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Il rovescio della medaglia/L’altra faccia della medagliaThe other side of the coin

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Fabrizio: C’è un piatto della tradizione pugliese che negli ultimi anni è tornato molto in voga: gli spaghetti all’assassina. Il nome sembra uscito da un racconto noir di Agatha Christie. In realtà, non c’è nulla di violento. Il riferimento è al carattere “aggressivo” della ricetta: pomodoro, aglio, olio, tanto peperoncino e spaghetti cotti direttamente in una padella di ferro. Secondo le ricostruzioni più note, il piatto sarebbe nato a Bari nel 1967, al ristorante Al Sorso Preferito, grazie al cuoco Enzo Francavilla. Pare che due clienti gli avessero chiesto qualcosa di sostanzioso e saporito, e lui improvvisò con quello che aveva a disposizione. Il risultato fu una pasta piccante, leggermente bruciacchiata all’esterno, con una crosticina intensa e inconfondibile.
Olinda: Devo ammetterlo: descritta così sembra una di quelle ricette nate dal classico disastro in cucina.
Fabrizio: Ed è proprio qui che nasce il malinteso. A prima vista sembra un piatto mal riuscito, ma in realtà è tutta una questione di controllo del calore. La pasta deve attaccarsi, sfrigolare, creare quella crosticina, senza mai diventare amara. Certo, il rovescio della medaglia è che basta un attimo per rovinare tutto.

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