Screen width of at least 320px is required. Screen width can be adjusted by widening your browser window or adjusting your mobile device settings. If you are on a mobile device, you can also try orienting to landscape.

6 January 2022

Trieste è la provincia più vivibile d’Italia

30 December 2021

L’Italia mette fine agli allevamenti di pelliccia

30 December 2021

Il panettone dei detenuti di Padova

23 December 2021

Il corallo rosso sostenibile di Torre del Greco

23 December 2021

Robot ricostruiscono a Pompei manufatti distrutti

16 December 2021

L’Italia torna a discutere di eutanasia

16 December 2021

Il misterioso tesoro della Corona d’Italia

9 December 2021

Napoli terzo mondo d’Europa, polemiche su Le Figaro

9 December 2021

La costosissima pista da bob di Cortina d’Ampezzo

Speed 1.0x
/
aa
AA

Robot ricostruiscono a Pompei manufatti distrutti

23 December 2021
Robot ricostruiscono a Pompei manufatti distrutti
BlackMac / Shutterstock

Mario: Nelle scorse settimane, la stampa italiana ha parlato di un progetto tecnologico d’avanguardia che in futuro potrebbe essere utilizzato da studiosi di tutto il mondo per la restaurazione di antichi manufatti. Parliamo di reperti archeologici danneggiati dal tempo e andati distrutti in migliaia di pezzi di varie dimensioni, difficili da ricomporre. Un articolo pubblicato il 7 dicembre dalla rivista specializzata Le Scienze, ha paragonato la condizione in cui versano certi reperti archeologici a puzzle di diecimila pezzi che si cerca di ricomporre senza avere alcuna immagine di riferimento. RePAIR, acronimo inglese di Reconstructing the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Cultural Heritage, è il nome del progetto che è stato messo a punto dai ricercatori dell’Università Ca’Foscari di Venezia, in collaborazione con altre istituzioni scientifiche internazionali. La sperimentazione di RePAIR avrà una durata di tre anni e inizialmente sarà testata su preziosi manufatti pompeiani. Come tutti sappiamo, nel 79 dopo Cristo una violenta eruzione del Vesuvio seppellì sotto un fitto strato di ceneri e detriti incandescenti la città romana di Pompei, preservandone così gran parte degli edifici pubblici e privati. Alcuni manufatti, però, sono giunti sino a noi praticamente in frantumi. Il progetto RePAIR, grazie all’uso di una tecnologia all’avanguardia, mira alla ricomposizione di migliaia di frammenti di alcuni reperti provenienti dai depositi del Parco Archeologico di Pompei. Uno di questi, è l’affresco del soffitto della Casa dei Pittori al Lavoro nell’insula dei Casti Amanti, già danneggiato dall’eruzione del primo secolo a.C e poi ridotto completamente in frantumi in seguito ai bombardamenti, che ebbero luogo nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

End of free content.

To access this material, please LOG IN.

If you don't have a subscription, please click HERE to sign up for this program.