L’Italia torna a discutere di eutanasia
16 December 2021
| Carmen: | Da alcune settimane, in Italia si è tornato a parlare della mancanza di una legge che regola il delicato e controverso diritto all’eutanasia. La discussione si è riaccesa martedì 23 novembre, quando l’azienda sanitaria locale (Asl) delle Marche ha deciso di acconsentire alla richiesta di suicidio medicalmente assistito presentata da un paziente tetraplegico. Mario, un ragazzo di 43 anni paralizzato da oltre dieci anni per un incidente stradale, è il primo paziente della storia italiana a vedersi riconosciuta la possibilità di decidere sulla propria vita. L’Asl delle Marche ha accolto la sua istanza sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale del settembre del 2019, secondo la quale, chiunque assiste medicalmente un malato suicida, non è punibile a patto che quel malato rispetti certe condizioni. Una di queste è che il malato sia “affetto da una patologia irreversibile che causi sofferenze fisiche e psicologiche ritenute intollerabili” e sia “pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”. |
| Alessandro: | L’azienda sanitaria marchigiana ha preso una decisione per nulla prevedibile. Sicuramente, ha fatto storia. |
| Carmen: | Non è finita qui… Il 24 novembre, il quotidiano il Corriere della Sera ha scritto che la Regione ha rinviato la questione ai giudici del Tribunale di Ancona, lasciando loro la responsabilità di prendere l’ultima decisione. Il comitato etico dell’Asl ha sollevato, infatti, una serie di dubbi in merito alle indicazioni fornite dal paziente sulle quantità di farmaco, la sua somministrazione e la sedazione . |