Quanto è vicina l'Europa alla terza guerra mondiale? Oggi commenteremo i risultati di un sondaggio secondo cui sempre più europei temono una guerra imminente. Allo stesso tempo, pochi confidano nella capacità del proprio Paese di difendersi in modo efficace. L'aggressione russa e la minaccia del terrorismo spaventano. Ma c’è anche un altro motivo di preoccupazione. Meno atteso ma altrettanto serio.
Rifletteremo, poi, su una battuta fatta dal Presidente del Sudafrica durante la sua visita alla Casa Bianca. Che effetto ha avuto nel resto del mondo? O meglio, cosa pensa il mondo dell’attuale Presidente degli Stati Uniti?
E infine, parleremo delle crescenti proteste in Europa contro Airbnb. Restate con noi!
Iniziamo. Quanto manca a un nuovo conflitto mondiale? I risultati del sondaggio vi sorprenderanno!
Un nuovo sondaggio condotto da YouGov mette in luce alcune tendenze preoccupanti in Europa. In Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Spagna è stato chiesto ai cittadini cosa pensano della possibilità di una nuova guerra mondiale. Tra il 41% e il 55% degli intervistati crede che lo scontro arriverà entro i prossimi cinque o dieci anni.
Inoltre, la maggior parte delle persone è convinta che in caso di guerra verranno usate le armi nucleari.
Molti pensano anche che il proprio Paese prenderà parte al conflitto. In Gran Bretagna, l’89% degli intervistati lo ritiene probabile, mentre in Italia lo pensa il 66%.
Nonostante ciò, in molti non hanno fiducia nelle forze armate del proprio Paese. In Italia poco più del 30% confida nella capacità della Nazione di difendersi efficacemente in caso di una terza guerra mondiale.
Secondo il sondaggio, la Russia rappresenta la minaccia più grave per la pace in Europa.
Il terrorismo islamico è la seconda fonte di preoccupazione, soprattutto in Germania.
Ma gli europei segnalano anche un’altra possibile minaccia. Più della metà delle persone in Spagna, Germania e Francia considera le tensioni con gli Stati Uniti un pericolo serio. Solo in Italia la perc
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Di recente, nello Studio Ovale, è circolata una battuta tanto divertente quanto audace. Il Presidente del Sudafrica ha rivolto a Donald Trump testuali parole: “Mi dispiace, non ho un aereo da regalarti”.
Una frase che ha fatto ridere, ma che la dice lunga su ciò che molti pensano oggi dell’America.
Qualche tempo fa, infatti, gli Stati Uniti hanno accettato in dono un grande jet di lusso dal Qatar.
Come ha reagito Trump alla battuta pungente di Cyril Ramaphosa? Con leggerezza, rammaricandosi che non l’avesse portato. Lo avrebbe di certo accettato.
Sì, è chiaro: a Trump piacciono i regali. E non ne fa un mistero.
Il presidente sudafricano, anche senza aereo, ha portato in dono un libro sul golf dal peso di 15 kg. Ci sono tanti modi per conquistare la simpatia di Trump. Basta, per esempio, comprare un abbonamento al suo club da un milione di dollari.
Molti acquistano anche la criptovaluta associata al suo nome, per sentirsi più vicini a lui. Chi ne possiede abbastanza, può perfino ricevere un invito a una cena VIP.
Anche i figli di Trump stanno concludendo affari importanti con Paesi come il Qatar e l’Arabia Saudita. La battuta del Presidente sudafricano ha sicuramente alleggerito l'atmo
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Molte città europee sono sempre più critiche verso Airbnb. Secondo le autorità locali, la piattaforma crea problemi come l’aumento degli affitti e il disturbo alla quiete pubblica.
Airbnb sta cercando di affrontare la questione. L’azienda ha introdotto nuove tecnologie per bloccare le prenotazioni destinate a feste. Dal 2020 ha avviato un divieto globale per le feste private e afferma che questo provvedimento ha ridotto notevolmente gli episodi spiacevoli.
Ma per molti Paesi questo non basta.
La Spagna ha deciso di intervenire con decisione. Le autorità hanno ordinato la rimozione di oltre 65.000 annunci di case vacanza non conformi alle regole.
Questa stretta è particolarmente significativa perché il Paese sta affrontando una grave emergenza abitativa. Molti cittadini si sentono esasperati per l’aumento degli affitti e dei prezzi delle case. Secondo molti, gli affitti brevi non fanno altro che peggiorare la situazione, soprattutto nelle grandi città.
Anche altre città europee, come Barcellona e Amsterdam, stanno intervenendo. Barcellona, ad esempio, ha annunciato l’intenzione di eliminare tutte le locazioni turistiche autorizzate entro il 2028.
Naturalmente, le persone vogliono visita
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Amici, grazie per avermi permesso di condividere con voi le mie riflessioni.
La prossima volta che vi trovate a Barcellona, Parigi o Amsterdam, ricordatevi delle persone che vivono lì. Godetevi la ricchezza culturale delle nostre città ma fatelo con rispetto.
Alla prossima puntata!
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