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30 December 2020

Episode #268

23 December 2020

Episode #267

16 December 2020

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2 December 2020

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Cari ascoltatori, benvenuti a una nuova puntata del nostro programma! Oggi è mercoledì 2 dicembre 2020. Io sono Chiara, di nuovo insieme a voi per commentare gli ultimi sviluppi dell’attualità italiana e globale. Cominciamo il nostro viaggio in Etiopia, attualmente teatro di un preoccupante conflitto etnico-politico.

Abiy Ahmed, un anno dopo il Nobel per la pace

2 December 2020
Abiy Ahmed, un anno dopo il Nobel per la pace
Alexandros Michailidis / Shutterstock.com

Poco meno di un anno fa, il 10 dicembre 2019, Abiy Ahmed, quarantenne primo ministro dell’Etiopia, riceveva a Oslo il premio Nobel per la pace, “per il suo impegno nel campo della cooperazione internazionale e, in particolare, per il suo ruolo nel risolvere il conflitto con l’Eritrea”.

Un premio più che meritato, quello di Ahmed, almeno in teoria. Attivista, in gioventù, nella lotta contro il regime dittatoriale del Derg, un dottorato in ricerca sulla pace e sui conflitti ottenuto presso l’Università di Addis Abeba e un passato da ministro, il giovane capo del governo appariva come il volto nuovo della politica etiope.

Membro del progressista Partito Democratico Oromo e diventato premier nell’aprile del 2018, Ahmed aveva dato impulso a una stagione di grandi riforme. Parità di genere nell’esecutivo, una donna alla presidenza del paese, liberazione di numerosi prigionieri politici e parziale privatizzazione di una serie di imprese statali, nel nome dell’efficienza amministrativa.

Essendo inoltre figlio di un musulmano di etnia oromo e di una cristiana amhara, Ahmed sembrava incarnare, nella sua stessa persona, una promessa per un futuro prospero e armonioso in un paese complesso come

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Rimaniamo nella sfera della fiducia. In questo caso, quella che la maggior parte di noi ripone nelle parole di medici ed esperti.

Commenti pericolosi

2 December 2020
Commenti pericolosi

In Italia, da quando è scoppiata la pandemia del coronavirus, virologi, epidemiologi e altri esperti medici sono diventati delle vere e proprie celebrità. Citati sulle pagine dei giornali, invitati nei talk show televisivi. Osannati o criticati. Sempre sotto i riflettori, come star del cinema.

Si spiega così la reazione, anzi “l’inferno mediatico senza precedenti” — cito l’iperbolica definizione dell’interessato —, che hanno scatenato qualche giorno fa le parole di Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia e direttore del dipartimento di Medicina molecolare all’Università di Padova.

Per capire l’inferno mediatico di cui parla Crisanti, che dalla scorsa primavera è anche consulente tecnico della regione Veneto nell’ambito della lotta al Covid, è necessario fare un passo indietro nel tempo di circa tre settimane.

Lunedì 9 novembre, come sappiamo, l’azienda farmaceutica statunitense Pfizer e la società tedesca BioNTech annunciavano che il vaccino contro il Covid in corso di sperimentazione nei loro laboratori si era dimostrato, nella fase 3, efficace al 90%. Nel caso di una valutazione positiva da parte della Food and Drug Administration e dell’Agenzia europea per i medicina

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La cautela dovrebbe guidare anche gli storici dell’arte, soprattutto in riferimento alle opere di grandi artisti del passato.

Un disegno d’epoca rinascimentale proietta un’ombra sul Salvator Mundi

2 December 2020
Un disegno d’epoca rinascimentale proietta un’ombra sul <i>Salvator Mundi</i>
Public Domain, Link

Immagino che la data del 18 novembre 2020 sarà ricordata come un momento particolarmente intenso nel mondo degli studi leonardeschi. A Parigi, la casa d’aste Artcurial vendeva, per un milione e 750.000 euro, La Maddalena Penitente, un dipinto di Gian Giacomo Caprotti, allievo preferito di Leonardo da Vinci. Quello stesso giorno, a Lecco, in Lombardia, la storica dell’arte Annalisa Di Maria faceva una scoperta potenzialmente rivoluzionaria: un disegno a sanguigna attribuibile al genio toscano.

