| Fabrizio: | Il 17 febbraio, Martedì Grasso, si è chiuso ufficialmente il Carnevale di Venezia, uno dei più celebri al mondo. Anche nell’edizione 2026 in piazza San Marco si sono alternati decine di spettacoli e performance. Le piazze e le calli si sono riempite di famiglie, colori e tamburi. Migliaia di persone hanno assistito agli eventi finali. Tutto bellissimo, ma solo in apparenza. Perché oggi il Carnevale di Venezia sembra essere diventato soprattutto una festa per turisti. |
| Mario: | Non capisco questa affermazione. Chiunque può partecipare, no? Non è un evento a numero chiuso. |
| Fabrizio: | Mi riferisco ai residenti. Il 6 febbraio il quotidiano Il Post ha raccontato che nei fine settimana di Carnevale, molti veneziani scelgono di lasciare la città. E quelli che non possono farlo, preferiscono non mettere il naso fuori di casa. |
| Mario: | Beh, posso capirli. Tutto sommato non deve essere piacevole trovarsi continuamente in mezzo alla folla, al chiasso costante e al traffico congestionato. Credo sia logorante alla fine. |
| Fabrizio: | Sì, ma il punto è un altro. Molti residenti non sentono più il Carnevale come qualcosa che gli appartiene. E quando provano a organizzare un’iniziativa spontanea, basta poco perché venga inglobata nei festeggiamenti di massa. |
To have chutzpah, nerve, the gall
Avere la faccia tosta
To have what it takes
Avere le carte in regola
To have guts
Avere (il) fegato
To search high and low
Cercare col lanternino
To start up, to set up, to launch something
Mettere in piedi
To do as one pleases, go go one’s own way
Fare di testa propria
To do as one pleases, to set the terms/agenda
Fare il bello e il cattivo tempo
To set foot outside the house
Mettere il naso fuori casa
Mettere il naso fuori di casa – To set foot outside the house
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