| Olinda: | Il 19 marzo è morto Umberto Bossi, uno dei principali protagonisti della politica italiana degli ultimi quarant’anni. Aveva 84 anni e da tempo conviveva con gravi problemi di salute. È stato il fondatore della Lega Nord tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta ed è considerato uno dei volti più influenti della, cosiddetta, Seconda Repubblica, una fase di profondi cambiamenti politici nel Paese. All’interno del suo partito ha portato al centro del dibattito temi come il federalismo, l’autonomia delle regioni del Nord e la critica allo Stato centrale, costruendo un’eredità politica che, ancora oggi, continua a far discutere. |
| Mario: | Su di lui, ognuno ha le proprie opinioni, e ciascuno le difende a modo suo. Tuttavia, credo sia giusto riconoscere che è stato, in un certo senso, un visionario. |
| Olinda: | Cosa intendi per visionario? |
| Mario: | Ha riunito movimenti locali sparsi e li ha organizzati in un partito strutturato, con un’identità molto forte e ben definita. Non è poco. Ha dato voce a quei territori che si sentivano trascurati, ripensando ogni simbolo, rito e costruendo, persino, un linguaggio politico nuovo. |
| Olinda: | Però lo faceva con una retorica spesso aggressiva e divisiva. |