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Un gioco da ragazziChild’s play


Addio a Pippo Baudo, il maestro della televisione italiana

Fabrizio: Ricordiamo un volto che non appartiene soltanto alla televisione, ma a un’intera stagione della nostra storia culturale: Pippo Baudo. Per il pubblico era semplicemente “Pippo”, un nome che bastava da solo a evocare decenni di varietà, musica e intrattenimento. Si è spento sabato 16 agosto a Roma, a 89 anni, lasciando dietro di sé un’eredità che pochi altri possono vantare. Per oltre sessant’anni è stato il protagonista indiscusso del piccolo schermo: ha condotto programmi iconici come Fantastico e Domenica In, ed è salito sul palco del Festival di Sanremo in veste di conduttore ben tredici volte, un record ancora imbattuto. Ma la sua influenza andava ben oltre la conduzione: per lui era un gioco da ragazzi individuare nuovi talenti e trasformarli in stelle della musica o dello spettacolo italiano. Per molti era “il maestro”, per altri l’incarnazione stessa del varietà.
Carmen: Concordo! Baudo era un grandissimo professionista.
Fabrizio: Dai Carmen, era molto più di questo. Era straordinariamente capace di trasformare la diretta televisiva in uno spazio familiare, quasi domestico. Affrontare gli imprevisti poi, per lui era un gioco da ragazzi.
Carmen: Che tipo di imprevisti?

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Il gioco è un’attività che adulti e bambini svolgono a scopo ricreativo, oppure per allenare il corpo o la mente. Spesso la parola "gioco" è utilizzata con riferimento ad attività ricreative di tipo agonistico caratterizzate da obiettivi e regole schematizzati, come, ad esempio, gli sport competitivi o i giochi da tavolo. Tali regole non sono eccessivamente complicate, di conseguenza, il concetto di gioco evoca immagini mentali legate ad attività piacevoli, rilassanti e facili da realizzare.

Nella lingua italiana, quindi, l’espressione gioco da ragazzi è utilizzata per evocare il concetto di semplicità. Naturalmente, si tratta di un concetto soggettivo.

Per esempio, andare in bicicletta è un’attività semplice per alcuni, quindi, un gioco da ragazzi. Per altri, tuttavia, può trattarsi di un’impresa impegnativa. In questo caso, la locuzione viene espressa al negativo, ossia: non è un gioco da ragazzi.

L’espressione gioco da ragazzi potrebbe essere letteralmente tradotta in inglese come a game for boys or girls. Una locuzione decisamente criptica per il pubblico anglofono. Una traduzione più corretta a livello semantico è offerta dalle espressioni “no-brainer”, “child’s play”, oppure “piece of cake”.

Esempio 1:

Oggi ho fatto il test di matematica. Anche se c’era gente attorno a me che faceva molto rumore, sono stata capace di concentrarmi. Non ho fatto nemmeno un errore e posso dire che, per me, il test è stato un gioco da ragazzi.
I took my math test today. Even though there were people around me making a lot of noise, I was able to concentrate. I didn’t make a single mistake, and I can say that the test was a no-brainer for me.

Esempio 2:

Sai che Alessia ha imparato a nuotare? Oggi pomeriggio l’ho portata in piscina. Prima le ho dato un paio di consigli teorici, e poi le ho fatto fare un po’ di pratica. Dopo qualche vasca, nuotava da sola. Imparare a nuotare per lei, è stato davvero un gioco da ragazzi.
Did you know that Alessia has learned to swim? This afternoon I took her to the pool. First, I provided her with a few theoretical tips, and then I had her practice them. After a few laps, she was swimming on her own. Learning how to swim was really child’s play for her.

Esempio 3:

Francesco, ho bisogno del tuo aiuto. Potresti dare un’occhiata al mio computer? All’improvviso si è spento e adesso sembra che non voglia più riaccendersi. So che tu sei bravissimo con i computer e aggiustarlo per te sarà un gioco da ragazzi.
Francesco, I need your help. Could you take a look at my laptop? It suddenly turned itself off, and now it seems it doesn’t want to turn back on. I know you are really good with computers, and fixing it will be a no-brainer for you.