Un ritardo vale più di mille parole?
22 July 2026
Marco Iacobucci Epp / Shutterstock
Lo sa bene Giorgia Meloni, che ha fatto spesso ricorso a questa forma di comunicazione. A volte, per lanciare un segnale agli avversari politici. Altre, per esprimere irritazione, insofferenza o disagio.
Accadde anche il 13 dicembre 2022. Presidente del Consiglio da meno di due mesi — aveva giurato il 22 ottobre —, Meloni si presentò nell’aula della Camera con venti minuti di ritardo. Quel giorno era attesa a Montecitorio per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre. Durante l’incontro, avrebbe illustrato ai deputati la linea che l’Italia intendeva sostenere al vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea. La seduta era fissata per le 9:30. La premier, però, fece il suo ingresso in aula soltanto alle 9:50.
Un deputato di Italia Viva — il partito fondato dall’ex premier Matteo Renzi,