| Benedetta: | Esiste un’espressione italiana usata in tutto il mondo per indicare un particolare evento naturale. Sicuramente avrai spesso sentito pronunciare il termine “Fata Morgana”. |
| Emanuele: | Come dici? |
| Benedetta: | Non fare orecchie da mercante! So benissimo che sai a cosa mi riferisco… |
| Emanuele: | No… perché mai dovrei fare orecchie da mercante? Sono sincero! |
| Benedetta: | La Fata Morgana è un particolare fenomeno di illusione ottica che si genera quando nell’atmosfera si verificano particolari condizioni termiche. Mi stai seguendo? |
| Emanuele: | Sì, certo! Sono attentissimo! Prosegui! |
| Benedetta: | Queste condizioni creano un’alterazione della rifrazione della luce per cui gli oggetti lontani sembrano capovolti, spostati, oppure sospesi in aria. |
| Emanuele: | In altre parole, il termine Fata Morgana indica un miraggio. Scusa, ma non potevi dirlo subito, invece di farmi aspettare così tanto? |
| Benedetta: | In questo momento, preferisco fare orecchie da mercante e non replicare alle tue provocazioni. |
| Emanuele: | Allora rispondi a questa domanda: perché si è scelto il termine Fata Morgana per descrivere una semplice illusione ottica? |
| Benedetta: | Beh, devi sapere che, da secoli, le terre separate dallo Stretto di Messina si tramandano l’antica leggenda della maga Morgana, sorella del celebre re Artù. |
Fare orecchie da mercante significa fingere di non sentire, fingere indifferenza, decidere di non reagire alle parole di qualcuno, per convenienza personale o per evitare polemiche. Per estensione, tale espressione può essere a volte utilizzata anche per indicare il comportamento di chi finge di non vedere, non capire, o non sapere qualcosa.
La locuzione è costruita attorno all’immagine stereotipica del mercante, che, pur di concludere un affare e ottenere un vantaggio personale, ignora le domande scomode dei potenziali clienti, adducendo come scusa la confusione della piazza del mercato.
L’uso di questa espressione appare nella lingua italiana scritta sin dal XIV secolo. Un esempio si trova nel celebre romanzo ottocentesco I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Nel quarto capitolo l’autore presenta la figura di un ex mercante che, una volta arricchitosi, vorrebbe dimenticare il suo passato da venditore, che ormai considera vergognoso. Durante un banchetto organizzato a casa del mercante, uno dei commensali risponde a un’amichevole provocazione del suo ospite dicendo: eh! io fo l'orecchio del mercante. Nel momento stesso in cui pronuncia la frase, l’uomo capisce di aver commesso una gaffe imperdonabile evocando in modo sarcastico l’antico mestiere del padrone di casa, e ammutolisce. Un silenzio imbarazzato avvolge anche gli altri partecipanti al banchetto. Tacevano, e, in quel silenzio, lo scandolo era più manifesto, commenta Manzoni.
Su un piano meramente letterale, la locuzione fare orecchie da mercante potrebbe essere tradotta come to make ears of a merchant, un insieme di parole, questo, che in inglese non ha alcun significato. Una traduzione semanticamente più appropriata è offerta dall’espressione "to turn a deaf ear".
The President turned a deaf ear when reporters asked him whether he planned on resigning in the wake of recent scandals involving his administration.
The man who has been questioned by the police tried turning a deaf ear for a while, but then, when put under pressure, he admitted to causing the accident.
My son Luca turns a deaf ear every time I ask him how he spends the allowance that my wife and I give him at the end of the month.
La locuzione è costruita attorno all’immagine stereotipica del mercante, che, pur di concludere un affare e ottenere un vantaggio personale, ignora le domande scomode dei potenziali clienti, adducendo come scusa la confusione della piazza del mercato.
L’uso di questa espressione appare nella lingua italiana scritta sin dal XIV secolo. Un esempio si trova nel celebre romanzo ottocentesco I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Nel quarto capitolo l’autore presenta la figura di un ex mercante che, una volta arricchitosi, vorrebbe dimenticare il suo passato da venditore, che ormai considera vergognoso. Durante un banchetto organizzato a casa del mercante, uno dei commensali risponde a un’amichevole provocazione del suo ospite dicendo: eh! io fo l'orecchio del mercante. Nel momento stesso in cui pronuncia la frase, l’uomo capisce di aver commesso una gaffe imperdonabile evocando in modo sarcastico l’antico mestiere del padrone di casa, e ammutolisce. Un silenzio imbarazzato avvolge anche gli altri partecipanti al banchetto. Tacevano, e, in quel silenzio, lo scandolo era più manifesto, commenta Manzoni.
Su un piano meramente letterale, la locuzione fare orecchie da mercante potrebbe essere tradotta come to make ears of a merchant, un insieme di parole, questo, che in inglese non ha alcun significato. Una traduzione semanticamente più appropriata è offerta dall’espressione "to turn a deaf ear".
Esempio 1:
Il presidente ha fatto orecchie da mercante quando i giornalisti gli hanno chiesto se avesse intenzione di dimettersi in seguito ai recenti scandali che hanno coinvolto la sua amministrazione.The President turned a deaf ear when reporters asked him whether he planned on resigning in the wake of recent scandals involving his administration.
Esempio 2:
L’uomo interrogato dalla polizia ha cercato di fare orecchie da mercante per un po’, ma poi, messo sotto pressione, ha ammesso di aver causato l’incidente.The man who has been questioned by the police tried turning a deaf ear for a while, but then, when put under pressure, he admitted to causing the accident.
Esempio 3:
Mio figlio Luca fa orecchie da mercante ogni volta che gli chiedo come spende la paghetta che io e mia moglie gli diamo a fine mese.My son Luca turns a deaf ear every time I ask him how he spends the allowance that my wife and I give him at the end of the month.