Secondo Di Maria, il disegno, attualmente in possesso di due collezionisti privati, sarebbe uno studio preparatorio per… niente di meno che… il vero Salvator Mundi. “Quando l’ho visto, mi è mancato il fiato, quasi fosse una rivelazione. È un’opera che presenta il linguaggio tipico di Leonardo. Il volto raffigurato è posto di tre quarti, con un’impressionante dinamicità, come la gran parte dei soggetti dipinti dal Maestro”, ha dichiarato la studiosa alla stampa.

In altre parole, secondo Di Maria, il disegno conferma i dubbi sollevati negli ultimi anni da diversi studiosi sul fatto che Leonardo possa non essere l’autore del Salvator Mundi, l’opera d’arte più costosa della storia. Il dipinto in qu

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E da Leonardo da Vinci, passiamo ora alla storia di un grande calciatore, un uomo che, nell’epoca del suo massimo splendore, era definito come ‘il Leonardo da Vinci del pallone’.

Il più umano degli dei

2 December 2020
Il più umano degli dei
Petrenko Andriy / Shutterstock.com

Maradona è un guerriero… un angelo con le ali ferite… Diego Armando, ti ameremo per sempre… per il tuo talento… per le gioie che sai dare al popolo…

Così cantava, sul finire degli anni ‘90 del secolo scorso, il musicista argentino Andrés Calamaro, grande ammiratore e amico intimo del campione di Villa Fiorito. Ma Calamaro non è stato il solo ad aver dedicato un omaggio alla figura di quello che da molti è considerato come il miglior calciatore di tutti i tempi. Tra i tanti: i Mano Negra, la band di Manu Chao, e il cantante e regista argentino Fito Páez. Ma al di là di note e parole, la figura di Maradona, in questi anni, è apparsa ovunque, e in ogni forma, con un livello di ubiquità che, probabilmente, rivaleggia solo con Che Guevara.

Diego Armando Maradona — El Pibe de Oro, come lo chiamavano in Argentina — non era solo un calciatore dall’incredibile talento, un artista del pallone. Maradona era un fenomeno sociale, un’icona della cultura popolare.

Si spiega così l’immensa ondata di emozione che ha travolto l’Argentina, e il mondo intero, lo scorso mercoledì 25 novembre, dopo la notizia della morte, per arresto cardiaco, del campione. Maradona aveva da poco compiuto 60 anni e si t

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Maradona era un uomo abituato all’entusiasmo e al calore delle folle. E della magia della folla parla anche la storia che conclude la nostra chiacchierata di oggi.

Immagini che commuovono

2 December 2020
Immagini che commuovono
Public Domain, Link

Immaginate di uscire di casa… e vedere un dodo, un mammut, o qualsiasi altro animale estinto da tempo. Surreale, vero? Certo. Ma, con le dovute proporzioni, è questa la sensazione che ho provato nel vedere le immagini che compongono Folle, una mostra fotografica virtuale organizzata dalla banca Intesa Sanpaolo nell’ambito di Artissima 2020.

Per galleristi, collezionisti e appassionati d’arte contemporanea di tutta Europa, novembre è il mese di Artissima e Torino, la città che ospita l’evento, per un intero fine settimana, vibra di entusiasmo, sperimentazione e bellezza. Anche quest'anno, la rassegna, svoltasi dal 6 all’8 novembre, ha riscosso un notevole successo, pur essendo presentata, per ovvie ragioni, in versione online.

Ho avuto la fortuna di dare un’occhiata alle opere in mostra, e devo dire che, fra tutte, la proposta che più mi ha colpito è stata quella di Intesa San Paolo. Per la sua forza espressiva, per l’agilità e la commovente poesia con cui percorre la storia del nostro paese, dagli anni ‘30 agli anni ‘80 del Novecento. Ma anche, e soprattutto, perché tocca quello che oggi, in ognuno di noi, è un tasto dolente.

Folle, vi dicevo, è il titolo della mostra. ‘Folle’, come

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