di distanza da quel giorno, il direttore artistico del teatro, Dominique Meyer, ha deciso di proporre, in occasione della pausa estiva, una nuova iniziativa, volta ad avvicinare il teatro ai milanesi.

‘La Scala in città’ è un progetto che prevede 4 giorni di concerti e spettacoli di danza. Le esibizioni avranno luogo in diversi punti del capoluogo lombardo — dalla perif

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E dallo spettacolo, passiamo a una notizia che arriva dal mondo della moda Made in Italy. Parliamo dell’azienda tessile Candiani Denim, che ha da poco presentato, a Milano, una nuova linea di jeans realizzata con materiali interamente biodegradabili.

Milano, Candiani Denim e la rivoluzione del jeans

7 July 2021
Milano, Candiani Denim e la rivoluzione del jeans

Candiani Denim, una storica azienda tessile ubicata in un paesino della provincia di Milano, nel 2019 ha lanciato sul mercato internazionale un tessuto in tela di jeans elasticizzata, prodotta interamente con materiali biodegradabili e compostabili.

La tela denim, una vera e propria rivoluzione, è realizzata con un’innovativa tecnologia basata sull’uso di una fibra vegetale ricavata dalla gomma naturale, in sostituzione delle fibre di natura sintetica normalmente utilizzate per elasticizzare i tessuti.

Il passaggio a materiali completamente biologicigarantisce l’aziendanon compromette le qualità fisiche del jeans né la sua durata. Garantisce, invece, — e questa è la novità — il rispetto di un modello circolare nel quale le fibre vegetali prima diventano tessuto… poi capo di abbigliamento… per tornare infine nella natura, grazie alla loro compostabilità.

Per spiegare visivamente questo concetto alla propria clientela, l’azienda tessile milanese di recente ha inaugurato ‘Candiani Vision’, un negozio in Corso di Porta Ticinese, famosa via dello shopping del capoluogo lombardo. Non si tratta di un luogo adibito soltanto alla vendita della nuova linea di jeans firmati Candiani, ma di uno spazio dove l’azienda mette in mostra tutte le innovazioni realizzate dal suo reparto di ricerca e sviluppo.

Per l’occasione, nello store milanese è stata allestita un’originale installazione interattiva a cura di Matteo Ward, co-fondatore di WRÅD, società di design e comunicazione specializzata nel settore della moda. Nell’installazione, è visibile l’intero percorso della tela denim, che, una volta tornata nell’ambiente, si decompone e diventa materia viva, prendendo la forma di una piantina di menta.

Inoltre, come ha raccontato il quotidiano Repubblica, grazie a una serie di ricerche, Candiani ha scoperto che il nuovo tessuto, una volta inserito nell’ambiente, fertilizza il terreno aumentando la germinazione delle piante del 22%.

"Ci sono voluti quattro anni per sviluppare questo nuovo prodotto”, ha detto a Repubblica il presidente dell’azienda, Alberto Candiani, “ma credo che questo tipo di percorso, rigenerativo e circolare, sia l’unico possibile per una moda che ambisca ad essere realmente sostenibile”.

Credo che quella di Candiani sia una scelta estremamente saggia e lungimirante. Molti consumatori, oggi, si dimostrano attenti alle tematiche ambientali, e desiderano acquistare prodotti ecologicamente sostenibili. Davanti a queste nuove sensibilità, il mondo della moda, a mio avviso, non deve limitarsi a reagire. Deve assumere un ruolo attivo, quasi didattico, contribuendo a creare una cultura fatta di nuovi valori sociali, e di una nuova consapevolezza collettiva.

Con i suoi jeans biodegradabili, Candiani Denim offre un contributo tangibile, creando, allo stesso tempo, un prodotto che sembra avere tutte le carte in regola per trasformarsi in un grande successo commerciale. Un successo che — mi auguropotrebbe spingere le altre aziende italiane del settore ad una corsa all’investimento e allo sviluppo al fine di realizzare un numero sempre maggiore di capi sostenibili.

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