| Benedetta: | Immagino che tu conosca il nome del giornalista e scrittore italiano Marcello Sorgi. |
| Stefano: | Sorgi hai detto… No, non credo di avere mai sentito il suo nome prima d’ora. |
| Benedetta: | Mi metto le mani nei capelli. Come puoi non conoscerlo… In passato è stato direttore del telegiornale Tg1 e anche del quotidiano La Stampa. |
| Stefano: | Magari so chi è, ma in questo momento ho un vuoto di memoria… |
| Benedetta: | Dai, non importa. Ti ho fatto il nome di questo giornalista, perché ho iniziato a leggere un suo romanzo, intitolato “Colosseo Vendesi”, dove realtà e finzione si fondono sapientemente . |
Mettersi le mani nei capelli è una locuzione che indica profonda disperazione, impotenza, esasperazione di fronte a una particolare situazione. Portare le mani tra i capelli come se si volessero strappare, è un gesto che simboleggia uno sfogo, una reazione istintiva, che si fa all’insorgere di problemi inattesi, o quando ci si trova a gestire grattacapi spiacevoli. Talvolta, però, mettersi le mani nei capelli può essere anche usata in senso ironico e scherzoso.
Il gesto di portarsi le mani nei capelli è un rituale molto antico, eseguito dalle cosiddette prefiche, figure femminili che un tempo erano pagate per piangere e per cantare lodi al morto durante i funerali. Nell’antica Roma, per esempio, i cortei funebri vedevano le prefiche precedere il feretro: le donne, in segno di lutto, portavano capelli lunghi, si graffiavano la faccia e si strappavano ciocche di capelli.
Una traduzione letterale di questa locuzione potrebbe essere: to put your hands in your hair. Un insieme di parole, questo, che non ha alcun significato nella lingua inglese. Dal punto di vista semantico, una traduzione più adeguata di questo concetto si trova nell’espressione: to throw one’s hands up in despair.
When my wife and I entered the children’s room and we saw the disorder and filth that they had left, we immediately threw our hands up in despair.
As soon as the math professor communicated to the class that the class that there would be a surprise written exam, all of the students reacted by throwing their hands up in despair.
The nutritionist made me a list of foods to favor and others to avoid: when I read it, I threw my hands up in despair.
Il gesto di portarsi le mani nei capelli è un rituale molto antico, eseguito dalle cosiddette prefiche, figure femminili che un tempo erano pagate per piangere e per cantare lodi al morto durante i funerali. Nell’antica Roma, per esempio, i cortei funebri vedevano le prefiche precedere il feretro: le donne, in segno di lutto, portavano capelli lunghi, si graffiavano la faccia e si strappavano ciocche di capelli.
Una traduzione letterale di questa locuzione potrebbe essere: to put your hands in your hair. Un insieme di parole, questo, che non ha alcun significato nella lingua inglese. Dal punto di vista semantico, una traduzione più adeguata di questo concetto si trova nell’espressione: to throw one’s hands up in despair.
Esempio 1:
Quando io e mia moglie siamo entrati in camera dei bambini e abbiamo visto il disordine e la sporcizia che avevano lasciato, ci siamo messi subito le mani nei capelli!When my wife and I entered the children’s room and we saw the disorder and filth that they had left, we immediately threw our hands up in despair.
Esempio 2:
Non appena il professore di matematica ha comunicato alla classe lo svolgimento di una prova scritta a sorpresa, tutti gli alunni hanno reagito mettendosi le mani nei capelli.As soon as the math professor communicated to the class that the class that there would be a surprise written exam, all of the students reacted by throwing their hands up in despair.
Esempio 3:
Il dietologo mi ha scritto una lista dei cibi da prediligere e altri da evitare: quando l’ho letta, mi sono messo le mani nei capelli.The nutritionist made me a list of foods to favor and others to avoid: when I read it, I threw my hands up in despair.